Bocconcini killer a Villavallelonga e Lecce nei Marsi. Salviamo l’Orso: “Vietate l’attività nelle aree compromesse”

Orso Marsicano Report-age.com
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Pescasseroli (Aq). Purtroppo vengono segnalati probabili avvelenamenti nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, nei territori aquilani di Villavallelonga e a Lecce nei Marsi. Proprio per questo l’Associazione Salviamo l’Orso chiede subito di correre ai ripari vietando le attività di caccia e pascolo sui territori in cui sono state disseminate le polpette avvelenate.

Per l’esattezza i bocconcini killer sono stati rinvenuti a Villavallelonga, area critica ed importantissima, già teatro, a maggio 2013, di una massiccia semina di polpette avvelenate in Val Cervara e qualche mese più tardi furono rinvenuti i resti di un giovane di orso proprio in quel punto. Ed ancora, nel territorio di Lecce nei Marsi, sempre nell’aquilano, dei cani sono stati avvelenati. Tra tante cattive notizie una buona arriva invece dall’esito dei monitoraggi garantiti dal progetto Life arctos, la popolazione di orso bruno marsicano resta stabile, inoltre molti orsi maschi si spostano dall’areale centrale del Pnalm ai territori protetti del Lazio e le femmine della specie si ritrovano stabilmente anche nel Parco della Majella e nella Riserva naturale regionale del monte Genzana che potrebbero assicurare, in futuro, nuove culle ai prossimi cuccioli d’Orso bruno marsicano.

A quanto apre volpi e cani sono state le prime vittime dei bocconcini avvelenati “Questi episodi ripropongono un problema sempre presente da ascrivere sicuramente a pochi criminali, ma che non può essere contrastato che dalla vigilanza attiva delle popolazioni locali, che rischiano altrimenti di apparire complici e colpevoli esse stesse, e da pene severissime che devono colpire gli interessi economici dei colpevoli – dichiara il presidente dell’Associazione Salviamo l’Orso di Stefano Orlandini – quindi a meno che non sia l’opera di qualche squilibrato, e non lo crediamo, sui terreni avvelenati vanno vietate subito e per lunghi periodi tutte le attività, dal pascolo alla caccia, senza se e senza ma!”.

Buone notizie intanto dai risultati delle attività di monitoraggio condotte sugli orsi del Pnalm nell’ambito del Life Arctos, la popolazione è stabile. I risultati di Paolo Ciucci del dipartimento di biologia e biotecnologie Charles Darwin dell’università di Roma La Sapienza riassumono le attività di monitoraggio condotte dall’università, partner di progetto, nel 2011 e nel 2014. Le attività di monitoraggio sono state condotte con la stessa metodologia sperimentata dal 2004, replicata nel 2008 e nel 2011.

Nelle attività 2014, svolte dal 26 maggio al 30 settembre, sono stati raccolti complessivamente 476 campioni di pelo di cui 346 utilizzabili per le analisi genetiche. Di questi 346 campioni 276 hanno portato all’individuazione di genotipi affidabili da cui sono stati estratti i genotipi di 44 individui. Di questi 44 genotipi, 29 si riferiscono a orsi già campionati negli anni precedenti 15 sono relativi ad individui mai campionati. Mettendo a confronto i dati 2014 con i dati emersi dal monitoraggio 2011 emerge una stima di popolazione di 50 orsi (entro un intervallo fiduciale al 95% che va da 45 a 69 orsi)  con 22 maschi e 28 femmine (valori che portano ad un rapporto sessi di 1 : 1,27 MM : FF ed una densità di 38,8 orsi/1000 km²). Confrontando la dimensione della popolazione a inizio e fine progetto Life arctos si può concludere che la popolazione nel suo areale centrale è rimasta stabile. I dati ci consentono, inoltre, di rilevare che la popolazione ha ancora una buona capacità riproduttiva con 31 cuccioli nati dal 2011 al 2014 che hanno bilanciato le perdite avvenute nel medesimo periodo, 12 orsi morti recuperati. I livelli di mortalità deprimono le capacità intrinseche della popolazione, determinando la persistenza dei rischi di estinzione legati alla dimensione ridotta  e alla distribuzione estremamente circoscritta della popolazione, sottolineano dal parco.

Il confronto, esteso ai monitoraggi 2004 e 2008, ripropone una situazione complessiva di stabilità della popolazione sempre intorno ai 50 individui nella cosiddetta core area. Oltre a questi dati forniti durante l’incontro di sabato, organizzato dal Pnalm a Pescasseroli, sono emersi alcuni risultati incoraggianti per quanto riguarda le presenze di individui al di fuori dell’areale centrale. Non ci sono solo plantigradi di sesso maschile che si spostano tra il Parco e le aree vicine del Lazio (Monti Simbruini, Ernici e Riserva della Duchessa), ma anche di femmine che frequentano stabilmente il Parco della Majella e La Riserva naturale regionale del monte Genzana. “I dati del monitoraggio genetico rilevano una buona vitalità della popolazione di Orso bruno marsicano e confermano una presenza stabile nell’area del Parco – afferma il Presidente Pnalm Antonio CarraraMi pare di poter dire che l’Orso ce la metta tutta per sopravvivere: lo dobbiamo aiutare a far crescere la popolazione eliminando la mortalità per mano dell’uomo e garantendo la possibilità di poter vivere al sicuro in nuovi territori. La presenza al di fuori dall’area parco è incoraggiante e un maggiore collaborazione tra aree protette, Corpo Forestale,  Regioni e Ministero dell’Ambiente è indispensabile per garantire un’azione più efficace. Lo abbiamo ribadito sabato scorso a Pescasseroli, lo dobbiamo praticare quotidianamente, perché, purtroppo, le minacce alla conservazione dell’Orso si ripropongono continuamente”. mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Una decina di volpi avvelenate. Strage nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise 24.03.2015

 

Approfondimenti

La futura culla dell’orso tra il Parco Majella e la Riserva del Genzana 30.11.2014

Orso insonne sugli impianti di risalita di Campo di Giove 22.02.2015

Il video dell’Orso a Roccapia, nell’aquilano ancora niente letargo 18.12.2014

Trentino. Morta l’orsa Daniza, non ha retto alla cattura 11.09.2014

Da Pescocostanzo a Cansano, avvistati i rari orsi del Parco Maiella 27.8.2014

Parchi Comunicati stampa n.50 del 28.8.2014 e n.51  03.09.2014 

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