Punto nascite? Lo paghiamo noi per 2 anni, l’alternativa di Rit alla chiusura del presidio

Entroterra abruzzese. “Ce lo paghiamo noi il Punto nascite” finalmente una proposta e si fa strada almeno una soluzione al problema della chiusura del Punto nascite di Sulmona, l’idea è del movimento Ripensiamo il territorio che lancia un progetto biennale per il Punto nascite di Sulmona. In mezzo a tanto protestare spunta la prima alternativa alla chiusura. L’esordio del Movimento che promuove la Coesione territoriale non è da tutti: “Siccome  basterebbe meno di un caffè al giorno, paghiamocelo noi per un paio d’anni”

Bimbo no chiusura Punto nascite Punto Nascite Fonte immagine http://fc02.deviantart.net/fs70/f/2012/188/e/4/dolce_bimbo_by_veronicaura96-d56dtg0.jpg
Punto Nascite Fonte immagine 

Visto che la chiusura del presidio neonatale è determinato da problemi economici quelli di Rit si chiedono: “E se lo pagassimo noi per un paio d’anni, anziché distruggerci e sbatterci senza speranza? Così ci è venuta questa riflessione e proposta.  Proviamo a fare qualche conto, premesso con umiltà che non siamo né economisti ené ragionieri. Ovvio che il ragionamento è aperto al contributo costruttivo di tutti i cittadini. Abbiamo letto tutti quali siano i requisiti richiesti per avere un punto nascite in sicurezza. Una sala parto con annessa sala operatoria per cesareo d’urgenza e per 24 ore disponibili una equipe ostetrica, una  anestesiologica,  un neonatologo e tutte le strutture e le attrezzature per emergenze ostetriche e neonatali compreso il trasporto per eventuale trasferimento in centri di secondo livello (patologia neonatale grave). Se facciamo un po’ di conti, con le dovute pinze, verrebbe fuori che il costo del personale, al netto di quello già esistente, sarebbe sul milione e mezzo di euro l’anno. Per le strutture, immaginiamo lo stesso costo (sempre su basi annue), tralasciando l’illustrazione e i dettagli su ammortamenti e cose simili. Quindi è prevedibile un esborso annuo di  3 milioni che ulteriormente ritarati del 20% potrebbero raggiungere i 3,6 milioni di euro.  Se facciamo riferimento a tutta la popolazione del Centro Abruzzo, di circa 80 mila abitanti  la spesa pro-capite annua ammonterebbe a circa 45 euro, ovvero 12 centesimi di euro. Se questi conti funzionano, ci facciamoci carico del costo noi, per 2 anni e aiutiamo la Regione ad uscire dal commissariamento, mentre intanto con un centro all’altezza della legge e della sicurezza, ci si mette tutti a schiena d’asino a risolvere, avendo una struttura efficiente e sicura il problema dell’aumento dei nati nell’ospedale del Territorio. Questa impostazione avrà sicuramente un sacco di punti deboli e lacune,  ma saremo lieti se insieme a chi ha più conoscenze, di capire quali siano per affrontarli e risolverli”. mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

https://report-age.com/2015/04/04/e-lora-del-consiglio-del-centro-abruzzo-proposta-lassise-civica-dellentroterra/ 04.04.2015

Punto nascite. No all’ospedale dell’Aquila come riferimento per il Centro Abruzzo 03.04.2015

I sindacati della Polizia penitenziaria per il Punto nascite di Sulmona, piovono adesione alla vertenza 03.04.2015

2 risposte a "Punto nascite? Lo paghiamo noi per 2 anni, l’alternativa di Rit alla chiusura del presidio"

  1. Grande intervento per aprire gli occhi ai ciechi, ma andava fatto. Grazie Maria. A tutti gli altri Ciufelli compreso, la nostra non è una provocazione, ma una proposta con conti alla mano. Facciano gli altri il proprio dovere e, quindi, altre proposte. Sfidiamoci su quetso, sulle proposte, non sull’imbbracciare facilonamente fucili e baionette credendoci dei post rivoluzionari, Correggiamo quindi Ciufelli, questo non è uno scherzo, tantomeno una “provocazione” è una chiara e limpida proposta civile e civica. Tutti sentano il dovere di fare altrettanto attivando i cervelli e non altro. IN ONORE A MARIA TROZZI, COPIAMO TALE E QUALE IL SUO INTERVENTO, SPERANDO SI SOLLEVARE CERVELLI E COSCIENZE DEMOCRATICHE, NON VUOTI E SUPERATI RIVOLUZIONARISMI PERBENISTI. : Non direi proprio uno scherzo la proposta del movimento Ripensiamo Il Territorio è una provocazione, ma al contempo una possibile alternativa che purtroppo l’arroganza e la presunzione dei sulmonesi rende risibile, solo ora s’impuntano i piedi e così si fa più danno che altro Paolucci è perentorio sulla chiusura non ci sono deroghe e i sulmonesi continuano a puntare i piedi su una cosa morta e sepolta (di cui oggi si potrebbe celebrare il funerale nella processione del Cristo morto-per chi crede in Dio). Mobilitati senza proporre alcuna alternativa alla chiusura, senza proporre al commissario ad acta D’Alfonso qualcosa di diverso dalle solite chiacchiere. Se avessero ascoltato e dato retta alle “streghe” che dal 2010 avvisavano delle manovre e manovrine in atto, tutto ciò non sarebbe mai accaduto. Le si prende solo a parolacce, le si tratta come sceme e le si considera pazze le donne del popolino che si impegnano costantemente e da anni per questa città piena zeppa di presuntuosi, città che non merita nulla e a cui si continua ad offrire il meglio della nostra intelligenza nonostante tutto il suo disprezzo, le sue proverbiali lacune e arretratezze mentali, traboccante di arroganti che non danno alcuna importanza se non alla loro coda e alla loro automobile. Ora mobilitare va bene, ma a che pro? Occorre alzare il livello e con questo non intendo un secondo Jamm’mo, mi riferisco invece al livello intellettuale.. cavolo vogliamo proporre qualcosa di possibile per superare il vuoto lasciato con questo taglio che non potrà essere ricucito!

Ask yourself if it is really necessary..

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