Scutti a Processo con Palmerio e Di Vito. Comitato Acqua: “Rimuovete il cda Sasi”

Domenico Scutti
Domenico Scutti

Lanciano (Ch). Dopo i rinvii a giudizio “i sindaci rimuovano immediatamente Scutti” è quel che chiede il Comitato acqua bene comune di Lanciano e il Forum abruzzese acqua per il presidente della Sasi Domenico Scutti, 68 anni di Altino (Chieti), già manager della Italgas (Eni), rinviato a giudizio con gli ex consiglieri Vincenzo Palmerio e Giuseppe Di Vito,  che amministravano la Sasi, Società abruzzese per il servizio idrico integrato, nel 2010. La prima udienza è per il 21 ottobre, fissata dal giudice per l’udienza preliminare, del tribunale di Lanciano, Francesco Marino. I 3 sono accusati di false comunicazioni sociali in concorso per l’approvazione del bilancio 2010 della Sasi con “l’intenzione di ingannare il pubblico per conseguire un ingiusto profitto, nei libri e registri societari avrebbero omesso informazioni, la cui comunicazione è imposta dalla legge, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società, in modo da indurre in errore i creditori destinatari sulla predetta situazione e cagionando loro un danno patrimoniale”. Sono cadute le accuse per lo stesso reato riferito però al bilancio 2009, per il precedente consiglio di amministrazione della società. Sono stati assolti dunque l’ex presidente Gaetano Pedullà e gli ex consiglieri d’amministrazione Camillo La Barba e Giuseppe Masciulli

Acqua indagini Report-age.com 2015“Al netto della presunzione d’innocenza” i rinvii a giudizio rafforzerebbero sempre più le richieste di un netto cambio di rotta per la Sasi e per la gestione dell’acqua in Provincia di Chieti portate avanti in questi anni dal Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua Pubblica e dai Comitati Acqua Bene Comune locali, sottolinea Amanda de Menna  portavoce del Comitato di Lanciano. “Sin dalla prima assemblea riunita per votare il rinnovo del consiglio di amministrazione, abbiamo chiesto ai sindaci di non interessarsi soltanto alla loro rappresentanza politica in cda, ma di mettere al centro il bene comune e la sua tutela. La precedente gestione Scutti è apparsa sempre più discutibile sotto tantissimi aspetti, dalla netta e totale chiusura verso le istanze della cittadinanza e dei comitati, al mancato rispetto dei referendum del giugno 2011 e della dovuta restituzione della remunerazione del capitale ai cittadini; dalla gestione del personale a quella economica (il bilancio 2010 è focale per il rinvio a giudizio di questi giorni e non a caso anche oggetto di un esposto del Comitato acqua bene comune di Lanciano)”. La provincia di Chieti soffre, soprattutto d’estate, la cronica mancanza d’acqua nelle abitazioni,  con la perturbazione artica delle scorse settimane sarebbero state addirittura 4, in successione, le interruzioni del servizio idrico nel lancianese, è palese l’urgenza di intervenire sulla rete di distribuzione “I sindaci di Pd, Pdl e Udc hanno svolto 3 assemblee della Sasi, interessandosi unicamente della spartizione delle poltrone nel nuovo Cda, arrivando a riconfermare la propria fiducia in Domenico Scutti sulla cui gestione già varie indagini della magistratura erano in corso e che adesso, dopo questo rinvio a giudizio, finirà direttamente in un’aula di tribunale – scrive il Comitato – Il non interessarsi minimamente di queste indagini, il non puntare sulla totale trasparenza e informazione alla cittadinanza di quanto stava accadendo, il voler mettere interessi di partito davanti a tutto e tutti decidendo di riconfermare senza alcun indugio una gestione a dir poco discussa e discutibile, appare oggi ancor di più nella sua gravità e insostenibilità. La magistratura farà il suo corso e siamo consci che per la legge italiana nessuno è colpevole fino alla sentenza definitiva, ma l’attuale rotta non può proseguire – conclude de Menna -. I sindaci Pd, Pdl e Udc se ancora hanno un minimo interesse al bene comune acqua e ad una sua gestione limpida, chiara e trasparente, si riuniscano immediatamente e rimuovano questo Consiglio di amministrazione, su cui gli avvisi di garanzia di questi giorni pesano come macigni. Diano avvio ad un netto cambio di rotta e scelgano le migliori professionalità possibili, lontani da interessi particolari e di partito. Persone che tutelino i cittadini e le cittadine, che perseguano il rispetto dei Referendum di giugno 2011 e diano compimento alla fusione Isi-Sasi, eliminando anche quest’ulteriore clamorosa situazione già ampiamente censurata dalla Regione e non è in linea con la normativa nazionale”.

Curriculum vitae. Il 16 novembre 2010 Domenico Scutti, pensione da manager della Italgas, società del gruppo Eni, diventa presidente della Sasi, la società che gestisce il ciclo idrico integrato in 76 Comuni della provincia di Chieti. A eleggerlo all’unanimità è l’assemblea dei sindaci, viene riconfermato Vincenzo Palmerio, 62 anni di Lanciano (Ch) entra a far parte del cda Giuseppe Di Vito, 60 anni di Vasto (Chi). Il nuovo cda resterà in carica per 3 anni e lo precede, in ordine di tempo, il consiglio di amministrazione di Gaetano Pedullà. Il 21 novembre 2013 Scutti era stato riconfermato alla presidenza, cambiano gli altri amministratori dell’azieda del servizio idrico. mariatrozzi77@gmail.com

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