Punibilità esclusa per particolare tenuità del fatto, colpo di spugna per molti reati ambientali

Reati ambientali Report-age.com 2015Un nuovo articolo, da introdurre nel codice penale, metterebbe in discussione molti reati ambientali perché prevede l’Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. Il Wwf  Italia lancia l’allarme mentre in senato si discute del disegno di legge sui reati ambientali che vedono mobilitate associazioni come Libera e Legambiente per l’introduzione degli ecoreati nel Codice penale. Appena 3 giorni fa il sit-in a Roma delle associazioni ambientaliste aveva segnato un punto a favore dell’ecologia e di chi spera nella cancellazione dell’emendamento presentato da Confindustria che prevede la non punibilità, in caso di bonifica, per i reati colposi.

Dunque sarebbe il 131 bis il prossimo nuovo articolo, proposto dal governo su delega del Parlamento, che consentirà ai giudici di non applicare la pena per tutti i reati puniti con sanzione pecuniaria o con la reclusione sino a 5 anni e gran parte di questi reati sono proprio quelli ambientali. È prevista l’opportunità che la persona offesa possa fare opposizione, ma per la natura stessa dei beni tutelati dai reati ambientali è spesso difficile, se non impossibile, individuare il soggetto offeso, chiarisce l’associazione ambientalista.

Per rimediare al rischio legato all’introduzione di questa nuova norma, il Wwf Italia si è appellato al governo, rivolgendosi all’Ufficio legislativo del ministero della giustizia, capofila del provvedimento, oltre che agli Uffici legislativi dei ministeri dell’ambiente e dei beni culturali. “Per comprendere la delicatezza ed i rischi del provvedimento basta riflettere sul fatto che quasi tutti i reati che tutelano l’ambiente e gli animali prevedono pene detentive non superiori a 5 anni o la sola pena pecuniaria – chiarisce la presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi – non è meno grave il fatto che questa non punibilità si applicherebbe anche a molti reati posti a tutela del patrimonio culturale e delle aree protette, nonché a quelli in materia edilizia e ancora, ai reati in materia di caccia e sul maltrattamento degli animali o a tutela di valori e beni contenuti in convenzioni internazionali come quella di Washington. Non solo la possibilità di esenzione della pena prevista nella nuova norma coinvolgerà anche i reati di disastro innominato e di getto pericoloso di cose utilizzati fino ad oggi in assenza di una specifica normativa penale a tutela dell’ambiente. I pericoli che deriverebbero da questa nuova norma del codice penale per i beni ambientali sono certi”.

Il Wwf spera in uno sforzo di tutti i ministri interessati affinché si possano escludere esplicitamente dalla formulazione del decreto legislativo le disposizioni a tutela dell’ambiente e degli animali e ha proposto un emendamento nella speranza che venga accolto. “Se così non fosse dovremmo rilevare una sorta di schizofrenia nell’azione di Governo che da un lato lavora per meglio definire e rafforzare i reati ambientali e garantire una corretta azione di prevenzione e repressione in un settore contraddistinto da una molteplicità di comportamenti illegali, mentre da un altro vara norme che rendono possibile l’elusione della pene previste” conclude la presidente Bianchi .

Il provvedimento che contiene il futuro articolo del Codice penale è l’atto di governo n. 130, cioè lo Schema di decreto legislativo in applicazione della legge delega 28 aprile 2014, n. 67.

In attuazione di questa delega viene previsto il nuovo art. 131-bis del Codice penale che si applica in relazione alla particolare tenuità dell’offesa valutata in relazione alla modalità della condotta, alla esiguità del danno o del pericolo e alla non abitualità del comportamento. La genericità della formulazione della nuova disciplina lascia al giudice ampia discrezionalità di applicazione. Unico elemento di garanzia previsto è quello della possibile opposizione della persona offesa, ma per moltissimi reati ambientali non esiste una persona offesa a cui il giudice possa notificare il provvedimento per metterla in condizioni di presentare opposizione. Per i reati ambientali non è sempre individuabile, se non genericamente nella collettività, la persona offesa dal reato.

Per tutelare specie protette come lupi, orsi, aquile e altri animali ogni anno abbattuti dai bracconieri in Italia, il Wwf ha lanciato in questi mesi una petizione  per introdurre il nuovo “delitto di uccisione di specie selvatiche protette”, violazione punita sinora con una semplice contravvenzione. I reati contro la fauna selvatica rappresentano il 22% del totale dei reati ambientali.

mariatrozzi77@gmail.com

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3 risposte a "Punibilità esclusa per particolare tenuità del fatto, colpo di spugna per molti reati ambientali"

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