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Focolai di Tbc. Finalmente la giunta regionale chiude i pascoli infetti

L’Aquila. Lo chiedeva da tempo l’associazione Salviamo l’Orso che temeva in possibile contagio per il plantigrade degli Appennini, il presidente Stefano Orlandini ha più volte insistito, in questi anni, per l’istituzione di una zona infetta e maggiori controlli sanitari e di sorveglianza nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). 

Aggiornamento

Pascolo Maria Trozzi Report-age.com ottobre 2014

Pascolo Maria Trozzi

Il ministero della salute ritiene necessari la bonifica e i monitoraggi accurati sulla fauna selvatica. Oggi finalmente un passo avanti è stato fatto, la giunta regionale ha deliberato sulla chiusura dei pascoli alti localizzati nel territorio di Gioia dei Marsi (località Sperone, gola Macrana, Gioia Vecchia, rifugio del Diavolo, Acqua Ventilata) e nelle aree contigue dei territori di Lecce dei Marsi e Bisegna per le stagioni Pascolive 2015 e 2016, per motivi di salute pubblica oltre che di sanità animale. La decisione è stata assunta, in via precauzionale e secondo il principio di massima cautela, in considerazione che in questi territori ricadenti nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, sono stati riscontrati casi di Tbc animale in due allevamenti bradi e che almeno un individuo di orso bruno è deceduto a causa di questa malattia. La gravità della situazione è stata anche sottolineata dai Ministeri dell’Ambiente e della Salute che hanno costituito un tavolo interministeriale permanente, denominato “Gruppo di Lavoro interministeriale per la gestione del rischio sanitario dell’orso bruno marsicano”, con sede presso il Ministero della Salute, incaricato di effettuare una analisi del rischio sanitario riferito alla specie in funzione della sua salvaguardia e conservazione. Il provvedimento firmato dagli assessori Silvio Paolucci (politiche sanitarie), Mario Mazzocca (ambiente) e Dino Pepe (agricoltura) si è reso necessario allo scopo di facilitare l’operatività dei servizi veterinari competenti nell’effettuare tempestivi controlli sul bestiame nelle aree maggiormente critiche, nonché allo scopo di definire un programma di sorveglianza sanitaria della fauna selvatica. Nello stesso provvedimento si legge che la Giunta regionale, nelle more della definizione del Regolamento per la tutela e la gestione dei sistemi silvo-pastorali, ritiene necessario provvedere ad una più corretta gestione degli animali al pascolo, anche ai fini della conservazione del valore agronomico e produttivo dei pascoli montani. Nel caso in cui i servizi veterinari della ASL competente, congiuntamente con il servizio veterinario dell’ Ente Parco, all esito del controllo sui pascoli ed animali selvatici, ritengano che non permangano le motivazioni per la chiusura degli stessi pascoli anche per la stagione pascoliva 2016, sarà disposta la sospensione della chiusura. Nel provvedimento approvato viene ricordato che la conduzione degli animali al pascolo incontrollato, ovvero “brado”, nel territorio della Regione Abruzzo, nelle more della emanazione del Regolamento previsto dall’ articolo 5 della Legge Regione Abruzzo n. 3/2014 (che abroga l’articolo 3 della Legge Regione Abruzzo n. 105 del 30.12.1994) è disciplinato da specifiche Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale. Tali norme prescrivono che “Tutti i vitelli allevati in locali di stabulazione devono essere controllati dal proprietario e dalla persona responsabile almeno due volte al giorno e quelli allevati all’esterno almeno una volta al giorno. I vitelli che presentano sintomi di malattie o ferite debbono ricevere immediatamente le opportune cure e, qualora un vitello non reagisca al trattamento dell’allevatore, dev’essere consultato al più presto un veterinario”; le stesse norme impediscono la conduzione dei bovini allo stato brado, concepita come la possibilità di mantenere mandrie incontrollate sui pascoli senza alcun controllo. Con lo stesso provvedimento è stata anche deliberata l’istituzione del “Comitato regionale per la sorveglianza sanitaria della fauna”, che sarà composto dal dirigente del servizio veterinario della Regione Abruzzo o suo delegato, un rappresentante dell Istituto Zooprofilattico Abruzzo-Molise, un rappresentante della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’università degli Studi di Teramo; un rappresentante per ciascun servizio veterinario ASL, un rappresentante medico veterinario per ciascun Ente Parco Nazionale e per il Parco Regionale, un rappresentante medico veterinario del Corpo Forestale dello Stato, il rappresentante della Regione Abruzzo per la Autorità di Gestione del PATOM (limitatamente alle problematiche afferenti la conservazione dell’orso bruno marsicano). Il Comitato è stato incaricato di redigere un piano per la sorveglianza sanitaria della fauna, con priorità per i rischi sanitari per l’orso, con l’indicazione delle azioni da attuare prioritariamente nell’area interessata dal Piano d azione per la tutela dell’orso marsicano.

Approfondimenti

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