D’Orsogna scrive a D’Alfonso: “Progetto Ombrina, nessuno lo vuole, ma dipende da lei”

Maria Rita D'OrsognaCe n’è per tutti nella lettera che la ricercatrice Italo americana, Maria Rita D’Orsogna, scrive al presidente della Regione Abruzzo Luciano D’AlfonsoOmbrina non s’ha da fare, scrive la D’Orsogna ricordando i fallimenti del presidentre emerito Gianni Chiodi, del ponziopilatesco Giovanni Legnini, senza mai dimenticare i bravi comunicatori Fabrizio Di Stefano, Stefania PezzopaneMauro Febbo. A D’Alfonso la ricercatrice si rivolge anche con questo accorato consiglio: “Se lei si spenderà per Ombrina senza accettare nessun compromesso, la gente non potrà altro che amarla e rispettarla”.

Gentile Luciano D’Alfonso,

eccoci qui, al capolinea petrolio.  E’ tutto nelle sue mani adesso, che le piaccia o no. Sono almeno otto anni che in Abruzzo si parla di trivelle, dal Centro Oli ad Ombrina. E se di petrolio si parla solo in questa regione e non se ne vivono ancora miasmi, fiammate e acque inquinate è solo per la resistenza eroica del popolo d’Abruzzo.
Di strada ne è stata fatta tanta: dal primo gruppetto di residenti di Tollo riuniti nel Comitato natura verde, alle manifestazioni a cui mai avevano partecipato cosi in tanti, fino ad arrivare agli incontri internazionali all’Unione europea, a cui ho avuto l’onore di partecipare. La società civile poteva fare di più? Certo. Potevo fare di più io? Certo. Si può sempre fare di più. E infatti, sono sicura che ci saranno presto manifestazioni, eventi, parole e dibattiti.  Alcuni saranno sinceri, altri opportunistici. Resta il fatto che stringi stringi, tutto dipende da lei, perché è lei che ci rappresenta presso le istituzioni centrali, ed é lei che ha liberamente scelto di farsi interprete della voce del popolo d’Abruzzo. In questo caso, la voce e una sola: nessuno vuole Ombrina Mare.

Lei arriva sulla scia dei terribili fallimenti di Gianni Chiodi, la cui più totale incapacità di prendere decisioni e di essere proattivo ha fatto si che non si potesse arrivare alla parola fine già nel 2010, quando il ministero dell’ambiente decretò la prima bocciatura di Ombrina. Poi ci sono stati i fallimenti di Giovanni Legnini il cui atteggiamento ponziopilatesco ha solo rabbonito gli animi momentaneamente. Invece di lavorare per il No ad Ombrina e la chiusura vera di tutti i mari italiani, entro le 12 miglia, mentre era
sottosegretario del ministero dell’economia, ha semplicemente tirato fuori la storia dell’Aia, prendendo tempo e lasciando la patata bollente ad altri – incluso lei.  E potrei citare altri che, secondo me, sono stati venditori di fumo, dell’uno e dell’altro schieramento politico, Fabrizio Di Stefano, Stefania PezzopaneMauro Febbo, tutti bravi a fare comunicati stampa ed incapaci di far valere le ragioni del buon senso per l’Abruzzo e per il resto d’Italia. Questa però  è storia passata. La storia futura è quella che scriverà lei. Un sacco di gente mi scrive: <Cosa dobbiamo fare adesso?>. Beh, la risposta, secondo me, è una sola.

Lei, Luciano D’Alfonso, deve fare tutto ciò che legalmente è possibile contro Ombrina usando tutti i canali istituzionali. Ricorsi, riesamini, appelli. Tutto e soprattutto, deve tirare fuori tutta la sua grinta, la sua caparbia, la sua volontà e deve fare di Ombrina la sua missione personale. Lo sappiamo tutti che le partite in Italia si giocano dietro le quinte. E’ li che i petrolieri e gli speculatori, in una democrazia debole come quella del nostro Paese, hanno via libera. E’ lì che fanno i patti del diavolo con i politici che solo menti malate possono concepire. Ed è  lì dove noi popolo non possiamo arrivare, ma lei sì.  Non basta che i suoi sottoposti facciano affermazioni qualunquiste alla stampa sul continuiamo la lotta. Lei deve mettersi lì in prima persona e spendere tutto quello che ha, chiamando Matteo Renzi, Gianluca Galletti, quelli del ministero dell’ambiente, chiunque possa avere voce in capitolo e li deve chiamare tutti i santi giorni, li deve ossessionare su questa storia che Ombrina non s’ha da fare. Deve esigerlo. Deve andare su tutte le testate giornalistiche e in tutte le trasmissioni televisive nazionali a denunciare lo scandalo di Ombrina – ambientale e democratico. Lo deve fare con ardore, con passione. Si deve vedere che lei è un cittadino scandalizzato e innamorato dell’Abruzzo per il quale non possono esserci compromessi o prescrizioni e non un politico tuttappostista. Si deve vedere che lei ci tiene. Deve essere uno di noi che parla, Pd o non Pd. Lo so bene che qui ci sono i giochini della realpolitik, gli stessi che hanno fatto di Chiodi e Legnini delle caricature patetiche di statisti e che li faranno ricordare come mediocri. Questo è il prezzo da pagare se si vuole essere memorabili e non canne al vento.

Foto Maria Trozzi
D’Alfonso alla manifestazione No Ombrina dell’aprile 2013 (Foto Trozzi)

La democrazia, in teoria, funziona che gli interessi del popolo vengono prima di ogni altra cosa. Essere governatore significa non solo avere accesso ai privilegi, significa fare le cose difficili per il bene di tutti. Tutto l’Abruzzo e’ indignato adesso. Spero che lo sia anche lei e che sappia incanalare questa indignazione verso chi queste cose le decide. La responsabilità, adesso, è tutta sua. Se lei si spenderà per Ombrina senza accettare nessun compromesso, la gente non potrà altro che amarla e rispettarla. Ho dato tutto quello che avevo con il petrolio, fra mille rinuncie e sacrifici. Gliel’ho preparata l’opinone pubblica con tutta la professionalità di cui sono capace, giorno dopo giorno, smontando tutte, ma proprio tutte, le pseudoragioni dei petrolieri. A lei spetta adesso prendere tutta questa consapevolezza e trasformarla in vittoria per i nostri polmoni, per la nostra democrazia e perché è giusto cosi. Non lo so come andrà a finire, ma finché l’ultimo bullone non sarà montato si può combattere. Si deve combattere per vincere, non per sceneggiatura. Questo onore e questo privilegio spettano adesso, primo di tutti, a lei, Luciano D’Alfonso. Los Angeles, 18 Marzo 2015“.

mariatrozzi77@gmail.com

No Ombrina Sì Parco Report-age.com 2015Interpellanza Sinistra ecologia e libertà

Roma. “Difendiamo la nostra terra, contro la petrolizzazione della nostra regione e per la creazione del Parco della costa Teatina. Ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente Per sapere – premesso che:

la MEDOILGAS SpA di Londra ha presentato un progetto chiamato “OMBRINA MARE” per la trivellazione di 6 pozzi di petrolio, l’installazione di una piattaforma a 6 km da riva, al largo di Ortona e San Vito in Abruzzo, nel Mare Adriatico, e di una grande nave desolforante; – il petrolio estratto sarà di qualità scadente, ricco di impurità sulfuree e di indice AP17, e quindi con maggiore impatto negativo sull’ambiente, rendendo necessaria un’attività di desolforazione (eliminazione dello zolfo) in loco, nel mare, vicino al posto di produzione, attraverso una nave galleggiante che provvederà allo stoccaggio, trattamento, e scarico del petrolio;
– per separare il petrolio da acqua e gas occorrerà eliminare gli scarti sulfurei e non, attraverso una fase di incenerimento di rifiuti a fiamma costante, 24 ore su 24 e l’insieme di tutti i prodotti di scarto bruciati sarà di almeno 80 mila kg al giorno; – il pericolo di rilascio a mare di materiale inquinato misto a residui petroliferi, è reale e desta serie preoccupazioni; – gli scoppi e gli incidenti sono eventi rari, ma uno solo di essi potrebbe distruggere l’equilibrio ecologico delicato del Mare Adriatico che ha un limitato ricambio delle acque;
– nel 2010 il Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo rilasciò un parere negativo al progetto “Ombrina”, e decretò una fascia di rispetto di 5 miglia (9 km) lungo tutto il perimetro nazionale e di 12 miglia (22 km) nei tratti prospicienti i parchi e le riserve naturali. Successivamente il Governo Monti con l’articolo 35 del decreto Sviluppo del luglio 2012 estese il limite a 12 miglia, ma solo per progetti e concessioni successive al 2010 riaprendo così l’iter del Progetto Ombrina; – il progetto Ombrina insiste in un tratto costiero interessato dall’istituzione del Parco Nazionale della Casta Teatina, quindi si tratta di un’area di rilevante interesse ambientale e paesaggistico che mal si concilia con un progetto di trivellazione petrolifera a pochi chilometri da un’area protetta nazionale;
Nelle ultime ore poi è stato concesso un parere istruttorio favorevole sul progetto “Ombrina mare” in ordine alla procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale nazionale. Sappiamo che i passaggi amministrativamente cogenti, ovvero il Decreto di Compatibilità Ambientale (del Ministero dell’Ambiente) e il Decreto di Concessione (del Ministero dello Sviluppo Economico), non sono stati ancora emanati.
Il provvedimento inerisce esclusivamente un passaggio tecnico ed ancora meramente interlocutorio, per altro
consequenziale rispetto al Parere Favorevole VIA di oltre due anni fa, e non equivale al completamento del procedimento autorizzativo ma la preoccupazione resta altissima.
Oltre il Progetto “Ombrina Mare” è in essere anche l’iter per il progetto “Elsa 2” – piattaforma che l’irlandese Petroceltic vorrebbe realizzare a circa 7 km al largo tra Francavilla e Ortona, a ridosso di tre riserve naturali regionali, Ripari di Giobbe, Punta dell’Acquabella e Lido Ricciolo Inoltre le concessioni che sta dando la Croazia costituirebbero una sfilza di 29 impianti offshore da nord a sud e che succhierebbero anche le riserve che stanno dalla nostra parte.
La regione Abruzzo ha più volte dichiarato di essere nettamente contraria al progetto: in una nota l’Assessore Regionale all’Ambiente della Regione Abruzzo Mario Mazzocca ricorda che qualche settimana è stato proposto il ricorso alla Corte costituzionale contro l’articolo 38 del decreto “Sblocca Italia”, come modificato dalla legge finanziaria, sempre relativo alle attività di ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi. L’articolo, a parere della Regione Abruzzo e di altre Region (l’Abruzzo è stata la prima Regione a ricorrere), viola la Costituzione in quanto prevede nuovi principi per la concessione dei titoli minerari che, di fatto, avocano al Ministero la competenza esclusiva, liberandola dall’intesa con le regioni interessate”;
-tutti i comuni e le provincie interessate e la Regione Abruzzo hanno manifestato la loro contrarietà nei confronti del progetto Ombrina-: – quali iniziative intendea assumere per evitare la realizzazione di un progetto di trivellazione particolarmente devastante oltre che antieconomico per l’ambiente e per l’Abruzzo” (Gianni Melilla, deputato Sel).

Aggiornamenti

Progetto Ombrina. Via libera del ministero al progetto di coltivazione di idrocarburi 07.08.2015

2 risposte a "D’Orsogna scrive a D’Alfonso: “Progetto Ombrina, nessuno lo vuole, ma dipende da lei”"

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