Abruzzo: figuraccia per le procedure di valutazione su specie ed Habitat

Lo chiama problema di natura sistematicala Commissione europea, ed è quello che ha l‘Abruzzo sull’applicazione della direttiva Habitat. La regione esce letteralmente a pezzi dall’inchiesta, appena avviata, esattamente nel paragrafo che l’organo esecutivo dell’Unione dedica alla regione per le norme relative alle procedure di Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), valutazione fantasma per il Forum abruzzese, da attivare per i progetti che incidono sui 53 Siti di importanza comunitari (Sic) e le 5 Zone di protezione speciale (Zps) nel territorio abruzzese. In tutto nella Penisola si contano 2 mila 314 Sic, 367 dei quali sono stati designati quali Zone speciali di conservazione (Zsc), e 610 Zps di cui 335 sono siti di tipo C, ovvero Sic/Zsc coincidenti con Zps (fonte). L’Europa chiede l’introduzione di oltre una ventina di azioni in assenza delle quali sarà costretta ad aprire l’ennesima procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia

Procedura Ce Abruzzo Report-age.com 2015La Commissione Europea è già intervenuta, l’anno scorso, aprendo una procedura di pre-infrazione (EU-Pilot) dopo molteplici esposti riguardanti la procedura di Valutazione di incidenza ambientale che, sulla base della Direttiva 43/92/CE Habitat, bisogna svolgere per i piani che possono incidere sulla naturalità dei preziosi Sic e sulle Zps, scrive in un comunicato il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua: “Queste aree in Abruzzo coprono circa il 35% della superficie regionale; si parla della conservazione dell’Orso bruno, della Lontra, dell’Aquila reale e di decine di habitat rarissimi, cioè del patrimonio naturalistico che tutta l’Europa ci invidia. Nella lettera di fine marzo 2015 si può leggere che i servizi della Commissione hanno ritenuto che in Italia (e in Abruzzo) “vi sia un problema di natura sistematica nell’applicazione delle disposizioni di cui all’Art. 6 commi 2, 3 e 4 della Direttiva habitat (quelli che impongono la Valutazione di incidenza ambientale). La Commissione europea suggerisce ben 21 azioni da attuare velocemente. Tra queste: la pubblicazione sul sito Web della comunicazione dell’avvio della Valutazione di incidenza nonché lo studio di incidenza al fine di assicurare la partecipazione del pubblico (la Vinca oggi in Abruzzo è sostanzialmente l’unico procedimento amministrativo fantasma); redazione degli studi e valutazione dello stesso da parte di personale particolarmente qualificato; monitoraggio dell’attuazione delle prescrizioni etc. In caso di mancato adempimento la Commissione riterrà l’Italia inadempiente rispetto al diritto comunitario e aprirà di conseguenza una procedura d’infrazione che di solito si chiude con una condanna per lo Stato inadempiente. Da anni associazioni, movimenti e comitati denunciano in Abruzzo proprio tutte queste gravissime inadempienze e la lettera della Commissione sembra ricalcare praticamente uno dei tanti comunicati che in questi anni sono stati dedicati alla vicenda. Eclatante la lottizzazione di Rocca di Mezzo, piano della Madonna, dove la procedura di Valutazione di incidenza non è stata in alcun modo pubblicizzata. L’Abruzzo non solo è tra le 6 regioni citate, ma ne esce letteralmente a pezzi, con un paragrafo a lei dedicato. Commissione europeaSi scontano anni di cattiva gestione del Comitato Via diretto dall’Arch. Antonio Sorgi e di norme votate dal Consiglio regionale che hanno addirittura delegato lo svolgimento della delicata procedura di Valutazione di incidenza, materia di specialisti, a comuni che molto spesso fanno a malapena il segretario comunale, con il paradosso che per un intervento ad Opi, a mero titolo di esempio, è il comune a dover procedere con la Vinca su specie come l’orso e il lupo e rilasciare il parere finale. Il Parco nazionale d’Abruzzo viene solo sentitoSe una persona ha un problema al cuore di solito non va dal medico di famiglia ma si affida alle cure del cardiologo (spesso sentendo più d’uno per sicurezza). Invece qui gli enti non solo non hanno ornitologi, erpetologi e in genere naturalisti in organico, ma non si parlano tra loro con la conseguenza che la Regione neanche conosce quante procedure di Valutazione di incidenza si svolgono sul suo territorio e in quali Sic e Zps. Non parliamo dei monitoraggi post-operam, mai pubblicati (esisteranno?), sulla corretta realizzazione dei progetti. In questi anni bui vi era stato un unico spiraglio di luce con la norma Acerbo sulle procedure di Via, concordata con le associazioni, che era stata approvata tre anni fa dal Consiglio regionale e inserita nella legge di bilancio su proposta del consigliere regionale Maurizio Acerbo. Quei commi, molti dei quali vertevano proprio sulla procedura di Valutazione di incidenza (su trasparenza, partecipazione, preparazione del personale, monitoraggi e prescrizioni), erano il frutto di anni di segnalazioni rimaste inascoltate dagli uffici regionali e dal Comitato Vi., entrambi coordinati da Sorgi. Dopo l’approvazione iniziò un fuoco di fila da parte di Confindustria, supportata da dichiarazioni dello stesso Sorgi nelle Commissioni in consiglio regionale. Ci furono ampi titoli sui giornali e la stessa opposizione del Pd non difese il sacrosanto provvedimento che alla fine fu in larga parte congelato (rimasero in piedi solo i commi 1 e 2 su 14). Questa norma avrebbe evitato questa figuraccia alla Regione che si vanta di essere regione verde d’Europa. Dopo le note vicende che hanno interessato Sorgi, ormai quasi un anno fa, chiedemmo a gran voce di recuperare e potenziare quelle norme. Tutto è rimasto come prima. Anzi, il nuovo corso del Comitato Via si è contraddistinto per approvare la fondovalle Sangro dell’Anas senza la Valutazione di incidenza ambientale, richiesta dagli uffici regionali secondo quanto si può leggere nel verbale della riunione. Così, per procedere velocemente, non solo hanno selezionato tra le varie ipotesi di percorso dell’opera da 120 milioni di euro (22 km) quello a maggiore rischio idrogeologico in piena frana (sic), ma hanno saltato a piè pari la Valutazione di incidenza ambientale richiesta per la presenza della Lontra (in piena continuità con il passato visto che neanche il primo lotto, la variante di Quadri, seppur in piena area Sic, fu sottoposta a Valutazione nel 2008). Così, con la nostra ennesima segnalazione alla Commissione europea, che stiamo preparando (l’ultimo sopralluogo lo abbiamo svolto venerdì scorso), l’Abruzzo peggiorerà quasi sicuramente la sua già non esaltante situazione in materia di protezione di habitat e specie. Auspichiamo un immediato ravvedimento operoso sia da parte dell’attuale consiglio regionale sia da parte della Commissione Via”. mariatrozzi77@gmail.com

Nuove Norme Via legge Acerbo

Procedura Eu Pilot RN2000-1

Zps Comuni Report-age.com 2015

Sic Comuni

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