Elisuperficie. Il Dap fa marcia indietro e non autorizza la posa della prima pietra nella scuola di Fonte D’Amore

Polizia Penitenziaria scuolaSulmona (Aq). Gatta ci cova sul rinvio della presentazione del progetto dell’Elisuperficie da realizzare nella Scuola di Polizia penitenziaria di Fonte d’Amore, frazione di Sulmona.

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria avrebbe fatto marcia indietro sul progetto avviato con il precedente nulla osta del Dap e l’autorizzazione del ministero della giustizia. A qualcuno non piace che l’aviosuperficie sia realizzata a Sulmona? La posa della prima pietra è stata rinviata a data da destinarsi ed è imbarazzante, tirarsi indietro, proprio ora e dopo tutti gli annunci e i ringraziamenti. Sembrava cosa fatta per l’elisuperficie tanto da annunciare la presentazione del progetto nell’istituto alle falde del Morrone, programmata il 20 febbraio – alle ore 16 – presso l’aula maggiore Vincenzo Servello, e invece mancherebbe il decisivo del Dap che sembra abbia avuto un ripensamento proprio all’ultimo momento. Voci di corridoio, piuttosto attendibili, parlano di una nota della Direzione generale beni e servizi del dipartimento, giunta anche a Sulmona, il cui contenuto potrebbe riassumersi così: “Che ce ne facciamo di un’elisuperficie?” farebbe intendere il Dap quasi imperturbabile di fronte al fatto che la sopravvivenza di una valle che ospita un carcere ad Alta sicurezza, da quasi un secolo, potrebbe essere garantita proprio da una struttura come l’aviosuperficie destinata all’uso esclusivo degli elicotteri. Certo, un’area di atterraggio e decollo non sarebbe utile al Dap, ma all’entroterra intero finito sotto la mannaia della spending review, dove non ci sono mai i numeri per sopravvivere. Scuola e carcere fanno mica stato a parte? La struttura potrebbe controbilanciare la perdita di una miriade di altri servizi. Un esempio fra tutti? La chiusura del Punto nascita del Santissima Annunziata di Sulmona che non è leggenda, ma fatto di queste ore, ed è solo l’ultimo servizio di una lunga serie di spoliazioni in atto. L’elisuperficie servirebbe proprio a compensare perdite, imposte dall’alto, in campi delicati in cui si dovrebbe garantire il diritto alla vita ossia al soccorso immediato ed appropriato, alla cura, alla salute e alla serenità. Diritti che in aree sismiche come queste, quotidianamente sommerse dalle emergenze e minacciate da interventi devastanti, sono ormai privilegi. Inoltre la Scuola di Polizia penitenziaria avrebbe solo ospitato la struttura da utilizzare per garantire i servizi atti a far fronte alle emergenze e l’elisoccorso, insomma gestita dagli Enti territoriali, dalla Protezione civile, dai Vigili del fuoco e da altre organizzazioni utili alla comunità. In fondo, in fondo a che serve una elisuperficie in una scuola di Polizia penitenziaria che ospita tante matricole e dista poche centinaia di metri da un carcere ad alta sicurezza? Un segnale tanto negativo sarebbe sintomatico di un passaggio altrettanto negativo: la soppressione della scuola di formazione.

Annuncio del 2012 della Scuola di Polizia penitenziaria di Sulmona
2012 elenco scuole da sopprimere

A gennaio. Il sindaco di Sulmona  Giuseppe Ranalli e Roberto Rovello, Comandante della scuola della Polizia Penitenziaria di Fonte D’Amore avevano annunciato che l’istituto di formazione peligno era salvo dai tagli della Spending review perché il ministero della giustizia si era impegnato a mantenerlo e aveva dato campo libero al progetto dell’aviosuperficie per gli elicotteri. Così si diede voce al lungo elenco di attività da svolgere nella scuola che sembrava rinata: l’addestramento di 66 allievi del 169° corso sino a luglio, a marzo l’avvio del 170° e ancora l’aggiornamento per gli agenti già operativi. Senza un atto concreto però la scuola resta in bilico, segnalava Giuseppe Ninu, segretario regionale del Sappe, Sindacato autonomo Polizia penitenziaria, l’unico a far tornare con i piedi per terra. Ed è proprio vero, verba volant scripta manent, mancando un decreto definitivo che assicuri la permanenza della struttura di formazione del Dap, in valle Peligna la scuola è tuttora a rischio perché è nella lista nera delle soppressioni, quella che continua a dettare legge dal 2012, la minaccia insita nell’elenco degli istituti di formazione penitenziaria, da eliminare, colpisce soprattutto i comprensori Peligno e Sangrino. Di conseguenza e a chiare lettere, la scuola di formazione di Fonte d’Amore non è affatto al sicuro e nonostante annunci e proclami l’elisuperficie si sta rivelando una chimera.

mariatrozzi77@gmail.com

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