Casa di riposo della discordia, a pochi mesi dalle amministrative

Casa di cura Anni azzurri Foto2 Maria Trozzi 12.2.2015Introdacqua (Aq). Tanto per cominciare “La società che gestisce la casa di riposo chiusa e sequestrata ieri dai Nas di Pescara ha una ragione sociale diversa: Anni azzurri sas e non srl (società a responsabilità limitata ndr)” tengono a precisare quelli della società in accomandita semplice sulla vicenda della struttura abusiva. I carabinieri di Pescara hanno eseguito un provvedimento del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Paola Petti, deciso su richiesta del sostituto procuratore Stefano Iafolla. L’unico indagato, per il momento, è l’ex legale rappresentante, due i procedimenti penali contro di lui.

Casa di cura Anni azzurri Foto2 Maria Trozzi 12.2.2015L’attività nella residenza per anziani. La casa di  riposo di via Mandolella, a Cantone – Frazione di Introdacqua, parte a maggio 2011 quando la società Anni azzurri fa richiesta di autorizzazione al Comune di Introdacqua per avviare le attività di una casa protetta, spiegano i socil’allora rappresentante legale della società avanza richiesta anche alla Asl che rilascia l’autorizzazione per l’esercizio. L’amministrazione comunale però non si sente e non si vede, insomma non risponde anche quando, a novembre 2011, la società che gestisce la casa di riposo presenta una lista degli ospiti della struttura. Ancora una volta, gli amministratori della località montana, rimarrebbero a guardare. Così si va avanti con l’attività per ben 2 anni, gli anziani sono soddisfatti e tutto procede per il meglio. Per ascoltare la storia della residenza per anziani abusiva a Cantone si riuniscono anche i familiari degli ex ospiti, soddisfatti del servizio siano ad ora offerto dall’impresa.

Il 14 gennaio 2013 il Comune finalmente si desta dal torpore delle tante altre incombenze amministrative e si premura di informare la società Anni azzurri di non aver mai autorizzato l’esercizio dell’attività in un’area che, secondo il Piano regolatore (Prg), è indicata come zona residenziale quindi nessuna attività può esservi svolta. La stessa sensibilità che l’amministrazione mostra, d’un tratto, per la struttura non si riscontra per altra situazione che si è definita anche in un’altra area residenziale specifica dove è stata costruita una struttura ricettiva, per l’esattezza, di ristorazione, dove il Prg sembra un optional e non sarebbe recepito alla lettera, a parte qualche critica, così tutto scorre in quest’altro versante del territorio introdacquese e il ristorante oggi è in piena attività, non sembra avere problemi di sorta. Leggenda vuole che al centro del salone delle feste scorrerebbe persino la linea di confine tra 2 lotti, per quest’altra attività alleluia alleluia!

Contrasto tra disciplina e atti amministrativi. Il provvedimento del Comune viene impugnato al Tar dell’Aquila sollevando la questione che la disciplina normativa permetterebbe di realizzare una casa di riposo a condizioni che la struttura sembra rispettare, disposte dal decreto ministeriale 308 del 2011. Tra le tante questa: una residenza del genere deve essere ubicata in un centro abitato. L’area residenziale non lo è? In base alla classificazione del Prg di Introdacqua l’area è residenziale e nessuna attività commerciale vi può essere svolta. Soprattutto, nel ricorso al Tribunale amministrativo regionale dell’Aquila viene sottolineato che in virtù della legge 241 del ’90 vigerebbe la regola del silenzio assenso perché l’amministrazione non ha risposto né si è opposta, nel termine di 30 giorni, alla richiesta di  autorizzazione. Sembra non si sia fatta sentire per 2 anni. Il Tar non accoglie in riferimento alla richiesta di sospensiva, del provvedimento del comune, fatta dalla società. Sono 2 i procedimenti penali a carico dell’ex rappresentante legale della struttura che ha lasciato l’incarico i primi di dicembre dello scorso anno. L’imprenditore impegnato nel mercato del caro estinto deve rispondere dell’accusa di abuso edilizio, per l’esattezza avrebbe rimosso un muro divisorio in cartongesso nella struttura. “Questo sarebbe l’abuso” ironizzano i dipendenti della società, in tutto 6 inclusa l’infermiera impiegata nella struttura. L’ultimo mese del 2014 un altro procedimento penale si attiva nei confronti dell’imprenditore: Esercizio abusivo dell’attività.

Casa di cura Anni azzurri Foto2 Maria Trozzi 12.2.2015Accertamenti dei Nas. A novembre e dicembre dello scorso anno arrivano nella struttura i carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Pescara che durante un’ispezione  rilevano alcune irregolarità. In primis manca un bagno tra quelli necessari, ma la società spiega che il locale era adibito a stenditoio. La seconda anomalia si riscontrerebbe, a detta della società, per alcuni lettini che sarebbero troppo vicini ai balconi. Al tempo dei sopralluoghi i 2 anziani, oggi non autosufficienti, erano in buone condizioni e fino a ieri erano assistiti dal personale dell’Adi (Assistenza domiciliare integrata). Per questi anziani non era stato previsto il trasferimento in altre strutture specializzate da parte di alcun medico. In tutto gli ospiti della struttura erano 19, l’ultimo inquilino è stato allontanato dalla casa abusiva ieri alle ore 19. I dipendenti e i familiari degli anziani criticano aspramente il primo cittadino di Introdacqua, Giuseppe Giammarco,  che avrebbe inviato per il trasferimento di signore e signori un pulmino da 16 posti, privo di pedana mobile, accessibile solo per 4 anziani accompagnati da 2 infermiere. Il Comune ha dovuto quindi anticipare le spese, replica stamane il sindaco.  Gli altri ospiti si sono arrangiati alla meno peggio con i familiari e le ambulanze della Asl che hanno fatto la spola tutto il giorno.

Le soluzioni proposte. La prima soluzione proposta è stata una variante al Prg, ma il Comune è indisposto. La società Anni azzurri a gennaio 2013 ha chiesto di poter esercitare in un’altra struttura comunale di Introdacqua, sita nei pressi del palazzetto dello sport e costruita con fondi pubblici. Per l’esattezza, si tratta dei finanziamenti assegnati per realizzare i progetti di riqualificazione, tra questi quello presentato dall’amministrazione che, almeno ab origine,  doveva puntare alla realizzazione di un centro di aggregazione. A quanto pare però i locali che si sarebbero delineati davano l’impressione di una struttura diversa, erano dotati di termosifoni e impianti che potevano tranquillamente accogliere  anche una residenza per anziani. I soldi però sono finiti e, a detta del sindaco, nessuna azienda privata era intenzionata a gestire la struttura alle condizioni poste dal Comune, ma nemmeno l’ombra di un bando necessario, se del caso, per affidare l’immobile a dei privati. Nel frattempo, dei benefici risultanti dall’impiego dei fondi pubblici della riqualificazione giovano solo topi e ladri di appartamento che hanno sgraffignato di tutto, in quei locali che avrebbero dovuto accogliere il presunto centro di aggregazione, termosifoni inclusi.

Accesso agli atti.  Chiarire meglio la situazione sarà possibile, ma bisognerà attendere lunedì, nella notifica si contesta all’ex rappresentante della società l’Abusivo esercizio di una professione (art. 348 cp).

Il dettaglio.  Il Comune di Introdacqua e tra le tante realtà dell’entroterra che affilano le armi e si preparano alle amministrative 2015, la battaglia sembra essere appena cominciata.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Ritrovato dai forestali l’anziano scomparso ieri dalla casa di riposo 16.02.2015

Approfondimento

Casa di riposo abusiva ad Introdacqua (Aq) ospiti evacuati 12.02.2015

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