Tribunali e riforma giudiziaria. La questione di legittimità approda alla Consulta

Avezzano (Aq)“Il pronunciamento del Tar riapre concretamente la possibilità di mantenere aperto il nostro Tribunale” così dichiara il presidente dell’ordine degli avvocati del foro di Avezzano, Sandro Ranaldi messo a conoscenza del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale che dichiara illegittimo il decreto legislativo del governo nazionale che riforma la geografia giudiziaria del Paese. Tornano a sperare anche le altre sedi giudiziarie soppresse e quelle che in Abruzzo, in tutto 4, sono ancora da chiudere. 

la senatrice Pelino, il sindaco Ranalli e il sottosegretario Legnini
Da sinistra: Pelino, Ranalli e Legnini

Il dispositivo 15512012, secondo il Tar Abruzzo “contrasta con l’articolo 76 della Costituzione, a causa della violazione dell’art. 1, comma 5 bis, L. 14812011 e della mancata considerazione del parere espresso dalle Commissioni giustizia di camera e senato con riferimento al termine per l’esercizio della delega”. Parliamo del provvedimento adottato dall’esecutivo nazionale per la riforma della geografia giudiziaria che ha portato alla soppressione di 31 tribunali (vedi l’elenco); 31 procure (vedi l’elenco); 220 sezioni distaccate di tribunale e 667 uffici dei giudici di pace (vedi D.Lgs. n. 156/2012) in tutta Italia.

Il Tribunale amministrativo regionale d’Abruzzo ha così accolto la richiesta di sospensione del procedimento presentata dai dipendenti del tribunale e dall’ordine degli avvocati di Avezzano rappresentati dagli avvocati Evelina Torrelli, Roberlo Di Pietro, Herbert Simone e Mario Petrella. Gli atti saranno rimessi alla Corte costituzionale che dovrà valutare la legittimità della legge “avendo ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della legge di riforma della geografia giudiziaria nella parte in cui ha disposto la soppressione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Avezzano”. Ai 4 tribunali abruzzesi (Lanciano e Vasto, in provincia di Chieti, Sulmona e Avezzano, in provincia dell’Aquila) graziati dalla soppressione, ma solo per effetto di una proroga resa necessaria per la riorganizzazione della giustizia abruzzese post sisma, restano purtroppo appena 3 anni di vita e il provvedimento del Tar è comunque estendibile a tutte le realtà giudiziarie italiane cancellate da settembre 2013. Nessuna falsa illusione però, si tratta dello stesso organo di garanzia costituzionale che con sentenza del 27 gennaio 2015, n. 5  ha dichiarato l’inammissibilità dei 3 quesiti referendari indirizzata all’abrogazione di alcune parti del comma 1 dell’articolo 1 del Decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 recante Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148.

Sui quesiti referendari relativi alla riorganizzazione delle sedi giudiziarie. Secondo la sentenza pronunciata dalla Consulta, le 3 richieste di referendum popolare sono inammissibili perché sono dirette allo scopo della reviviscenza, in tutto (1° quesito) o in parte (2° e 3° quesito), delle disposizioni che prevedevano gli uffici giudiziari soppressi, nonché di quelle (3° quesito) che stabilivano i circondari dei tribunali soppressi ‒ e, quindi, al ripristino dei detti uffici e circondari ‒ scopo che non può essere conseguito mediante lo strumento referendario. La terza richiesta referendaria è inammissibile anche perché, là dove ha ad oggetto il comma 3 dell’art. 1 del d.lgs. n. 14/2014 e l’Allegato II allo stesso decreto “nella parte in cui hanno sostituito la tabella A del Regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, limitatamente alla parte in cui quest’ultimo prevedeva i circondari dei tribunali di Acqui Terme, Alba, Ariano Irpino, Avezzano, Bassano del Grappa, Camerino, Casale Monferrato, Chiavari, Crema, Lanciano, Lucera, Melfi, Mistretta, Modica, Mondovì, Montepulciano, Nicosia, Orvieto, Pinerolo, Rossano, Sala Consilina, Saluzzo, Sanremo, Sant’Angelo dei Lombardi, Sulmona, Tolmezzo, Tortona, Vasto, Vigevano, Voghera” non indica il testo letterale delle parti delle dette disposizioni delle quali è proposta l’abrogazione ‒ come è invece richiesto dall’art. 27, terzo comma, della legge n. 352 del 1970 ‒ ma soltanto significati normativi, da queste espressi, oggetto della richiesta abrogativa.

La proroga per i tribunali minori abruzzesi. La riforma delle circoscrizioni giudiziarie, complice il terremoto del 2009, in Abruzzo si è arenata a settembre 2013. Le sedi giudiziarie, appese ad un filo, saranno operative almeno fino al 2018 grazie all’approvazione definitiva, in Senato, del Decreto milleproroghe. Il 26 gennaio 2014 infatti è approvata la legge per la proroga dell’attuazione della riforma dei tribunali di Avezzano, Sulmona, in provincia di L’Aquila e Lanciano e Vasto, in provincia di Chieti. la proroga è contenuta nell’articolo 3 bis per agevolare la ricostruzione in Abruzzo dopo la terribile esperienza del sisma del 6 aprile 2009 che distrusse gran parte della città capoluogo di Rregione e mise in ginocchio l’intera regione.

mariatrozzi77@gmail.com

News del 18.02.2015

D’ALFONSO FIRMA INTESA CON TRIBUNALE DI AVEZZANO PER DISTACCARE PERSONALE  E SOPPERIRE ALLA CARENZA DI DIPENDENTI NELLA SEDE GIUDIZIARIA 

Il Presidente della Giunta, Luciano D’Alfonso e il Presidente del Tribunale di Avezzano, Eugenio Forgillo, firmeranno domani un protocollo d’intesa per una collaborazione interistituzionale con finalità di interesse reciproco. L’incontro è previsto, alle 9.30 al Tribunale di Avezzano nella sala del Presidente. Si tratta di un accordo per distaccare personale regionale presso il Tribunale di Avezzano e sopperire alla grave carenza di dipendenti amministrativi. Sarà presente anche il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio.

2 risposte a "Tribunali e riforma giudiziaria. La questione di legittimità approda alla Consulta"

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