Costruire con lo sputo e il fango come i nidi di rondine

Cavalcavia tra Chieti Scalo e Chieti Alta Report-age.com 2015
Foto Francesco Stoppa

Chieti. Non è solo usura del tempo quella in evidenza sul cavalcavia tra Chieti Scalo e Chieti Alta, destano dubbi e inquietudini i ferri ammalorati della struttura. Francesco Stoppa, cittadino preoccupato, affronta l’argomento con un’approfondita analisi sul perché molte infrastrutture moderne in Italia siano già in rovina, situazioni grottesche se messe a confronto con le millenarie costruzioni greche e le antiche mura romane. Sarebbe il caso di cominciare a pensare a dei sopralluoghi periodici per queste opere, considerate invincibili, in particolar modo si dovrebbero disporre dei controlli tecnici straordinari dopo eventi sismici e atmosferici che mettono a dura prova le costruzioni dell’età moderna.

Cavalcavia tra Chieti Scalo e Chieti Alta Report-age.com 2015
Foto Stoppa

Cavalcavia tra Chieti Scalo e Chieti Alta Report-age.com 2015“In parole molto terra terra vorrei spiegare l’origine di un problema che potrebbe interessare se non noi, i nostri figli – scrive Francesco Stoppa – In Italia e in qualche altro Paese, ma sopratutto in Italia si è costruito molto anzi moltissimo nel secondo dopoguerra, si è costruito male come tutti sanno, ma soprattutto alimentando l’idea che usare il cemento armato fosse molto meglio di qualsiasi altro modo di costruire precedente. Ora in un Paese come il nostro in cui non è raro trovare edifici romani ancora in piedi e templi greci, la gente è portata a credere che il cemento armato, dovendo essere migliore, sia quasi eterno. Invece a differenza di una buona pietra o di un mattone ben cotto, che possono sfidare indenni i millenni, il cemento armato è un gigante con i piedi d’argilla, di nome e di fatto. Le particelle del cemento invece che saldate sono appiccicate l’una all’altra da minerali ricchi d’acqua che con il tempo perdono coesione mentre tutta la massa, che in realtà è più un liquido molto viscoso che un solido, con il tempo cristallizza e diventa molto fragile e sgretolabile. Cavalcavia tra Chieti Scalo e Chieti Alta Report-age.com 2015Un altro problema è la presenza di ferro all’interno che attira pericolose correnti elettriche che finiscono per trasformarlo in ruggine polverosa e inoltre subiscono l’accatto di fluidi alcalini presenti nel cemento stesso, questo fenomeno fa gonfiare i tondini che come cunei spaccano il calcestruzzo e saltano fuori. Non parliamo di cementi fasulli e di cattiva qualità o mal posati (che pure sono stati molto impiegati), ma di quelli buoni che hanno un tempo di esercizio da 70 a 140 anni, ma che poi scadono! Quindi non vedremo mai un ponte in cemento di 2000 anni come quelli romani. Il problema? Mezza Italia è stata costruita in poco più di 20 anni in cemento, dighe, ponti, viadotti edifici pubblici e privati, pure i pali della luce e molti di loro hanno già 60 – 70 anni. Sarebbe come dire che tutti gli alimenti di tutti i congelati, tutti gli inscatolati dei supermercati scadessero nella stessa settimana e che mancherebbe all’improvviso qualsiasi scorta di cibo conservato. Una specie di bomba ad orologeria come l’amianto dell’Eternit (altro mito del consumismo affaristico degli anni 60-70). Non abbiamo più i soldi per ricostruire così all’improvviso questo patrimonio come non abbiamo i soldi per eliminare tutto l’eternit. Pare però che per ora non ce ne preoccupiamo, peggio delle cicale. Per colmo, molte città italiane sono costruite in aree sismiche e l’indebolimento, detto in gergo ammaloramento del cemento, rende ogni anno i manufatti più vulnerabili alla prossima scossa.Cavalcavia tra Chieti Scalo e Chieti Alta Report-age.com 2015 Un triste esempio ce lo ha dato l’Aquila dove la stragrande maggioranza delle morti in città è stata determinata dal crollo di sole 7 palazzine tutte in cemento armato e tutte degli anni tra il 60 e il 70, sarà solo un caso? Non sono sicuro che lasciare pietra e mattoni e buttare alle ortiche 3 mila anni di storia che hanno fatto l’Italia sia stata una buona idea. Forse chi doveva fare affari con la grande industria cementizia e metallurgica non si è troppo messo una mano sulla coscienza. E pure i nostri politici passati che volevano un Italia moderna, a chiacchiere, forse ci hanno solo scavato una bella fossa di cemento sbriciolato. Bene ci pensassero i loro eredi a sorvegliare l’andamento delle cose e possibilmente a prevenire. Ora che i cittadini cominciano a porre domande vedendo case e pontiche perdono pezzi”.

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Aggiornamenti

Reinventa cavalcavia: concorso di idee Anas per ingegneri e architetti 28.11.2015

Approfondimenti

M5S e Striscia per il ponte non proprio allineato, se ne interessa anche Report 12.04.2015

Atessa e Lanciano: ponte non più allineato al basamento. Possono stare tranquilli? 11.04.2015

3 pensieri riguardo “Costruire con lo sputo e il fango come i nidi di rondine

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