Via per Caramanico cede, il canale è ostruito, le acque non scorrono

Muro contenimento-canaleviaCaramanicoSpFoto4 TrozziCampo di Giove (Aq). Il danno ormai è fatto su via Caramanico, chiusa al traffico veicolare da un po’, ma si può evitare che la situazione peggiori e che la strada continui a cedere ancora, non più sotto il peso della neve e della montagna, ma per l’acqua che invade parte della carreggiata perché il canale è praticamente ostruito, la carreggiata è piena di crepe anche per questa ragione.

Aggiornamento

Muro contenimento-canaleviaCaramanicoSpFoto4 Trozzi

La strada chiusa assume i contorni di un’inquietante scalinata ed è ostruito dai calcinacci il canale in cui insiste a scorrere attualmente l’acqua che scende dalle montagne della Maiella per lo scioglimento delle nevi, ancora in corso. Si è sgretolata completamente la parte esterna del muro di contenimento della montagnola attigua alla via, la parete in cemento è rinforzata dal ferro ormai tutto scoperto e ossidato, i tondini hanno spaccato il calcestruzzo e sono saltati fuori.

Muro contenimento-canaleviaCaramanicoSpFoto4 Trozzi
Foto Maria Trozzi

La condotta alla base del muretto, adiacente la provinciale, andrebbe pulita, basterebbe una squadra lavori, all’opera con qualche pala, per liberare dai tanti detriti il canale e consentire così il deflusso delle acque che altrimenti ristagnano e in alcuni tratti filtrano nel terreno o invadono la carreggiata specialmente nei punti in cui l’asfalto ha ceduto. La strada resta chiusa da circa un mese e il manto d’asfalto, sul tornante che precede un’azienda di prodotti locali, è ormai a gradoni. Per il problema strade, ma anche per intervenire su questa via di comunicazione che collega Campo di Giove a Passo san Leonardo, si è già svolto un incontro tra i sindaci di Campo di Giove e Pacentro, nell’Abruzzo aquilano. Muro contenimento-canaleviaCaramanicoSpFoto4 TrozziPresto sembra verrà predisposto l’appalto per l’affidamento dei lavori sulla ex regionale 487, chiusa l’anno scorso oltre il castello Caldora e verso il bivio Campo di Giove – Passo san Leonardo. Ed è proprio la provinciale 487 l’unica delle tante arterie di collegamento dell’area montana che non sembra aver subito alcun danno quest’inverno, non sarebbe caduta nemmeno una pietruzza dalla roccia, ma il pericolo frane impone da un anno la chiusura. Per molte altre strade montane e per i rispettivi canali resta purtroppo la completa mancanza di manutenzione ordinaria che accelera il degrado e l’alterazione di queste infrastrutture, vie di comunicazione fondamentali per evitare l’isolamento delle comunità dell’entroterra abruzzese e delle popolazione delle aree protette.

Approfondimenti

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Montagna. Di Matteo: , VERA RIVOLUZIONE PER EVITARE SPOPOLAMEN

Comuni montani senza diritto di cittadinanza (Regflash) Monoppello, 17 apr. – Un cambio di passo necessario per le politiche sulla montagna, ma soprattutto “l’introduzione di una filosofia amministrativa che disegni nuovi percorsi di sviluppo”. È il messaggio che parte da Manoppello dove amministratori e studiosi si sono incontrati per affrontare il tema del futuro della montagna e la necessità di un riequilibrio dei territori in grado di garantire la sopravvivenza dei piccoli comuni montani. Organizzato dall’assessorato alle Politiche montane, il convegno “Vivere in Appennino. Una nuova legge sulla montagna”, rappresenta “lo spartiacque che la Giunta regionale ha intenzione di costruire nella politica di sviluppo della montagna”, spiega l’assessore Donato Di Matteo. “La nuova legge sulla montagna non sarà sullo stampo delle precedenti – spiega – ma disegnerà un modello che inserirà automaticamente le aree montane nei meccanismi dell’attività politica e amministrativa. In sostanza – aggiunge Di Matteo – la montagna sarà ‘trasversale’, prevendendo in ogni settore economico e sociale quote di attribuzione riservate alle aree montane”. Si abbandona, dunque, l’impostazione degli anni scorsi del Fondo nazionale sulla montagna come semplice erogatore di risorse per far posto al ‘modello montagna’ che entra come punto stabile nei processi di crescita e sviluppo dei singoli settori economici. La nuova legge regionale, assicura Di Matteo, “avrà questa innovativa impostazione”, al pari di quella che sta elaborando il Comitato interparlamentare sullo sviluppo della montagna il cui presidente, Enrico Borghi, è intervenuto al convegno di Manoppello. “Il punto di svolta – spiega Borghi – è far capire le peculiarità dei territori montani e per loro studiare nei singoli provvedimenti interventi specifici senza per questo elaborare le cosiddette ‘leggi speciali'”. “Nell’immediato – spiega ancora Borghi – questa nuova idea di sviluppo della montagna dovrà essere calata nell’elaborazione della local tax, banco di prova importante sul quale si giocano destini decisivi riguardo la fiscalità degli enti locali. Ma questo processo – ha concluso Borghi – deve partire e svilupparsi dal basso con una partecipazione diretta di sindaci e amministratori dei comuni montani. Si scordi Roma di realizzare vestiti che poi altri dovranno indossare”. Ma l’incontro di Manoppello è servito anche per fare il punto sullo stato dei servizi nei comuni montani. E qui il dato è “allarmante, perché – ha detto Borghi citando uno studio commissionato dal Comitato interparlamentare – il 70% dei comuni montani nega il diritto di cittadinanza per carenza di servizi”. In Abruzzo, poi, un ruolo importante lo devono svolgere le aree protette, ma “è indispensabile – ha sottolineato Giovanni D’Amico della presidenza del Consiglio regionale – creare una rete di relazioni delle aree protette senza per questo diminuire o negare le singole autonomie. In tutti questi anni in Abruzzo questo è mancato”.

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