Orso e Tbc. “Informazioni non veritiere della Asl” chiarisce il Pnalm

Antonio Carrara Foto Maria Trozzi Report-age.com 2015
Antonio Carrara Foto Maria Trozzi

Pescasseroli (Aq). “Opinioni discutibili e fuori luogo” sono per Antonio Carrara, presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, le esternazioni del personale dell’azienda sanitaria . Carrara è costretto così a scendere in polemica quando invece vorrebbe semplicemente che si risolvesse, una volta per tutte, il problema del focolaio di Tubercolosi bovina che dal 2012 mette a rischio la sopravvivenza degli animali del Parco:  “Come ho già avuto modo di dire, non mi piace fare distinguo e polemizzare con altre istituzioni pubbliche perché ad esse i cittadini chiedono di risolvere i problemi non di rimpallarsi le responsabilità – introduce l’argomento il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo Antonio Carrara intervenuto per alcune necessarie precisazioni sul focolaio di Tubercolosi bovina presente in un’area del Parco e sull’area di protezione esterna.

“Evitando di polemizzare, ho ribadito alcune delle azioni necessarie per evitare che la Tbc possa trasmettersi agli orsi, come è già accaduto – sottolinea Carrara – Devo, mio malgrado, prendere atto che il direttore dei servizi veterinari della Asl dell’Aquila piuttosto che esercitarsi nel fornire le informazioni più precise, dettagliate e puntuali sulla vicenda, come la delicatezza della stessa avrebbe meritato, preferisce tirare il pallone sugli spalti e polemizzare direttamente con il Parco, fornendo informazioni non veritiere e attribuendogli posizioni mai espresse. Ero convinto che ai funzionari pubblici competesse dare attuazione a norme, regolamenti e piani di intervento decisi a livello nazionale e regionale e non esprimere opinioni discutibili e fuori luogo sull’operato del Parco. Prendo atto che non è così e questo mi costringe a fare alcune precisazioni:

  • Sostiene il Direttore della Asl che le relazioni del progetto life arctos “hanno volutamente” (sic!) sottovalutatoil monitoraggio della Tbc tra la fauna selvatica. Si tratta di un’affermazione grave e – in questo caso si può dire –  volutamente diffamatoria. E’ bene per tutti precisare che l’azione relativa al controllo sanitario è stata gestita dalla Regione Abruzzo che ha messo a disposizione di tutti alcune relazioni tecniche e una proposta di linee guida per un monitoraggio sanitario in linea con le esigenze di tutela dell’orso marsicano. Il monitoraggio sanitario, inoltre, è stato limitato alle prime 7 malattie non per scelta del Life Arctos, ma del Tavolo tecnico sanitario su richiesta del Ministero della Salute.
  • La Asl, così come i servizi veterinari, al contrario di quello che scrive il Direttore, è stata sempre invitata alle riunioni del tavolo tecnico sanitario presso il Ministero della salute.
  • Il giochetto di spostare l’attenzione sui selvatici in presenza di un focolaio di tbc su animali domestici lasciati al pascolo brado è del tutto fuorviante e inutile, basta leggere le relazioni del progetto life dove si segnala che un “dato fondamentale che può essere estrapolato dallostudio è rappresentato dall’elevato numero di specie, domestiche e selvatiche, in grado di condividere gli stessi patogeni”.
  • Si afferma che la fauna selvatica è infetta da TBC, se la si cerca. E’ possibile e verosimile, ma a parte l’Orsa deceduta, fino ad oggi sulla fauna selvatica morta e recuperata non è stato mai isolato l’agente della Tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis complex). Sono stati isolati altri Micobatteri (ne esistono tantissime specie, patogene e non), regolarmente segnalati dall’IZS, che ha fatto l’accertamento, alle ASL competenti.
  • Secondo il Direttore, il Parco dichiara di voler mitigare il conflitto con i residenti ma poi chiede lo stamping out e vuole cacciare e affamare gli allevatori. Orbene, è giusto che si sappia che il Parco, insieme al Sindaco di Gioia, ha sostenuto lo stamping out su indicazione della stessa ASL, in quanto dopo mesi e mesi non si riusciva a concludere i controlli sanitari pur in presenza di un focolaio di TBC. La stessa richiesta è stata condivisa dalla Regione Abruzzo e dal Ministero della salute. Tutti affamatori?
  • Il Parco vuole semplicemente che le attività zootecniche siano svolte nel rispetto delle regole e con pratiche compatibili con la presenza di un’area protetta, nell’interesse di tutti, a cominciare dagli allevatori, per i quali la presenza della TBC non è certamente un indicatore di qualità.

Le precisazioni sono doverose per evitare inutili polemiche e strumentalizzazioni, come è già avvenuto – conclude Carrara – L’ente parco è interessato a risolvere il problema, non a polemiche che finiscono per nasconderlo, e confida nella Regione Abruzzo che saprà mantenere gli impegni assunti per la tutela dell’orso marsicano”.

mariatrozzi77@gmail.com

Antonio Carrara
Antonio Carrara

Il Parco a Confagricoltura: confronto civile senza strumentalizzazioni

Scrive il Presidente del Pnalm, Antonio Carrara, in una nota: “Leggo una presa di posizione di Confagricoltura nella quale si chiede all’assessore Regionale all’Agricoltura, Dino Pepe, un tavolo di confronto, dichiarando la propria disponibilità a fare gioco di squadra per affrontare il problema della Tbc, che danneggia tutti, affinché la vicenda venga ricondotta nelle righe di un confronto civile dove ognuno si assuma le proprie responsabilità traendone le dovute conseguenze.  I propositi sono senz’altro buoni e condivisibili, ma per essere veri bisogna partire dai dati di fatto e non dalle strumentalizzazioni dei dati stessi o da singolari teorie.

  • I dati del progetto life arctos non dicono, come afferma Blasetti, che la tubercolosi era ampiamente diffusa tra i selvatici. Dove l’ha letto? I documenti del life dicono altro. Sulla base dei dati disponibili, peraltro frammentari e casuali, è stato verificato che tra i selvatici in più occasioni si è riscontrata la presenza di micobatteri. La presenza di micobatteri non significa TBC anche perché di micobatteri ne esistono molti e parecchi sono apatogeni.
  • A parte l’Orsa deceduta nel marzo scorso, fino ad oggi, sulla fauna selvatica morta e recuperata non è stato mai isolato l’agente della Tubercolosi.
  • Confagricoltura chiede di conoscere per quali motivi nel 2012 è stato omesso di denunciare la presenza di animali infetti. Non sono stati denunciati perché nessuno ha accertato la presenza di animali infetti. I dati dello studio sono stati diffusi e resi pubblici e sono da sempre consultabili sul sito di arctos: non si trattava di analisi sul campo ma di uno studio relativo ad anni precedenti su dati disponibili.
  • Tutte le analisi sulla fauna selvatica che il Parco ritiene utili e necessarie sono sempre fatte da istituti pubblici, quindi nessuno può nascondere nulla.
  • Gli studi fatti sul monitoraggio sanitario non sono stati fatti da “ambientalisti” ma da professionisti incaricati dalla Regione Abruzzo, cui faceva carico la realizzazione di quella specifica attività del progetto.
  • La teoria secondo la quale ci sia stato un disegno per danneggiare gli allevatori è davvero singolare e fantasiosa. Come si vede, è basata su presupposti del tutto inesistenti ed è del tutto illogica.

Per ricondurre la discussione su un giusto binario di confronto civile e produttivo sarebbe utile che parlassimo degli allevamenti che vengono condotti senza avere una stalla, con pascolo brado e incontrollato tutto l’anno, dove è difficile fare i controlli sanitari e tenere sotto controllo focolai di TBC quando questi emergono. Se a questo vogliamo aggiungere la necessità di un monitoraggio sanitario in linea con le esigenze di tutela dell’orso marsicano che coinvolga le popolazioni di selvatici, non solo siamo d’accordo, ma lo auspichiamo. In tanti impegnati a criticare il progetto life e nessuno che si sia accorto che le linee guida proposte andavano esattamente in questa direzione”.

Approfondimento

Selvatici vettori della Tbc? Non è così per gli ambientalisti preoccupati della riapertura al pascolo dell’area infetta 20.02.2015

Focolaio di tubercolosi nel Pnalm. Salviamo l’orso: ”Istituire zona infetta e intensificare i controlli” 16.02.2015

Pnalm. Carrara risponde all’allevatore e chiede chiarezza sui casi di Tbc bovina 29.10.2014

Pnalm: a caccia di mucche con Tbc per tutelare l’Orso bruno marsicano 29.09.2014

4 risposte a "Orso e Tbc. “Informazioni non veritiere della Asl” chiarisce il Pnalm"

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.