Le sfumature di grigio di un tavolo per la Centrale Snam convocato il 30 aprile

Roma. La presidenza del consiglio dei ministri riunirà attorno a un tavolo, giovedì 30 aprile a Roma, enti ed istituzioni coinvolte dalla realizzazione della centrale di compressione del gas naturale della Snam da realizzare a Sulmona (Aq), in località Case Pente. Ministeri, Regione Abruzzo e Comune di Sulmona risultano tra gli invitati.

D'Alfonso Sulmo 22.9 Foto Trozzi Report-age.com 2014
Luciano D’Alfonso Sulmo 22.09.2014  Foto Maria Trozzi

E’ un incontro convocato dalla Presidenza del Consiglio e solo sulla centrale di spinta. Sarebbe questo un altro dei tanti tavoli che il Comitato ambientalista di Sulmona bolla tra gli incontri farsa, famoso quello del ministero degli artigiani, pardon dello sviluppo economico, del 10 maggio 2012, forse in adempimento della Risoluzione della Camera dei deputati che impegnava il governo nazionale, anni or sono, a porre in essere un incontro per valutare le alternative al tracciato della mega condotta sulla dorsale appenninica. Di questo stesso tavolo risultano 2 distinti verbali (Verbale 1 Mise e Verbale 2 del medesimo incontro svolto il 10 maggio 2012). 

Siamo alla fase finale della procedura e, strano a dirsi, sarà proprio Claudio de Vincentis, sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri ad occuparsene. Situazione gattopardesca: è lo stesso uomo del dicastero che si era occupato dell’incartamento relativo al progetto Snam, ma come vice del Mise nei governi Monti e Letta. Dunque tutto scorre per non passare davvero, mutuando una frase del grande Pierpaolo Pasolini e riflettendo così sulla natura dell’incontro che si terrà fra 3 giorni. Non si fa alcuna illusione il gruppo di ambientalisti capitanato da Mario Pizzola convinto che si tratti di una formalità che precede l’autorizzazione della centrale di spinta del metano da piazzare a Sud di Sulmona, nell’aquilano, con il mega tubo che attraverserà l’inquietante faglia del monte Morrone. Se questa è la loro convinzione, se dunque si tratta del disbrigo di una formalità allora perché scomodare il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, a cui il comitato chiede d’intervenire personalmente all’incontro del 30 aprile e di metterci la faccia, di non continuare a defilarsi. L’impressione è che il gruppo ambientalista di Pizzola non ritenga sufficiente l’impegno profuso dall’assessore regionale all’ambiente, Mario Mazzocca, presente e attivo in tutti gli incontri, capitolini e non, relativi alla realizzazione della centrale e del metanodotto del Rete adriatica e, se proprio si vuole sottilizzare, l’assessore rappresenta anche altre Regioni per la proposta di un tracciato alternativo a quello del metanodotto che correrà lungo la dorsale appenninica in area a massimo rischio sismico.

Metanodotto lista mise Report-age.com 27.4.2015
Metanodotto lista mise Report-age.com 27.4.2015

Arriverà mai il momento per trattare dei rischi di una condotta che, pari al doppio di quella di Mutignano, si snoda su aree di faglia? Nella Conferenza di servizi del 26 marzo scorso al Mise non si è potuto fare riferimento alcuno all’incidente del 6 marzo 2015, nemmeno una parola dunque sull’esplosione della condotta Snam a Mutignano, frazione di Pineto (Te), se non 2 frasette pronunciate, all’avvio dei lavori, dalla responsabile del procedimento, Antonietta Cecere, che ha semplicemente rammentato che la Conferenza di servizi non è la sede per fare tali verifiche e ha invitato la conferenza ad astenersi dal dibattere su tale argomento e di conseguenza la società Snam Rete gas a non rispondere su eventuali richieste di chiarimenti sull’evento. Strano poi che nelle pagine Web del sito del ministero dello sviluppo economico non si faccia cenno alla procedura di valutazione del  metanodotto Sulmona – Foligno e centrale Snam in corso al dicastero per accertare la conformità urbanistica dell’opera e per l’apposizione del vincolo di esproprio e pubblica utilità. Inoltre, le pagine Internet del sito web Mise sembrano aggiornate, ma nell’elenco dei metanodotti non c’è traccia del Sulmona-Foligno (percorso on line: Energia  <> Metanodotti) almeno fino ad oggi. Davvero strano allora che il principio della trasparenza sulle procedure, come per incanto, metta in luce gli altri segmenti del Rete adriatica e tra questi i metanodotti in fase di autorizzazione: Foligno Sestino e il Sestino – Minerbio Dn 1200 48”. Nella lista in esame è menzionato anche il gasdotto Vastogirardi – San Salvo Dn 100 Dp 75 bar, fornendo documenti e tanto di indicazioni dei tempi e delle scadenze delle procedure.

Un’altra singolare anomalia, è un’altra piccola sfumatura di grigio che si annida tra le pieghe di questi lunghi 7 anni, insinua sospetti a non finire sulla serietà delle procedure e delle iniziative legate al Rete adriatica. Un altro indizio, non da poco, arriva dalle osservazioni in opposizione al progetto, considerate dal ministero dello sviluppo economico per il gasdotto Sulmona – Foligno e centrale Snam. Tra queste mancano proprio le Osservazioni dei maggiori oppositori all’opera ovvero i Comitati cittadini per l’ambiente valle Peligna capeggiati da Pizzola. mariatrozzi77@gmail.com

Archivio 23.07.2013

Rete Adriatica. Tavolo tecnico a settembre per la relazione che non convince

Slogan di Maria Trozzi per i comitati cittadini per l'ambiente di Sulmona Report-age.com 2015
Rete Adriatica, tavolo tecnico a settembre con la relazione che non convince

Qualcuno si è accorto della contraddizione di fondo presentata all’incontro di questa mattina? Pienone al Comune di Sulmona  per trattare la questione della centrale di spinta della Snam ci sono proprio tutti in aula consiliare, alcuni politici intervenuti provano però a far passare per buona la notizia della relazione preparata dagli esperti chiamati dal Governo a valutare, ma non è del tutto chiaro cosa, il progetto del Metanodotto Rete Adriatica o forse la realizzazione della centrale di compressione del gas metano a Sulmona. Se non fosse per il leader dei comitati ambiente valle Peligna, Mario Pizzola e per le puntualizzazioni del vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico,  la contraddizione passerebbe indisturbata tra gli schiocchi dei battimano di un manipolo di sulmonesi finito sotto il giogo del riflesso condizionato: applauso automatico a conclusione del discorso del politico di rango. Quella di oggi è “La solita passerella” commenta l’ex assessore del comune di Sulmona Gianni Cirillo! Caspita, ma non era pro Snam? Dunque, la senatrice Paola Pelino dichiara di aver incontrato Claudio De Vincentis, Sottosegretario allo sviluppo economico dei governi Monti-Letta, e di avergli chiesto se riteneva necessario un incontro con l’esecutivo. Detto fatto, dichiara la parlamentare della Pdl, grazie a lei il Governo convocherà un incontro a Settembre perché la relazione dei tecnici è arrivata. A correggere il tiro è il senatore Giovanni Legnini: “La relazione mi risulta in fase di conclusione”, ma non è questa la cosa grave. La domanda da porsi è: “Uno studio su cosa e da parte di chi?” avanza l’ipotesi del Politecnico di Milano. “Si sta consumando l’ennesima truffa” dice l’ambientalista Pizzola ad un giornalista all’ingresso dell’aula. Colpa delle anomalie del sistema se da una parte il Governo chiede una relazione sull’opera agli esperti, ma non si sa quali, e dall’altra impugna anche le leggi regionali volte a frenare la realizzazione del Metanodotto Rete Adriatica sul territorio abruzzese. L’esecutivo nazionale da che parte sta? La prima legge è stata recentemente dichiarata incostituzionale dalla Consulta, dopo l’impugnativa del Governo e la seconda disciplina regionale è stata messa in discussione grazie ad un’altra delibera del Consiglio dei Ministri che, per le stesse ragioni che hanno annientato la prima legge regionale, ora mira a far fuori anche la seconda regolamentazione abruzzese, impugnandola, nonostante sia riferita all’iter che la Regione chiede di seguire per la realizzazione delle centrali di spinta gas in Abruzzo per garantire sicurezza ai territori e subordinando il tutto ad uno studio particolareggiato. Senza essere prevenuti, cosa ci si può attendere dai risultati degli esperti chiamati da un Esecutivo che insiste ad impugna perché la disciplina finisce per porre limiti stringenti alla localizzazione di oleodotti e gasdotti d’interesse nazionale e ne impedisce di fatto la realizzazione su larga scala? Strategia energetica nazionale alle porte, ma in fondo qual è l’interesse nazionale di un gasdotto che trasporterà il gas per rifornire solo l’Europa e venderlo a caro prezzo ai fratellini d’oltralpe? Legnini rassicura che il Governo rispetterà i precedenti impegni assunti, ossia allestirà un tavolo espressione di una volontà politica che, tiene a precisare, non è un obbligo di legge. L’impegno però fu preso secoli fa con una risoluzione votata all’unanimità dalla camera, l’onorevole Giovanni Lolli ne è testimone. Insomma il Governo farebbe la cortesia di dare la parola anche a qualche abruzzese in merito ad un’opera che dovrà sorgere sugli Appennini e nel cuore della regione verde dei Parchi, in territori a massimo rischio sismico. Potrebbe aggiungere la virgola qualche sulmonese, se siamo fortunati, sulla centrale di spinta del gas, quella che la Snam vuole costruire ai piedi del monte Morrone, a pochi metri dalla famigerata faglia che spezza in due il monte. Proprio là dove i sismologi, esperti di quest’area sospettano possa scaricarsi tanta, troppa tensione per accogliere altri tubi, quelli del metanodotto Rete adriatica. Mega condotte che si aggiungeranno ai 4 gasdotti già esistenti! I metanodotti scoppiano e il fatto non può essere ignorato o evitato se è in gioco la vita delle popolazioni  della dorsale Appenninica: il 20 luglio 2013 è esploso un altro metanodotto della Snam a Sciara, in provincia di Palermo. Stessa sorte per il gasdotto calabrese di Tarsia, a febbraio 2010 per uno smottamento del terreno che fa scoppiare in un punto la condotta. La misteriosa relazione sull’opera della Snam, assicura il senatore Legnini, sarà resa nota prima del tavolo tecnico: “.. con la possibilità di confronto e di controdeduzioni. Non ci saranno valutazioni di forza, né sorprese!” garantisce il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri del Governo Letta. Sarà possibile ascoltare anche gli specialisti che hanno approfondito lo studio delle faglie sismiche sismogene tipiche dell’Abruzzo? Quattro sono le richieste dei Comitati Valle Peligna: “La Regione Abruzzo si costituisca, almeno questa volta, in giudizio per difendere la legge del 7 giugno 2013 n. 14, appena impugnata dal Governo. Gianni Chiodi, Presidente della Regione, smetta di essere latitante e dia attuazione alle due risoluzioni che lo impegnano a negare l’intesa su quest’opera. Il Governo deve rispettare il ruolo della Regione e ritirare la delibera con la quale impugna la seconda legge regionale. Occorre che si dia attuazione, inoltre, alla Risoluzione della Commissione ambiente della Camera dei Deputati che il 25.10.2011 disponeva  modifiche del tracciato del gasdotto da costruire fuori della dorsale Appenninica. Costringerà il Governo a rispondere, la senatrice Enza Blundo  che oggi stesso a Roma depositerà l’interpellanza che fa riferimento al Metanodotto Snam. La Blundo è sensibile al problema, è già intervenuta due settimane fa, in  aula al Senato, per denunciare «l’ennesimo scempio ambientale che si attuerebbe ai danni dei cittadini abruzzesi qualora la società Snam Rete Gas realizzasse ilmetanodotto Sulmona – Foligno». Ora la parlamentare del Movimento 5 Stelle chiede, ai Ministri per lo sviluppo economico e al Ministro dell’ambiente, la tutela dei territori e del mare, e un tavolo per dialogare ed ascoltare le amministrazioni locali, i tanti comitati e i cittadini che si oppongono all’opera. In primis, l’onorevole Blundo domanda di considerare l’opera nel suo complesso e non soltanto sulle singole frazioni, fa richiamo al principio di precauzione sancito all’art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e sancito, inoltre, dall’art. 174, paragrafo due, del Trattato istitutivo dell’Ue. Anche la parlamentare insisterà per chiedere di tenere del dovuto conto le possibili alternative per realizzare il tracciato e ridurre così l’impatto ambientale per la sicurezza dei cittadini italiani. mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Gasdotto Sulmona-Foligno: la sveltina della Conferenza convocata il 6 agosto 31.07.2015

Il 4 giugno a Roma si discuterà dell’alternativa per la centrale di spinta della Snam 30.04.2015

Approfondimenti

Invio Osservazioni Metanodotto Sulmona-Foligno: istruzioni per l’uso 10.01.2015

2 risposte a "Le sfumature di grigio di un tavolo per la Centrale Snam convocato il 30 aprile"

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