Marane di Sulmona discarica abusiva nel canalone ai piedi del Morrone

Sulmona (Aq). Percorrendo la strada sterrata si raggiunge il poligono di tiro, in alto il valico della Forchetta. Siamo in cammino, alle spalle abbiamo la chiesa di san Giuseppe artigiano delle Marane di Sulmona e ai fianchi, sui margini del sentiero (407 metri di quota) l’erba è già alta, ma in alcuni tratti è soffocata dalla terra, ammucchiata lì forse da un pezzo.

Aggiornamento

Qualche annetto fa era prato per i pascoli ora in molti spiazzi è inciso il passaggio di tanti mezzi pesanti forse camion, ruspe, probabilmente trattori e dei fuori strada, trial e motocross. Sono onnipresenti i sacchetti di plastica, sull’erba e tra i pochi ulivi rimasti in salute non mancano fazzoletti, confezioni di snack, preservativi e pacchetti di sigarette dappertutto. In quello scrigno di ricordi niente più grida gioiose di bambini, il vuoto pesa le storiche scampagnate delle vecchie generazioni, la ruggine ha preso il posto delle tute sportive sgargianti che macchiettavano i piedi del Morrone, tutto ciò che era oggi è vintage anni Settanta e la natura di quell’epoca non ha più eco.

Non ci sono tracce sul terreno che anticipa i mucchietti di rifiuti ai margini dello stradone bianco, saranno rifiuti stagionati, uno spazio di sterpaglie è stato arrostito. Traversine e travi in legno e in cemento armato ai bordi del percorso e materiale di scarto da cantiere, enormi pezzi di cemento ammucchiati, saranno i blocchi di qualche costruzione un po’ vecchiotta. C’è di tutto inoltrandosi in una delle deviazioni del sentiero. A pochi metri dalla sterrata la vertigine del canalone si fa sentire. Lì dentro è un calderone dell’inferno e si mescolano materassi, logore lastre di eternit, ferri vecchi e arrugginiti, frigoriferi, taniche, mobili da cucina, materiali in plastica e vecchi aggeggi elettronici, qualche copertone consumato e tanti altri rifiuti. Sono tutti seminati lungo la scarpata e le cicatrici lasciate dai rifiuti scivolati ai piedi del Morrone sono il marchio della vergogna di questa fascia pedemontana, confine del Parco nazionale della Maiella. In linea d’area, a poche centinaia di metri da lì resta, da oltre un decennio, il muro avvelenato e torbido della discarica santa Lucia. E’ lo scenario del Pianeta nel terzo millennio a cui siamo purtroppo abituati, l’immondizia s’è incarnita nel paesaggio naturale e non fa più senso, non fa più ribrezzo, assuefatti come siamo all’inquinamento e al suo spettrale paesaggio di morte.

mariatrozzi77@gmail.com  

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4 risposte a "Marane di Sulmona discarica abusiva nel canalone ai piedi del Morrone"

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