Medici delle carceri dell’aquilano a Rotazione: 21 licenziamenti alle porte

Sit in carcere Sulmona Report-age.com 2014
Sit in carcere Sulmo (Foto Trozzi)

L’Aquila. Sono 21 figli di un dio minore e finiranno fuori dal mondo del lavoro il 30 giugno, a quanto pare, risucchiati dai vortici della rotazione disposta, tra il personale medico operante nei penitenziari dell’aquilano, per volontà della Asl. Le parole ‘dimensionamento delle dotazione organiche’ imboniscono dunque il fuori gioco per medici, infermieri e fisioterapisti che prestano servizio in queste carceri, da decenni, ma a tempo determinato e saranno solo in parte sostituiti. L’avvicendamento immetterà nelle carceri dell’aquilano un esiguo quantitativo di nuovi operatori sanitari proprio là dove sono ospitati detenuti ad alta sicurezza o ci sono carcerati sottoposti al regime ex art. 41 bis. A rischio è anche il rapporto di fiducia tra la Direzione e l’operatore. Lo ha messo in evidenza, a fine 2014, il Provveditorato regionale (Abruzzo e Molise) del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e lo hanno ribadito, il 23 aprile, anche i direttori delle carceri di Sulmona, Avezzano e L’aquila rispettivamente: Sergio Romice, Mario Silla e Celeste D’Orazio.

Decreto del commissario D'Alfonso Report-age.com 2014
Decreto D’Alfonso

Dopo il decreto (1 aprile 2008) della Presidenza del consiglio dei ministri purtroppo solo gli operatori sanitari precari delle carceri della provincia dell’Aquila non sono stati stabilizzati a differenza dei loro colleghi operativi nelle altre 5 carceri della regione. Sembra che alla direzione generale della Asl abruzzese, sorda alle proteste e al sit in, per tutti questi anni sia sfuggita l’assunzione dei dimenticati, carenze di fosforo non riscontrate però per i penitenziari delle altre province abruzzesi. Le cose non andarono bene per tutti dunque quando, ad aprile di 7 anni fa, si trasferì la competenza della gestione del personale della sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale. A Pescara, Teramo e in provincia di Chieti filò tutto liscio per la stabilizzazione anche dei fisioterapisti, ma per gli operatori della sanità penitenziaria dell’aquilano il contratto che regola il rapporto di lavoro s’è incancrenito nel tempo determinato.

Parte 2 del decreto del Commissaro ad acta D'Alfonso Report-age.com 2014
Parte 2 del decreto

La mannaia colpisce, una razione di sforbiciate al giorno per decimare i territori del Centro Abruzzo, in trincea è la Valle Peligna. Nel sacco è ancora Sulmona quando, ad ottobre scorso, con un altro provvedimento del Commissario ad acta, Luciano D’Alfonso, è decretato di attuare il dimensionamento delle dotazioni organiche delle unità operative di medicina penitenziaria delle aziende unità sanitarie locali della Regione, così indicando la via di casa ad una decina di operatori sanitari del carcere del capoluogo peligno. Il contenimento della spesa penalizza inevitabilmente l’entroterra abruzzese, ma non si rispecchia con i conti fatti, a larghe maglie, sulla costa e dalla Asl di Pescara, palazzine comprese. Così, dopo la Guardia medica di Campo di Giove (Aq), dopo il Punto nascita di Sulmona, ecco che la razionalizzazione sanitaria scaglia le sue lame contro medici e infermieri delle strutture penitenziarie della Marsica, dell’Aquila e, nemmeno più a scriverlo, di Sulmona. In quest’ultima, dal 30 giugno, si perderanno probabilmente altri 11 posti di lavoro, quelli a tempo determinato, naturalmente. Sarebbero gli stessi operatori riconfermati in pianta organica e per l’intero anno, così come  rassicurava il Presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, novembre scorso in visita al penitenziario peligno.

Lettera di Silveri dopo il Sit in Report-age.com 2014
Lettera manager Silveri dopo il sit in

A confortare era stato anche il direttore sanitario Asl 1 Giancarlo Silveri che dopo il sit in degli operatori sanitari del carcere di Sulmona, sempre a novembre, aveva inviato una missiva al responsabile del servizio aziendale di medicina penitenziaria, Settimio Andreetti, e al direttore sanitario della casa di reclusione di Sulmona. Il manager aveva scritto che l’Azienda, nel rispetto delle prescrizioni delle normative vigenti, avrebbe provveduto ad ogni utile iniziativa mirata alla soluzione delle problematiche relative al personale addetto al servizio di guardia medica della casa di Reclusione di Sulmona, gli operatori a tempo determinato per l’appunto. Così tra 2 mesi resteranno probabilmente senza lavoro 21 operatori dei penitenziari della provincia e dell’Aquila: 5 medici, 5 infermieri (sostituite da altre 2) e un fisioterapista a servizio nel carcere di via Lamaccio a Sulmona,  1 medico e 1 infermiere impegnati nel penitenziario san Nicola di Avezzano e alle Costarelle dell’Aquila sono 4 medici e 4 infermieri e non è stato riconfermato nemmeno il fisioterapista. Tutti precari con contratto di lavoro al cardiopalma, ma con una professionalità nel campo della sanità penitenziaria da fare invidia ai luminari della scienza.

L’assistenza sanitaria penitenziaria sarà garantita, almeno a Sulmona, da un manipolo di eroici infermieri, forse 8, di cui 6 assunti a tempo indeterminato, secoli fa, dall’amministrazione penitenziaria. Sono questi i numeri degli operatori che dovranno assistere centinaia e centinaia di persone rinchiuse per lunghi anni in un penitenziario ad Alta sicurezza. Fa riflettere poi che alcuni di questi restino dietro le sbarre per tutta la vita con problemi di salute che impegnano all’inverosimile per l’assistenza. Senza trascurare il fatto che la popolazione carceraria sconta doppiamente le pene dell’inferno, non solo per la tortura del sovrappopolamento, per le carenze di organico degli agenti di Polizia penitenziaria, ma ora anche per la evidente riduzione di operatori sanitari. Inoltre, l’ampliamento in atto nella struttura peligna dovrebbe portare ad un ripensamento lungimirante per la riorganizzazione della sanità penitenziaria sulmonese e del personale del carcere. I lavori in corso nel cantiere porteranno alla realizzare di un nuovo blocco detentivo che dovrà ospitare altri 200 detenuti e oggi la media è di 500 ospiti nel carcere ovidiano. Con questi numeri come si farà a curarli bene e tutti. mariatrozzi77@gmail.com

Approfondimenti

Sit-in medici e infermieri del carcere. Di Pangrazio: “Regione lavora per stabilizzarli” 24.11.2015

Sanità dietro le sbarre aquilane: una chimera la stabilizzazione degli operatori 10.11.2015

Figli di un dio minore a Sulmona. Per medici e infermieri del carcere Uil penitenziari scrive a D’Alfonso 08.04.2015

Visite specialistiche, il problema del carcere. Di Pangrazio:"La Regione vedrà come aiutare" 29.10.2015

5 risposte a "Medici delle carceri dell’aquilano a Rotazione: 21 licenziamenti alle porte"

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