Il tubo esploso a Mutignano è metà di quello del gasdotto Sulmona-Foligno. Ambientalisti:“Fermate l’opera”

gasdottoSulmona (Aq). Dopo l’esplosione del gasdotto Snam a Pineto (Te), le dimensioni della condotta – nella frazione Mutignano – sono meno della metà di quelle previste per il metanodotto Rete adriatica e per il segmento Sulmona-Foligno, i Comitati cittadini per l’ambiente condividono la scelta dell’assessore regionale all’ambiente e alla Protezione civile, Mario Mazzocca, che – mettendo al primo posto il fattore sicurezza – oggi chiede al ministero dello sviluppo economico di fermare le procedure per l’autorizzazione del mega impianto della Snam. Stop dunque e sino ad ulteriori verifiche sul progetto, così chiedono da tempo anche i Comitati cittadini per l’ambiente perché sono davvero troppi i rischi e l’elenco degli incidenti sui gasdotti sta diventando davvero un papiro! Soprattutto gli ambientalisti abruzzesi domandano all’esecutivo nazionale di rivedere la sua posizione di acritica accettazione del mega gasdotto Rete adriatica di 687 km, una infrastruttura di mero attraversamento territoriale che la multinazionale del gas intende far passare, a tutti i costi, lungo la dorsale appenninica sottolineano gli attivisti peligni.

Aggiornamento

Tornano all’attacco gli ambientalisti di Sulmona che in un comunicato tengono a precisare: “Non è ammissibile che le scelte progettuali della Snam, sostenute da potenti lobby economiche e politiche, siano ritenute indiscutibili mentre le delibere di contrarietà, adottate dalle istituzioni democratiche, a tutti i livelli, non siano degne di considerazione alcuna. Quanto accaduto a  Mutignano di Pineto (ultimo di una serie di  eventi analoghi avvenuti purtroppo in questi anni nel nostro Paese) è la riprova che i metanodotti sono impianti pericolosi che mettono a serio rischio il territorio e la incolumità delle popolazioni residenti. Pertanto essi non dovrebbero mai essere realizzati in aree fragili sotto il profilo ambientale, idrogeologico e sismico, quali sono quelle dell’Appennino. Evidentemente la logica non è alla base delle scelte della Snam. Nel tratto Sulmona-Foligno, di 169 km, la condotta (di 1 e 20 cm di diametro, più del doppio di quella esplosa a Pineto) interessa numerose faglie attive delle località dell’Abruzzo aquilano, profondamente provato dal sisma del 2009, nonché quelle di Umbria e Marche già colpite dal terremoto del 1997. I territori, con i loro abitanti, meritano rispetto e attenzione. Opere di questa natura e dimensione non possono essere calate dall’alto, sulla testa dei cittadini, ma richiedono una attenta valutazione di ogni tipo di impatto sulla salute, sulla sicurezza, sull’ambiente e sull’economia locale. Valutazione che, nel caso specifico, non è stata effettuata con il dovuto approfondimento e che invece è ancor più necessaria dal momento che il metanodotto e la centrale di compressione di Sulmona non servono al nostro Paese, che ha una sovrabbondanza di infrastrutture di importazione rispetto ai fabbisogni. Il  grande gasdotto Rete adriatica è un’infrastruttura strategica inserita nei Progetti di interesse comunitario, nell’ottobre 2013 la Commissione europea ha individuato un elenco di 248 grandi progetti infrastrutturali, definendoli Progetti di interesse comune (Pic), molti dei quali riguardano gasdotti, rigassificatori per lo stoccaggio di gas naturale e Gnl (gas naturale liquido o liquefatto ndr) e che, in quanto tale, beneficia di procedure accelerate di autorizzazione, a discapito della qualità della valutazione di impatto ambientale (Via) e della partecipazione pubblica. Nel dicembre 2010 comuni, comitati, associazioni e singoli cittadini hanno inoltrato ricorso alla Commissione europea contro l’opera. Tutte queste infrastrutture, disseminate in maniera esponenziale per favorire la grande finanza e che la Bei (Banca europea per gli investimenti ndr) finanzia nonostante il continuo crollo dei consumi di gas, sia a livello nazionale (– 11,6%) che europeo (– 9%) – nel 2014 e rispetto al 2013, non solo a causa della crisi economica, ma anche per la concorrenza crescente delle energie rinnovabili, non rispondono ai nostri bisogni, bensì a logiche puramente commerciali e di profitto (hub del gas del Sud Europa e interessi di speculatori ed investitori). Condividiamo pienamente la decisione della Regione Abruzzo, annunciata dall’Assessore Mario Mazzocca, di chiedere lo stop delle procedure autorizzative per il metanodotto e la centrale di compressione di Sulmona. Il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, metta in atto ogni iniziativa politica ed istituzionale per ottenere la sospensione della Conferenza  di servizi del 26 marzo e la convocazione  di un vero tavolo di confronto Stato-Regioni al fine di individuare soluzioni alternative al progetto presentato dalla Snam, in applicazione di quanto deciso dalla Commissione ambiente della camera dei deputati con la risoluzione n.7/00518 del 26 ottobre 2011. Anche i Parlamentari del territorio, in maniera chiara e forte, facciano sentire la loro voce nei confronti del governo affinché venga data piena attuazione alla decisione assunta dal massimo organo elettivo dello Stato- concludono gli ambientalisti peligni – Continuare a disattendere quanto deliberato da Comuni, Province, Regioni e Parlamento significa negare la sovranità popolare sancita dalla Costituzione e quindi i principi stessi su cui si fonda il nostro Stato democratico”.

Incidenti ai metanodotti e gasdotti Snam.

Bassa molisana a Montecilfone il 15 gennaio 2004 per una frana

Tarsia, in Calabria l’11 febbraio 2010 a causa di uno smottamento di terreno

Tresana, (Massa Carrara) per lavori di manutenzione il 18 gennaio 2012

Sciara (Palermo) il 20 luglio 2013, per un movimento franoso.

Il 10 dicembre 2014 un secondo  incendio sviluppato nella centrale Snam di gas metano a Sant’Alberto, vicino Ravenna, è causato da un problema all’impianto di riscaldamento del metano

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Centrale di spinta nella cava: Snam prepara il campo all’ampliamento del futuro impianto 25.06.2015

Approfondimenti

Mazzocca a Mutignano (Te): “Stop a nuovi gasdotti e alla centrale Snam di Sulmona” 08.03.2015

Esplosione gasdotto. Snam: colpa degli abruzzesi. Multinazionali offensive puntano il dito 07.03.2015

Esplosione gasdotto Snam. Wwf: “Piano energetico che rispetti l’Abruzzo”. Legambiente: “La regione si faccia garante” 09.03.2015

Ad un passo dal metanodotto Sulmona-Foligno. Retroscena della Rete adriatica, opera “strategica” 02.03.2015 dossier

Tunnel del gasdotto Rete adriatica minaccerà le Sorgenti del Pescara 15.02.2015

Per saperne di più sul metanodotto Rete adriatica

8 risposte a "Il tubo esploso a Mutignano è metà di quello del gasdotto Sulmona-Foligno. Ambientalisti:“Fermate l’opera”"

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