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Il Consiglio di Stato mette fine al progetto Forest a Bomba

Forest Bomba (Ch) Foto1 Maria Trozzi Report-age.com 2015

Foto Maria Trozzi

Bomba (Ch). Il consiglio di Stato mette fine al progetto della Forest a Bomba con una sentenza esemplare che considera i rischi e i danni della raffineria che si sarebbe dovuta piantare a due passi dal bacino di raccolta dell’acqua del fiume Sangro, conseguenze insostenibili per la collettività, è vinta la lotta del Comitato di cittadini gestione partecipata territorio.

Forest Bomba (Ch) Foto1 Maria Trozzi Report-age.com 2015

La Signora Maria. Foto Maria Trozzi

Insieme si può raggiungere il risultato tra tanti sacrifici, è vero, ma se la comunità è unita e combatte per il bene delle popolazioni, se non ci sono vetrinette da parata e secondi fini, allora il risultato è assicurato. Così la quinta sezione del Consiglio di Stato dà ragione oggi ai mitici attivisti, a Bomba che è scampata dal pericolo della colonizzazione Forest. I giudici amministrativi, il secondo grado è definitivo nella giustizia amministrativa, si sono pronunciati con una importante sentenza (n. 02495/2015reg.prov.coll.n. 08032/2014 Reg.Ric.) che riallaccia ogni decisione al principio di precauzione rispetto ai gravi rischi potenzialmente connessi alla subsidenza, fenomeno di abbassamento del suolo di determinate aree della Terra, inclusi i fondali marini soggetti a pressioni o sfruttamento. In appello dunque viene sancita l’insostenibilità del progetto della Forest per lo sfruttamento del giacimento di gas naturale a Bomba, a poche centinaia di metri della diga sul fiume Sangro. “E’ stata così scongiurata dal massimo organo della giustizia amministrativa la realizzazione di un impianto di desolforazione e raffinazione previsto nel progetto della Forest – scrive in una nota il Comitato organizzato per la difesa della piccola comunità teatina – Dopo più di 5 anni d’impegno civile e scientifico e di divulgazione tra i cittadini di quanto emerso dallo studio approfondito del progetto presentato dalla ditta statunitense, il Comitato di cittadini gestione partecipata territorio è fiero di aver visto riconosciute dal Comitato Via, prima, e dal Consiglio di Stato, poi, molte delle motivazioni da sempre addotte per sostenere l’incompatibilità economica, ambientale e sociale del progetto della Forest nel nostro territorio.Forest Bomba (Ch) Foto Maria Trozzi Report-age.com 2015 Nel dare la splendida notizia il Comitato di cittadini Gestione partecipata territorio ringrazia tutti i cittadini che si sono impegnati in questa lunga battaglia, tutti i sindaci ed i Consigli comunali che hanno deliberato contro il progetto, la Provincia di Chieti per aver condiviso il documento congiunto di contrarietà al progetto e tutti i professionisti e professori universitari, ingegneri, geologi, avvocati hanno collaborato gratuitamente alle tantissime attività svolte nel corso di questi anni d’impegno costante. Elencarli tutti è impossibile, ma da parte nostra va a tutti un sincero e sentito ringraziamento. L’esperienza vissuta dimostra che lavorando insieme con competenza e metodo democratico e con il solo fine del bene comune si possono raggiungere obiettivi insperati”. mariatrozzi77@gmail.com

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