Tunnel del gasdotto Rete adriatica minaccerà le Sorgenti del Pescara

Metanodotto Snam Sorgenti del Pescara bacino imbrifero più grande d'Europa Report-age.com 2015
Foglio Ctr 369021 metanodotto Sulmona Foligno Bacino imbrifero Popoli

Popoli (Pe). Sono 48 pollici di diametro per il tubo che tira dritto, ad una profondità di 5 metri da Colle Pietro sino a Popoli e incombe sulle sorgenti del Pescara per trasportare il gas naturale destinato ai Paesi dell’Europa, l’Italia è ridotta a servitù di passaggio. In Abruzzo il mega tubone sprofonderà nelle viscere della terra per il tramite di un tunnel che attraverserà nientepopodimeno che  il  bacino imbrifero più grande d’Europa. E’ tutto indicato nel foglio CTR 369021 del progetto definitivo della Snam rete gas per il metanodotto Sulmona Foligno, è tutto lì alla luce del sole, in attesa della decisione definitiva per l’autorizzazione che dovrebbe essere presa il 24 febbraio se non sarà avanzata alcuna proposta significativa. La Regione prenderà tempo per un’alternativa al tracciato? Sveliamo i retroscena di alcuni segmenti del metanodotto che da Sulmona si collega a Foligno, uno dei 5 lotti funzionali all’anaconda occidentale di 687 km, dal diametro di circa 1 metro e 20, interrato a circa 5 metri di profondità che da Massafra (Taranto) arriva a Minerbio (Bologna)  attraversando 10 regioni.

Opera strategica di una multinazionale che fa le scarpe a tutti, non curante delle popolazioni, dei territori, dei parchi e delle aree protette intubati, degli usi civici, delle sorgenti e del bacino imbrifero più grande d’Europa, indifferente al rischio sismico insito nei territori attraversati dal tracciato della Rete adriatica e dei rischi potenziali che racchiude un’opera che attraversa l’intero Appennino. Può esplodere, di incidenti inclusi quelli di percorso ne sono stati registrati abbastanza, può incepparsi e inquina, considerando che alle emissioni che produrrà la centrale di compressione gas peligna si aggiungerà il problema dell’inversione termica che si registra in valle. Porte aperte al tubo anche a due passi dalle abitazioni in aree in cui è consentito sacrificare qualche vita perché si tratta di casolari isolati, perché non ci sono i grandi numeri dei punti di aggregazioni. In fine, in nome dello Sblocca Italia, l’opera assurge a divina provvidenza frutto della magnanimità della grande lobby messianica del gas che salverà l’Italia dal default. Il governo nazionale giù a convertire in legge un decreto fossile e ad accelerare i tempi per realizzare il tutto con la benedizione anche della Grecia. Sono davvero impressionanti le criticità del progetto e dato che si avvicina la Conferenza di servizi, programmata al Ministero dello Sviluppo Economico martedì 24 febbraio alle ore 10, per l’autorizzazione alla costruzione del gasdotto Sulmona–Foligno è meglio rinfrescarsi un tantino la memoria.

Il tracciato attraverserà aree a massimo rischio sismico, in Abruzzo sono quelle colpite dal sisma del 2009, ma alla Snam non sembra importare. La famigerata faglia del Morrone è ideale per il tubo, affare del secolo, e non sembra necessario considerare i rischi impliciti per realizzare un’opera che, di suo, ha già tanto da raccontare e ancora non sono da sottovalutare le possibili ripercussioni di un intervento che rasenta le sorgenti del Pescara e di un tunnel rimpinzato di metano che buca il bacino imbrifero più grande d’Europa sino a 60 metri di profondità.

Valle Reale foto MariaTrozzi Report-age.com 2015
Valle Reale Foto Maria Trozzi

Popoli, città delle acque e delle sorgenti, l’80% della popolazione vive e lavora grazie alla risorsa d’Acqua sacrificabile per un tunnel lungo oltre 1 km e mezzo (per l’esattezza 1,6 km) che precipiterà il gas naturale a 50, 60 metri di profondità, l’area delle sorgenti del Pescara è sfiorata dal tracciato e si aggiunge anche il rischio di compromettere i delicati equilibri del bacino imbrifero più grande d’Europa. Nella località si raccoglie una enorme quantità d’acqua, i dati del Comune confermano che 7 m³ d’acqua al secondo si raccolgono per il fiume Pescara e altri 3 m³ al secondo scorrono al San Callisto, sorgente che rifornisce l’intero abitato del comune. Non solo, l’acqua arriva anche dal Sirente Velino, dai monti Maiella e Gran Sasso. Inutile ogni sforzo fatto, sino ad ora, per convincere l’hub del gas a riconsiderare il tracciato ed evitare il tunnel per spostare il tutto là dove già esiste un altro passaggio del gas metano per un tubo di appena 24 pollici. Se il 48 pollici fosse piazzato parallelamente a quest’altro tubo, rispettando le distanze di sicurezza, il bacino imbrifero sarebbe salvo. Le sorgenti di Popoli sono  fonte di vita e di lavoro per migliaia di persone e centinaia di famiglie dell’entroterra abruzzese. Dalla Gran guizza (società che produce acqua minerale e bevande naturali e gassate) al suo indotto, allo stabilimento termale, agli alberghi,  dai vigneti di valle Reale ad altre piccole aziende agricole e vitivinicole che fra il Gran Sasso e la Majella ricavano in questa terra e grazie all’acqua i migliori frutti.

Ac Popoli contraria all'attraversamento Sulmona foligno Report-age.com 2015
Delibera di giunta

Difronte alle richieste dell’amministrazione che dice no alla galleria del tracciato e delibera offrendo un’alternativa alla Snam, la multinazionale non sente ragioni e tira dritto col tubone pur di non spendere un centesimo in più di quanto preventivato per la realizzazione del progetto. Fa orecchie da mercante e dopo gli inviti dell’amministrazione di Popoli la multinazionale ripresenta il progetto del metanodotto Sulmona Foligno con delle varianti che non risolvono in alcun modo il problema principale di questa località dell’entroterra le cui sorgenti sembrano un’inezia rispetto alla strategia nazionale fossilizzata sull’energia preistorica che inquina e distrugge.

La centrale di compressione da realizzare in valle Peligna è definita dalla Snam appendice del metanodotto, insisterà su un’area sismica di primo grado e sarà piazzata nel punto di accesso al Parco nazionale della Majella, occuperà circa 12 ettari di territorio (25 campi di calcio) in località Case Pente, 1/3 dell’impianto sarà impegnato da installazioni fuori terra, il rimante sarà sistemato a verde. L’area è già stata da tempo acquistata da Snam rete gas tramite accordi bonari con i proprietari. L’impianto di compressione del gas sarà costituito da 3 turbocompressori della potenza di circa 11 mw ciascuno, ognuno di essi comprende un compressore centrifugo azionato dal motore costituito da una turbina a gas a bassa emissione. L’impianto eseguirà la sola compressione del gas naturale senza alcun trattamento e include una serie di ausiliari per garantire il controllo automatico a distanza dell’esercizio dei turbogruppi con sistemi che ne consentono la regolazione e l’arresto. L’impianto prevede l’esercizio contemporaneo al massimo di 2 turbocompressori, lasciando il di scorta, sarà tutto automatizzato e il personale, in normale orario di lavoro, avrà semplici competenze manutentive. L’organico è costituito da 1 responsabile, 2 tecnici e 4 operatori specialisti. In tutto 7 posti di lavoro per l’operatività della centrale e non è detto che per le qualifiche necessarie si attingerà dalla domanda abruzzese di lavoro. I comitati aggiungono, ai problemi ambientali, il prevedibile inquinamento acustico.

gasdotto appenninico l'aquilano espropriatoIl metanodotto a L’Aquila.  E’ una vera e propria black list quella che elenca le 6 mila 547 particelle catastali che all’Aquila e in altri 12 comuni del cratere sismico stigmatizza i terreni sottratti alla comunità, espropriati e assoggettati a pesanti servitù per soddisfare gli appetiti della Snam nella parte del gasdotto che interessa il tratto Sulmona – Foligno (167 km  di lunghezza), pezzo importante del Brindisi Minerbio (670 Km) che si collega al Tap – Trans adriatic pipeline, lungo 870 Km. I tubi della Snam attraverseranno per 103 chilometri l’Abruzzo interno nelle aree classificate a massimo rischio sismico. Sono 1.885 particelle solo a L’Aquila e migliaia di cittadini vengono interessati dai provvedimenti di esproprio.

Rete adriatica fuori da sviluppo rurale, Piani parco e paesistico. E’ Il circolo Terre pubbliche a mettere in evidenza le singolari anomalie di moltissime particelle catastali per denunciare, una volta per tutte, che il progetto metanodotto Rete adriatica sarebbe in contrasto con il Piano paesistico, con il Programma di sviluppo rurale e con i Piani parco vigenti. Inoltre, l’intervento sarebbe in palese contrasto con le finalità di tutela del territorio agricolo:Gran parte delle particelle catastali indicate risultano di uso civico e quindi sottoposte alla particolare gestione dei comuni o delle amministrazioni separate. I comuni ed le Asbuc abruzzesi, sotto un profilo formale e sostanziale ai sensi della L. 1766/27 e della L.R. 25/88, hanno l’obbligo di tutelare il demanio civico frazionale. La fascia di terreni  soggetta al mutamento o alla concessione è di ben 40 metri di larghezza per chilometri di lunghezza e migliaia di ettari asserviti, con evidenti ripercussioni sulla unitarietà dei demani e sulla loro conduzione. L’accusa che il comitato rivolge alla Snam è che non ha attivato nessuna delle procedure necessarie e propedeutiche all’utilizzo dei terreni gravati da uso civico, la stessa ha addirittura erroneamente anticipato indennizzi a molti dei cittadini che li occuperebbero abusivamente. Il complesso delle aree ricadenti negli usi civici è ricompreso nel Progetto regionale Appennino parco d’Europa ed è perciò interessato dai programmi dei Distretti turistici montani. Insomma per gli ambientalisti di Terre pubbliche, così non facendo, l’ente territoriale ha fatto sì che queste stesse aree perdano ogni potenzialità di sviluppo agro silvo pastorale e  turistico, con notevoli e gravi danni per il già precario equilibrio economico. Per l’intervento sulle particelle indicate al punto precedente non vi è stata alcuna autorizzazione nelle forme previste dalla legge e neppure un provvedimento di sdemanializzazione _ denunciano gli ambientalisti nella nota _ Considerato quindi che il Servizio usi civici e la stessa Direzione territorio e ambiente della Regione sono stati sollecitati a intervenire per sospendere i lavori, la Regione deve assumere un propedeutico atto di autotutela e in conformità ai propri vigenti strumenti, alla propria Legge urbanistica e con specifico riferimento all’art. 6 L.R. 25/88, esprimere la propria contrarietà, come atto di indirizzo politico, in autotutela, all’Intesa di cui all’art. 81 e all’ autorizzazione di concessioni o mutamenti di destinazione, anche provvisoria o temporanea, dei terreni di uso civico ricadenti nel progetto del metanodotto Snam”. mariatrozzi77@gmail.com

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Archivio 14.01.2015

Popoli (Pe) dice No al metanodotto Sulmona-Foligno

Popoli (Pe). L’amministrazione comunale di Popoli è contraria all’attraversamento nel rpoprio territorio del metanodotto Sulmona-Foligno e con delibera di Giunta comunale n.269 del 15 dicembre 2014 ha espresso le motivazioni della propria contrarietà all’attraversamento del metanodotto Sulmona-Foligno progetto Dn 1200 (48”) DP 75 bar.

Ac Popoli contraria all'attraversamento Sulmona foligno Report-age.com 2015
Delibera di giunta

La delibera dell’esecutivo locale è stata inviata al ministero dello sviluppo economico quale osservazione per l’opera in questione. Tra i motivi addotti alla contrarietà al progetto del gasdotto l’Amministrazione di Popoli indica il fatto che il territorio della provincia di Pescara sarà gravato da servitù di passaggio e che i tubi interesseranno il bacino idrico più importante d’Europa come riserva di acque potabili, quello del Gran Sasso. Gli amministratori dunque percorreranno tutte le strade necessarie per opporsi al progetto.

Osservazioni al ministero entro il 17 gennaio.

Aggiornamenti

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