Comitati No biomasse: “La Regione proceda alla moratoria sugli impianti”

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L’Aquila. Nell’incontro a Monticchio l’associazione Terra dei figli e gli  8 firmatari del ricorso al Tribunale amministrativo regionale hanno deciso di resistere al Consiglio di stato contro la M&D/FuturisS e il suo progetto di realizzare una centrale a biomasse.

Riparte e si consolida una massiccia e ampia azione di resistenza sociale, culturale, scientifica e politico-istituzionale dei Comitati No biomasse. “Si deve innanzitutto esaltare e ribadire la forza delle motivazioni tecnico-scientifiche alla base dell’accoglimento, da parte del Tar, del ricorso presentato dalla popolazione di Monticchio, contro l’approvazione della Regione Abruzzo del progetto di costruzione di questa Centrale a Biomasse – scrivono in una nota gli 8 firmatari del ricorso, l’associazione Terra dei figli e il Comitato No Biomassa – il Tar, nella sua autorevole sentenza, ha anche messo in luce la superficialità dell’ente  Regionale nell’approvazione che ha portato a ben 14 centrali. Intendiamo allargare le adesioni intorno alla vertenza e portare avanti un programma di iniziative tese all’interdizione, in qualunque modo, dell’intervento. Va, anzitutto ribadita l’obiezione preliminare alle millantate disponibilità di biomasse: senza la certezza dell’approvvigionamento per tutto il ciclo di vita dell’impianto vi è il concreto rischio che si faccia ricorso al Css, frazione organica dei rifiuti, o all’import di biomassa non controllata proveniente da chissà dove con l’aumento esponenziale dei rischi. Va, inoltre, sottolineato il contrasto con i più elementari principi di efficienza e con lo stesso Piano energetico regionale della Centrale perché l’80 % del calore creato è disperso. Né possono rassicurarci le promesse della M&D che dichiara che tale calore sarebbe recuperabile con progetto successivo e a carico dell’Ac.Resta poi insuperabile l’errata ed illegittima ubicazione della Centrale in zona alluvionale con un irrealizzabile locale a – 5 m dal piano campagna (per il palese contrasto con il Psda per tale questione,infatti, si è tornati a stigmatizzare l’elusivo silenzio dell’Autorità di Bacino e del Genio Civile regionale). Vanno quindi riproposte tutte le obiezioni procedurali sui “mancati pronunciamenti” endoprocedimentali e nella Conferenza di Servizio convocata dall’Araen, relativi alla verifica di compatibilità prescritta dal Piano paesistico e alla Valutazione di Incidenza (di competenza del Sindaco), all’autorizzazione del genio civile o dell’autorità di bacino per il rischio alluvionale, ai pareri degli Enti Parco e delle Amministrazioni Separate sulle aree di approvvigionamento di biomasse. Ad adiuvandum va ri-denunciata la più generale omissione istruttoria e di verifica sugli effetti cumulo a livello regionale: infatti , è vero che una centrale inferiore a 1 Mw può trovare una procedura semplificata, non può avvenire che questa procedura venga applicata 14 volte arrivando a far coincidere  i bacini di approvvigionamento e gli areali di rilascio dei fumi, per altrettante volte, con una palese sommatoria sia dei fumi e delle polveri che dell’esigenza di biomasse che arrivano a oltre 1milione 400 mila tonnellate l’anno (sicuramente indisponibile). Infine appare artificiosa l’obiezione fatta dalla Ditta nel ricorso sulla inammissibilità della Terra dei figli e degli altri ricorrenti per il non essere Associazioni nazionali e per la mancanza di vicinitas in quanto direttive comunitarie e integrazioni alla L. 241 hanno ampliato i termini di accesso e partecipazione alle procedure e i cittadini di Monticchio ed Onna sono possessori di terreni confinanti e, addirittura, hanno case, insediamenti commerciali e un centro sportivo/sociale adiacenti all’area di intervento. Per quanto sopra sintetizzato i comitati tornano a denunciare le omissioni procedurali e ad invitare le autorità ad intervenire in autotutela. Sollecitano la Regione e l’assessore competente  a dare seguito sia alla precedente mozione del consiglio comunale di L’Aquila che alla mozione  approvata, in consiglio regionale, per un provvedimento di moratoria di almeno un anno su tutti gli impianti ad energia alternativa e per una Valutazione dell’impatto sanitario (ambientale) del proposto impianto di Bazzano. In parallelo invitano alla mobilitazione comuni, associazioni, forze politiche e sindacali per una loro fattiva adesione tesa a combattere il devastante intervento energetico”. mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Bluff energetico delle biomasse. Inchiesta sulla centrale di Bazzano 16.08.2015

Imbroglio a biomassa. Ecco perché spuntano fuori centrali come funghi. Il caso San Buono 31.03.2015

Fucino chiama Abruzzo: tutti a Pescara martedì contro l’ecomostro Powercrop 22.03.2015

Approfondimenti

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