Risoluzione Ombrina bocciata. Nessun cartello contro piattaforma e trivelle all’Emiciclo

No Ombrina Sì Parco Report-age.com 2015L’Aquila. Che la vogliano fare non dipende proprio dalla Risoluzione respinta ieri in consiglio regionale, atto d’indirizzo che non conta nè accusa, ma impegna semplicemente e solo su materia di competenza regionale. La bocciatura di ieri semplicemente conferma che si temporeggia, così come per la perimetrazione ufficiale del Parco nazionale della Costa teatina ma le trivelle e la piattaforma in questione anche se ricadono nell’area “da proteggere” istituita nel 2001, non dipendono nemmeno dall’ufficializzazione dell’area protetta. La Commissione Via (Valutazione di impatto ambientale), accogliendo il progetto, però si affretta a dire che non esiste il Parco della costa teatina sin tanto che la perimetrazione non sarà confermata dai sindaci e ufficializzata. Intanto, i primi cittadini della provincia di Chieti, sulla costa adriatica, giocano al ribasso!

Stralcio parere via su progetto Ombrina
Stralcio parere Via su progetto Ombrina

Quella respinta ieri è una risoluzione che impegnava il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, ad attivarsi presso i ministeri per scongiurare definitivamente una deriva petrolifera per l’Abruzzo, mentre l’atto viene discusso sono molti i manifestanti fuori l’Emiciclo che attendono le risoluzioni, sempre e solo d’impegno, su PowerCrop e Punti nascita presentate al consiglio regionale straordinario fatto convocare su richiesta del Movimento 5 stelle. Nessun cartello però viene esibito contro il progetto Ombrina. Degli ambientalisti contrari alle trivelle a alla deriva petrolifera dell’Abruzzo nemmeno l’ombra , non ci sono, forse perché sanno che il tentativo non serve alla causa, a destra come a sinistra si vuole cavalcare l’onda ambientalista, probabilmente gli attivisti non ci tengono a farsi prendere in giro  e per questo non sono andati all’Aquila.

Foto Maria Trozzi
Foto Maria Trozzi

Sappiamo che il problema si risolve in Parlamento a maggio il No ad Ombrina si tradurrà in una vera e propria mobilitazione e in una grande manifestazione, forse in programma per il 24 maggio, intanto seguiamo l’evolvere negativo delle blande iniziative politiche sul progetto. Il documento è stato presentato da Forza Italia, Abruzzo futuro e Movimento 5 stelle, ma la Risoluzione è stata respinto oggi nel corso del consiglio regionale straordinario, non avendo trovato la piena condivisione da parte della maggioranza di centrosinistra.“La maggioranza aveva preparato un documento, giudicato poi inammissibile visti i termini di presentazione, nel quale c’era un pretestuoso riferimento al Parco della Costa teatina, voluto dal presidente Luciano D’Alfonso, nonostante inizialmente avessimo trovato una quadra con l’assessore regionale all’ambiente Mario Mazzocca e il sottosegretario Camillo D’Alessandro), oltre a una serie di numerose modifiche alla nostra risoluzione, che non abbiamo voluto e potuto accogliere – spiegano i Consiglieri di Forza Italia e Abruzzo Futuro – Questo perché non c’è nessuna diretta correlazione tra il Parco e Ombrina. Tra l’altro Il Governo nazionale di centrodestra aveva risolto la questione con il limite delle 12 miglia per le installazioni come quella della Medoil Gas. Per quanto riguarda il ricorso presentato dalla Regione alla Corte Costituzionale è bene precisare che si tratta di un buco nell’acqua e non avrà nessuna ricaduta su Ombrina Mare. Riguarda infatti le competenze che aveva la Regione sugli impianti a terra e che dal 31 marzo scorso sono definitivamente decadute anche sui progetti in itinere. Lo ‘Sblocca Italia’ esclude le Regioni dalle concessioni a terra per gli idrocarburi e rende il ricorso inefficace, visto che il Governo Renzi ha avviato anche il percorso di modifica del Titolo V della Costituzione, togliendo alle stesse amministrazioni regionali anche le competenze in materia di trasporto delle energie, come per la vicenda del metanodotto Snam. Il progetto di Ombrina Mare – continuano i Consiglieri di Forza Italia e Abruzzo Futuro – riguarda una vicenda che nasce e finisce con il centrosinistra e ha presso il via nel 2007 con un Governo nazionale del centrosinistra (il Ministro dell’ambiente era Pecoraro Scanio), ha subito uno stop con il Governo Berlusconi (Decreto Prestigiacomo), è stato poi ‘recuperato’ con quello Monti, mantenuto con Letta (Ministro Orlando) e portato a termine con l’attuale esecutivo guidato da Renzi. Siamo di fronte a evidenti contraddizioni: mentre a Roma il Partito Democratico sostiene questi progetti che rischiano di danneggiare irrimediabilmente il nostro territorio, i rappresentanti abruzzesi del PD stanno a guardare e fingono solo a chiacchiere di ostacolare il progetto, non facendo altro che palesare la loro debolezza e la loro dimensione provinciale. Auspichiamo quindi che il Pd regionale la smetta di nascondersi e prenda una posizione forte in tutte le sedi competenti. Del resto – prosegue la nota – quando erano all’opposizione molti rappresentanti del centrosinistra avevano a più riprese chiesto all’allora Presidente Chiodi quali iniziative volesse intraprendere per scongiurare la costruzione di Ombrina e quegli stessi rappresentanti, compreso D’Alfonso, erano presenti in occasione delle manifestazioni di protesta organizzate dai vari comitati. Oggi se ci fosse stato Gianni Chiodi sulla poltrona di Presidente della Giunta, alla notizia dell’autorizzazione rilasciata dal Via nazionale, ci sarebbe stata una sommossa. Avevamo chiesto pertanto che venissero messi in campo tutti gli sforzi per evitare di distruggere il futuro della nostra regione con una deriva petrolifera, che non può portare nessun tipo di beneficio, ma creare solo danni incalcolabili a tutto il territorio, non solo alle nostre coste. Speriamo a questo punto che con un gesto di grande responsabilità il presidente D’Alfonso si faccia promotore, soprattutto nei confronti del Ministro Galletti che nei prossimi giorni sarà in Abruzzo, di tutte le iniziative possibili affinché l’Abruzzo resti ancora una regione verde”.

Aggiornamenti

Progetto Ombrina . Di Salvatore: ‘Risoluzioni, Sblocca Italia e Parco non servono alla causa, occorre la modifica al decreto sviluppo’ 12.04.2015

5 risposte a "Risoluzione Ombrina bocciata. Nessun cartello contro piattaforma e trivelle all’Emiciclo"

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