Abruzzo al centro della rotta adriatica della camorra

É morto Carmine Schiavone, il pentito della Terra dei fuochi. La commissione parlamentare negli anni ’90 lo ascoltò e sulll’Abruzzo e Molise fu chiaro ciò che non voleva proprio vedere chi, fingendosi ancora a proprio agio in un sogno imbrunito s’immaginava di vivere in un’Isola felice, in realtà un territorio sin troppo impreparato. Si fa luce sui traffici e sugli sversamenti di rifiuti nella Regione verde dei parchi che la relazione semestrale della Procura nazionale Antimafia (Dia) dipinge ormai come verdognola e dove prostituzione, lavoro nero, usura, riciclaggio e traffici di droga dettano il passo.

Traffici e sversamenti di rifiuti della Camorra che stende la rete anche in Abruzzo negli anni ’90, proprio quando Schiavone fu ascoltato dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. Dichiarazioni archiviate e desecretate solo in questi ultimi anni. Terra dei fuochi è anche il Centro-Nord Italia. La maggioranza dei rifiuti dell’industrioso Nord sono finiti prima in Campania, poi è transitata anche in altre regioni e anche in Abruzzo e ancora nel Nord. In questi anni pochissimi hanno avuto il coraggio di denunciarlo, documentarlo, reticenza e silenzio per l’Abruzzo al centro della rotta adriatica della camorra.

Ed è pur vero che in alcune aree della Regione verde d’Europa oggi giacciono vere e proprie bombe ecologiche basti ricordare, tra le più famose, l’ex fornace di Tollo (Ch),  sulla Trignina (ovvero la strada statale 650 di Fondo valle Trigno – ss 650 – che collega la statale 17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico, nei pressi di Isernia, con la statale 16 nei pressi di San Salvo marina (Ch), costeggiando il fiume Trigno e ancora l’ex discarica di Scurcola Marsicana (Aq).  Negli anni in cui Carmine Schiavone fu ascoltato in Parlamento, almeno 15 comuni di queste regioni, appaltarono lo smaltimento dei rifiuti urbani a Gaetano Vassallo, allora imprenditore dei rifiuti, legato ai casalesi, successivamente collaboratore di giustizia (Nato a Cesa, Caserta nel 1958, Vassallo era titolare di un’impresa per lo smaltimento dei rifiuti, per oltre 20 anni ha gestito l’affare degli sversamenti abusivi sotto la protezione del clan dei casalesi. Diventato collaboratore di giustizia nel 2008, nel 2010 è stato condannato per traffico di rifiuti e associazione camorristica). Qualcuno lo ha definito un triangolo della morte il confine molisano con l’Abruzzo, proprio il fiume Trigno divide le 2 Regioni. leggendo anche i dati dei rapporti della Commissione parlamentare d’inchiesta, in merito a questa località, 12 pagine piene di nomi, circostanze, inchieste riguardano fatti che avvelenano anche l’Abruzzo.  Le bombe ecologiche sono lì e, nonostante tutto, la Rifiuti spa ha continuato nei suoi sporchi traffici che legano organizzazioni criminali, politica, istituzioni, imprenditoria, massoneria e corruzione. É trascorso un ventennio dagli omicidi Maisto, Ferretti e Fabrizi  e si parla anche di massoneria deviata, discorso inabissato nuovamente dal Web qualcuno denuncia la presunta influenza.

Nel rapporto della procura antimafia, dopo la meticolosa ricostruzione delle piovre che agiscono soprattutto nel traffico di stupefacenti, prostituzione, ricostruzione aquilana, caporalato e sfruttamento del lavoro nero,  si è avuto modo di comprendere la stretta connessione tra infiltrazioni della criminalità organizzata e corruzione. Un passaggio dato dalla ricostruzione del post terremoto aquilano che getta inquietanti ombre sulla gestione della cosa pubblica in Abruzzo. Una delle inchieste più approfondite e con conoscenza dei fatti è di Antonio Musella di Fanpage.it che  dalla Campania è giunto in Abruzzo ed ha studiato quel che è accaduto, riportandolo in un video-inchiesta.

mariatrozzi77@gmail.com

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