Discariche Barone e Brugniti. Un fiume di Plastica e l’immondizia che mette le gambe

Torrente Laio Immagine 7.7.2011
Torrente Laio 07.07.2011

Guardiagrele (Ch). Nel cuore dei calanchi l’inespugnabile covo delle giurassiche discariche di colle Barone e Brugniti segnano la rovina del comune di Guardiagrele, dal dopoguerra. Gli immondezzai marchiano orribilmente quell’angolo di paradiso che, a monte dei calanchi, è meno di una fogna che ristagna. La carica contaminante degli immondezzai comunali va davvero oltre, incede silenziosa e infesta la valle non solo perché è finito nel fosso Laio il percolato dei compattatori che un tempo trattavano ogni genere di scarto, da spedire in discarica, ma perché i rifiuti degli immondezzai inattivi hanno messo le gambe. Spinto dalle frane, il pattume avanza lungo quel che resta del letto del corso d’acqua, da Guardiagrele sino a Pennapiedimonte (Ch). Quest’ultima località offre l’unico accesso per bonificare i siti, ma per mettere in sicurezza la strada nel calanco che conduce alle discariche manca persino un progetto. Cominciare a pensare di rimuovere un po’ di rifiuti sul percorso, un tanto alla volta, non sarebbe male anche perché l’inquinamento si allarga a macchia d’olio, le acque del Laio si riversano sul fiume Aventino nei pressi di Casoli (Ch).

Torrente Laio Report-age.com 2015Dal calanco, fragile massiccio di argilla, le frane causate dagli eventi meteorici hanno trascinato gli inquinanti a valle e così piombo, arsenico, manganese, ferro, solfati e idrocarburi (in concentrazioni superiori anche 15 volte i limiti di tollerabilità) si riversano nel Laio, ridotto ormai ad un torrente di robacce con cumuli di rifiuti depositati lungo i versanti e ai margini. E la marcia dei veleni non s’arresta, spinta verso i territori di Pennapiedimonte e Casoli, con l’avanzata dei rifiuti che continua sull’asse del torrente.

A nulla è valsa la messa in sicurezza dell’area avviata nel 2010 dopo una denuncia al Corpo forestale dello Stato. All’epoca si tentò di arrestare l’avanzata delle immondizie nel corso d’acqua con l’installazione di alcune griglie in ferro nell’alveo del Laio, da Guardiagrele a Casoli. Griglie costate 30 mila euro e ormai seppellite sotto una colata di rifiuti e di fango che dai margini del fiume è finita nell’acqua soffocandola. Gli unici interventi programmati ora insisterebbero per la messa in opera di nuove discariche di scopo, per lo stoccaggio dei vecchi rifiuti, progettate in un’area fragile perché interna al calanco, caratterizzata da frane attive, la cui stabilità è però confermata da uno studio già messo in discussione dall’evidenza dei fatti. Per il geologo Antonio Carabella l’unica alternativa possibile per risolvere il problema sarebbe, a questo punto, rimuovere completamente i rifiuti per destinarli in discariche speciali.

All’origine del problema. La frana dei calanchi nel 1991 riesumò le due discariche del territorio di Guardiagrele oltre 1200 tonnellate di immondizia cominciarono ad animarsi, a muoversi ai piedi della Maiella tra i calanchi, per capirci, in un’area, di per sé, tra le più fragili perché soggetta a frane ed erosioni figurarsi a trattenere il peso delle immondizie scaricate per oltre 40 anni. Rifiuti ospedalieri, pneumatici, elettrodomestici, idrocarburi e batterie esauste, residui idraulici in piombo e rifiuti soldi urbani tutti assieme perché all’epoca la locuzione raccolta differenziata non era nel bagaglio culturale degli italiani.

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In giallo le 2 discariche di Guardiagrele

Se la bonifica procedesse col passo dell’avanzata  dei rifiuti saremmo a buon punto, ma la procedura si è arenata e per la coppia di discariche i tempi giurassici non promettono nulla di buono. Nonostante sia concluso lo studio geologico dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale, il piano di caratterizzazione ambientale oggi è fermo in Regione, l’ente territoriale ha chiesto all’amministrazione di Guardiagrele di fornire prove della realizzazione di alcune opere provvisorie di competenza del comune, ma agli uffici regionali non sarebbe arrivato alcunché e così, a causa del fermo e della riduzione dei fondi, ad oggi non è ancora possibile nemmeno una disanima scientifica dell’alveo del Torrente dove è massima la concentrazione di idrocarburi nelle acque sotterranee, confermano le analisi dell’Arta, Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente. Dalla discarica di Brugneti distano circa 400 metri le prime abitazioni. La caratterizzazione (60 mila euro stanziati dalla Regione nel 2007 dopo il censimento sulle discariche abruzzesi inattive chiesto dall’Unione europea, impegno finanziario ridotto dopo l’intervento di installazione delle griglie costato 30 mila euro) precede la bonifica e interessa anche l’immondezzaio di colle Barone.

Contenuti dei Piani di Caratterizzazione ex discariche di Guardiagrele Report-age.com 2015
Contenuti dei Piani di Caratterizzazione ex discariche di Guardiagrele

Il fiume di Plastica. Al di là della pulizia che negli anni ’90 venne garantita da un gruppo di volontari sul greto del fiume, per liberarlo dalla plastica che si produceva senza controllo ai tempi del boom economico e si buttava ovunque, non si è fatto nulla negli anni successivi per liberare da buste e sacchetti i 12 km in cui procede a stento l’acqua tanto che il Laio è stato ribattezzato il fiume di Plastica. L’oblio dall’ultimo incontro del 3 ottobre 2012 al Dipartimento Protezione civile ambiente della Regione a Pescara, il verbale per esaminare le integrazioni al Piano di caratterizzazione ambientale delle ex discariche segna, per Brugniti e colle Barone, la condanna a 3 lunghi anni di devastante silenzio. mariatrozzi77@gmail.com

Esiti analisi 2011

Colle Barone: Piombo (70,44 in microgrammi per litro, limite massimo di legge 10). Idrocarburi - acque sotterranee (5 mila in microgrammi per litro, limite massimo 350). Idrocarburi terreno ( 83 in milligrammi per Kg, limite massimo 50).
Brugniti: Piombo (31,82 in microgrammi per litro, limite massimo di legge 10). Ferro (504,10 in milligrammi per Kg, limite massimo 200).  Arsenico (14,23 in milligrammi per Kg, limite massimo di legge 10). Idrocarburi pesanti terreno (217 in milligrammi per Kg,  limite massimo 50). Manganese - acque sotterranee  (170 in microgrammi per litro, limite massimo di legge 50). Solfati S04 (876, 1 in milligrammi per Kg, limite massimo di legge 50).

Approfondimenti

Mazzocca: “Pronti 24 milioni di euro per bonifica dei siti inquinati” 23.09.2014

Futuro incerto per bonifica e messa in sicurezza che entrano nel Patto di stabilità 16.11.2014

Articoli sulle discariche

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