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Mal’Aria dossier: Pescara al 35°, Teramo

Mal’Aria di città è il dossier annuale sull’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane a cura di Legambiente. Per il 2016, nemmeno a dirlo, aria sempre più irrespirabile in Italia, nel 2015 con 48 città sono fuorilegge per il livello di Pm10 (particolato) alle stelle. In Abruzzo Pescara è al 35° posto in classifica per il superamento della soglia minima delle polveri sottili, Teramo sfora con  7 giorni di superamento e L’Aquila 2, dati che lo scorso anno non era possibile recuperare. “Per contrastare lo smog serve una strategia nazionale per la qualità dell’aria e un piano per la mobilità nuova” propone Legambiente.

Aggiornamento

Città soffocate e avvolte dallo smog. Anche il 2015 per l’aria respirata nei centri urbani è stato un anno da “codice rosso”, segnato da un’emergenza smog sempre più cronica. Milano avvolta in una cappa che la fa somigliare a Pechino, la Pianura Padana coperta da un manto di nebbia e smog. Anche l’Abruzzo ha le sue criticità con Pescara al 35° posto nella classifica dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili in un anno. Nel caso specifico si è trattato della centralina di via Sacco con 50 giorni di superamento. E’ quanto emerge dai dati scientifici di Mal’Aria di città 2016, il dossier annuale di Legambiente. L’aria diventa sempre più irrespirabile a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili, dell’ozono e del biossido di azoto che causano, tra l’altro, danni alla salute dei cittadini e all’ambiente circostante. Delle 90 città monitorate dall’associazione ambientalista nella campagna PM10 ti tengo d’occhio, nel 2015 ben 48 (il 53%), hanno superato il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti di Pm10. Le situazioni più critiche si sono registrate a Frosinone che guida anche quest’anno la classifica dei capoluoghi di provincia dove i giorni di superamento nel 2015 sono stati 115; seguita da Pavia con 114 giorni, Vicenza con 110, Milano con 101, Torino con 99, Pescara, come detto è al 35° posto con 50 giorni di superamento. Il Veneto è la regione con la più alta percentuale di centraline urbane monitorate ad aver superato il limite dei 35 giorni consentiti (92%). Per quanto riguarda gli altri inquinanti, PM2,5, ozono troposferico, e ossidi di Azoto, il bilancio è relativo al 2014. Per il PM2,5 i capoluoghi di provincia Monza, Milano e Cremona hanno superato il limite del valore obiettivo di 25 µg/m3 di PM2,5 (erano 11 le città nel 2013 e 15 nel 2012). Per gli ossidi di Azoto, sempre nel 2014, sono 11 i capoluoghi di provincia sui 93 monitorati (il 12%) che hanno superato il limite normativo (La Spezia, Torino, Roma, Milano, Trieste, Palermo, Como, Bologna, Napoli, Salerno, Novara). Dati poco rassicuranti riguardano invece dall’Ozono: un terzo dei capoluoghi di provincia monitorati (28 su 86) ha superato il limite dei 25 giorni (dati 2014). Prime in classifica Genova e Rimini con 64 giorni di superamento.

In Abruzzo Teramo ha registrato 7 giorni di superamento, L’Aquila 2. Per contrastare in maniera efficace l’inquinamento atmosferico, è indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto sul ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini. Oggi l’Italia continua ad avere il record per numero di auto per abitante: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti della città di Roma o ai 67 di Catania, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi. Per l’associazione ambientalista è perciò indispensabile una strategia nazionale per la qualità dell’aria e un piano per la mobilità in città, accompagnato da studi accurati sulle fonti di emissione, eseguiti a scala locale e urbana, per pianificare le giuste politiche di intervento. “I dati riportano ancora una volta la pessima situazione di Pescara – dichiara Giuseppe Di Marco, Presidente di Legambiente Abruzzo – è arrivato il momento di affrontare il problema con delle soluzioni a lungo termine che tengano conto non solo dell’assetto della mobilità cittadina, ma anche delle criticità legate alle attività produttive come il sansificio che hanno creato disagi e preoccupazione. Non è accettabile che davanti a questa situazione ormai cornica ci sia un comune fragile che come dimostrato nel caso delle targhe alterne, per quanto non sia stata la soluzione più auspicabile, ha fatto un passo indietro dopo una sola settimana dal provvedimento. Ci auguriamo che nel consiglio comunale straordinario in programma a Pescara per il primo febbraio sullo smog vengano prese decisioni lungimiranti e attente”. “L’emergenza smog – dichiara Rossella Muroni, la presidente nazionale di Legambiente – difficilmente si potrà risolvere con interventi sporadici che di solito le amministrazioni propongono in fase d’emergenza tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis, come avviene attualmente in gran parte delle città italiane. Per uscire dalla morsa dell’inquinamento è fondamentale che il Governo assuma un ruolo guida facendo scelte e interventi coraggiosi, mettendo al centro le aree urbane e la mobilità sostenibile, impegnandosi per approvare a livello europeo, normative stringenti e vincolanti, abbandonando una volta per tutte le fonti fossili e replicando quelle esperienze anti-smog virtuose messe già in atto in molti comuni italiani in termini di mobilità sostenibile, efficienza energetica e verde urbano. Il protocollo firmato lo scorso 30 dicembre – continua Muroni – tra ministero dell’ambiente, rappresentanti di comuni e regioni, non è stato all’altezza del problema e il rischio è che si rincorra sempre l’emergenza senza arrivare a risultati concreti e di lunga durata. Per questo è urgente e indispensabile che l’Italia adotti un piano nazionale per la mobilità urbana, dotato di risorse economiche, obiettivi misurabili e declinabili. La priorità deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui devono essere vincolate da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture, da destinare alle città, dove si svolge la sfida più importante in termini di rigenerazione urbana e di vivibilità”.

 

Mal’aria 2016 – Confrontando i dati del 2015 con quelli raccolti da Legambiente negli ultimi anni, emerge come per il Pm10 il numero di città che ha superato il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti (48 nel 2015) sia in linea con la media del numero di città fuorilegge degli ultimi anni (48 di media dal 2009 ad oggi). Inoltre le città coinvolte sono quasi sempre le stesse: ben 66 infatti compaiono almeno una volta nella classifica dei capoluoghi che hanno superato i 35 giorni ammessi e di queste ben 27 (il 41%) lo ha fatto sistematicamente 7 anni su 7. Pescara ha superato il limite tutti e 7 gli anni, Teramo un anno su 7. Numeri che si trasformano in rilevanti impatti sulla salute: ogni anno l’inquinamento dell’aria causa oltre 400 mila morti premature nei paesi dell’Unione Europea. Fra questi, l’Italia ha uno dei peggiori bilanci in Europa: la Penisola detiene il record di morti per smog con 59 mila 500 decessi prematuri per il Pm2,5 – 3 mila 300 per l’Ozono e 21 mila 600 per gli NOx nel solo 2012 (Dati Agenzia Europea dell’ambiente). Stime che potrebbero crescere esponenzialmente se come valori limite di riferimento per gli inquinanti si prendessero quelli consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; in base a questi valori dell’OMS, la percentuale di popolazione in ambiente urbano esposta a concentrazioni di polveri sottili dannose per la salute salirebbe dall’attuale 12% a circa il 90%; per l’Ozono si passerebbe dall’attuale 14-15% al 97-98%.  Legambiente ricorda poi che i danni alla salute della popolazione si traducono in costi economici dovuti alle cure sanitarie, che nella Penisola si stimano tra i 47 e 142 miliardi di euro l’anno (dati riferiti al 2010). Ci sono poi i danni economici legati al mancato rispetto delle norme italiane ed europee sulla qualità dell’aria. Sono due le procedure d’infrazione contro il Belpaese, entrambe nella fase di messa in mora. La prima, la 2014_2047, avviata nel luglio 2014 riguarda la “cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e il superamento dei valori limite di PM10 in Italia”; mentre la seconda, la 2015_2043, avviata nel maggio 2015 riguarda “l’applicazione della direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria ambiente ed in particolare obbligo di rispettare i livelli di biossido di azoto (NO2)”. Aria sempre più irrespirabile, ma anche città sempre più rumorose. Legambiente ricorda che in Italia sono quasi sei milioni (il 10% della popolazione) i cittadini esposti, negli ambiti considerati, al rumore prodotto dal traffico stradale a livelli giornalieri inaccettabili secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le persone esposte, invece, ad elevati livelli di inquiamento acustico durante la notte sono quasi cinque milioni. La risposta a questa situazione è però ancora del tutto insufficiente. Non per nulla l’Italia è in procedura d’infrazione, in stato di messa in mora, per il mancato rispetto della normativa comunitaria relativa ai livelli di inquinamento acustico, la Direttiva 2002/49/CE. Proposte – Tra le altre proposte che Legambiente rilancia a Governo, Regioni e amministrazioni locali, per liberare le città dallo smog e renderle più vivibili ci sono: quella di incrementare il trasporto su ferro con 1000 treni per i pendolari; incentivare la mobilità sostenibile attraverso, 100 strade per la ciclabilità urbana, realizzando un primo pacchetto di nuove corsie ciclabili all’interno dell’area urbana. Limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello di Parigi. Ed ancora prevedere, con una disposizione nazionale, l’estensione del modello dell’Area C milanese a tutte le grandi città con una differente politica tariffaria sulla sosta, i cui ricavi siano interamente vincolati all’efficientamento del trasporto pubblico locale. Fermare i sussidi all’autotrasporto per migliorare il TPL. (Nella legge di stabilità 2016 i sussidi all’autotrasporto sono 3miliardi di esonero sull’accisa e 250milioni di sconti su pedaggi autostradali). Vietare l’uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Ridurre l’inquinamento industriale applicando autorizzazioni integrate ambientali (AIA) stringenti e rendere il sistema del controllo pubblico più efficace con l’approvazione della legge sul sistema delle Agenzie regionali protezione ambiente ferma al Senato da oltre un anno. Infine servononuovi controlli sulle emissioni reali delle auto.

Il Dossier in pdf

Dossier sul sito di Legambiente

PM10 ti tengo d’occhio 2015: la classifica dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili in un anno; il Dlgs 155/2010 prevede un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 μg/m3.

Capoluogo di Provincia

(centralina peggiore)

Giorni di

superamento

2015

Capoluogo di Provincia

(centralina peggiore)

Giorni di

superamento

2015

1 Frosinone (Scalo) 115 25 Roma (Cinecittà) 65
2 Pavia (Piazza Minerva) 114 26 Verona (Borgo Milano) 65
3 Vicenza (Quartiere Italia) 110 27 Como (Viale Cattaneo) 64
4 Milano (Senato) 101 28 Piacenza (Giordani – Farnese) 61
5 Torino (Rebaudengo) 99 29 Rimini (Flaminia) 59
6 Asti (Baussano) 92 30 Caserta (Scuola De Amicis) 58
7 Cremona (via Fatebenefratelli) 92 31 Ferrara (Isonzo) 55
8 Venezia (Mestre-Via Beccaria) 91 32 Modena (Giardini) 55
9 Lodi (Viale Vignati) 90 33 Lucca (Micheletto) 52
10 Monza (via Machiavelli) 88 34 Avellino (Scuola V Circolo) 50
11 Padova (Mandria) 88 35 Pescara (Via Sacco) 50
12 Treviso (Via Lancieri di Novara) 85 36 Novara (Verdi) 47
13 Alessandria (D’Annunzio) 84 37 Biella (Lamarmora) 46
14 Brescia (Villaggio Sereno) 84 38 Pesaro (Via Scarpellini) 45
15 Vercelli (Gastaldi) 82 39 Pordenone (Centro) 44
16 Bergamo (via Garibaldi) 80 40 Ravenna (Caorle) 42
17 Mantova (Tridolino) 80 41 Varese (Via Copelli) 41
18 Napoli (Via Argine)

Dossier 2014

Pescara al 27° posto, L’Aquila e Chieti non pervenute

Pescara. La situazione è davvero critica in Italia, nell’area padana soprattutto, ma in generale in tutte le grandi città del Centro Sud si superano i limiti, l’inquinamento è una costante, è evidente dagli esiti del monitoraggio svolto da Legambiente. L’abruzzo non fa eccezione, ad esempio Pescara è al 27° posto con 43 giorni di concentrazioni di polveri oltre i livelli accettabili. Restano invece sconosciuti i dati sui livelli di inquinamento nel Capoluogo di regione, dell’Aquila, e quelli relativi alla concentrazione di PM10, su Chieti, non sono aggiornati al 2014. A parte il capoluogo adriatico, non sono pervenuti dunque i dati dell’inquinamento per le altre città abruzzesi e si resta comunque senza fiato a leggere il dossier Mal’aria 2015 di Legambiente.

Siamo solo alla fine di gennaio, ma la situazione dell’inquinamento atmosferico del 2015 appare già fuori controllo. In 32 capoluoghi sono stati registrati, dall’inizio dell’anno a oggi, 10 giorni di superamento della soglia massima giornaliera consentita di Pm10 e in 14 si è registrato un superamento, ovvero un giorno su 2. Tra queste città  troviamo  i principali centri urbani dell’area padana e alcune grandi città del Centro Sud, come Roma e Napoli. Ad aprire la classifica delle città più colpite dalle polveri sottili del 2015 ci sono Frosinone e Parma con 20 giorni di superamento del limite. Un dato in linea con l’anno appena concluso, come dimostrano i dati relativi al 2014 sull’inquinamento atmosferico derivante dalle polveri sottili, dall’Ozono troposferico e dagli Ossidi di azoto nelle città. Dal monitoraggio fatto dalla campagna di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”, infatti, nel 2014 sono risultati 33 su 88 i capoluoghi (il 37% di quelli monitorati) in cui almeno una centralina di monitoraggio urbana ha superato il limite di 35 giorni oltre la soglia massima ammissibile per il Pm10. Al primo posto Frosinone con 110 giorni di superamento, seguito da Alessandria, 85 giorni, e al terzo posto a pari merito Torino, Vicenza e Benevento (77 giorni). Anche l’Abruzzo non è risparmiato: Pescara si trova al 27° posto in classifica con 43 giorni di superamento del limite, 4 giorni in più rispetto al 2013 quando la città adriatica occupava il 33° posto in classifica.

Mal'Aria Legambiente Report-age.com 2015Per gli altri inquinanti il bilancio è relativo al 2013, ultimo anno per cui è stato possibile reperire i dati a livello nazionale: sono 11 su 63 (il 21%) le città in cui sono stati superati i limiti previsti per il PM 2,5 (26 mg/mc come media annuale), tra queste non ci sono città abruzzesi; situazione critica anche per il biossido di azoto dove il 18% (15 capoluoghi, non abruzzesi) sono risultati fuori dal limite medio annuo e decisamente più critica la situazione relativa all’ozono troposferico (O3) in cui il 59% delle città monitorate (50 su 86) ha superato i 25 giorni previsti dalla legge.

Anche se si registra un miglioramento dell’inquinamento atmosferico nelle nostre città e una riduzione nelle emissioni di alcuni inquinanti negli ultimi anni, i livelli di esposizione dei cittadini rimangono elevati e spesso ancora ben oltre le soglie consentite dalla normativa. La cattiva qualità dell’aria nelle aree urbane inoltre è alla base di una procedura d’infrazione relativa alla mancata applicazione della direttiva 2008/50/CE aperta nel luglio scorso. Eppure l’Italia era stata già stata condannata tre anni fa relativamente ai superamenti di PM10 per il periodo 2006-2007 in 55 diverse zone e agglomerati italiani. Nonostante ciò, 13 delle 55 aree già condannate hanno continuato a superare costantemente i limiti per il PM10 anche nel periodo 2008-2012 e si ritrovano di nuovo sotto indagine insieme ad altre 6 nuove zone. E’ quanto mai evidente la necessità di un urgente e decisivo piano di intervento che vada finalmente a incidere sulle politiche relative alle fonti di inquinamento – ha dichiarato il Presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco – Le cause si conoscono, occorrono volontà politica e strumenti adatti. Il tema della mobilità sostenibile è strategico all’interno delle soluzioni da mettere in campo”.

In Europa il nostro paese vanta il triste primato delle morti premature dovute ad inquinamento da ozono (“Rapporto sulla Qualità dell’aria 2014” redatto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente): circa 3.400 vittime all’anno (dato relativo al 2011), mentre  per quanto riguarda le morti premature dovute alle polveri sottili (Pm2,5), nello stesso anno ci siamo attestati al secondo posto con circa 64 mila vittime, dietro solo alla Germania. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea l’inquinamento atmosferico in Europa ha causato oltre 400 mila morti premature con costi ingentissimi per i vari sistemi sanitari che oscillano tra i 330 e i 940 miliardi di euro all’anno. Ad ulteriore conferma dell’impatto sanitario arriva anche la decisione dello Iarc (l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro) di inserire l’esposizione all’inquinamento dell’aria, e in particolare ad elevati livelli di particolato atmosferico, come cancerogeno di gruppo 1.

“A livello europeo sarà determinante l’approvazione del pacchetto europeo sulla qualità dell’aria presentato a fine 2013 – prosegue Di Marco – che rischiava di essere cancellato dalle priorità del parlamento, ma che, grazie anche all’azione congiunta di tante associazioni, comitati e cittadini, è tornato al centro della discussione. Uno strumento che, seppur migliorabile in alcuni aspetti, come specificano le proposte riportate nel presente dossier, porterebbe a livello europeo alla riduzione di 58mila morti premature ed a benefici economici stimabili in 40 – 140 miliardi di euro per anno”. Non è il solo genere di inquinamento che preoccupa i Paesi europei, quasi il 20% della popolazione dell’Unione europea (oltre 125 milioni di persone) è sottoposta a livelli di inquinamento acustico inaccettabili e per lo più derivanti dal traffico. Su questo l’Italia sconta l’apertura di un’altra procedura di infrazione, specifica, avviata ad aprile 2013 ed in fase di messa in mora. L’inadempienza riguarda l’incompletezza dei dati forniti sulla mappatura del territorio, dei piani di azione per la riduzione dell’inquinamento da rumore e l’inadeguatezza della comunicazione ai cittadini, previsti dalla normativa.

Per PM10 ti tengo d’occhio 2014 sono stati monitorati 87 capoluoghi di provincia, l’anno scorso, raccogliendo i dati Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) delle Regioni o delle Province, laddove disponibili on line (per tutti i capoluoghi della Calabria, della Sicilia ad eccezione di Catania e Palermo.

Per le città dell’Aquila, Chieti ed Imperia infatti non è stato possibile risalire ai dati aggiornati a fine 2014). Degli 88 capoluoghi monitorati quelli che hanno registrato superamenti del limite in almeno una delle centraline urbane sono stati 33, il 37%.

Capoluogo di Provincia(centralina peggiore) Giorni disuperamento2014 Capoluogo di Provincia(centralina peggiore) Giorni disuperamento2014
1 Frosinone (Scalo) 110 18 Padova (Arcella) 56
2 Alessandria (D’Annunzio) 86 19 Bergamo (Via Garibaldi) 56
3 Vicenza (Quartiere Italia) 77 20 Terni (Le Grazie) 55
4 Torino (Grassi) 77 21 Monza (Via Machiavelli) 55
5 Benevento (Ospedale Civili Riuniti) 77 22 Rimini (Flaminia) 52
6 Lodi (S. Alberto) 71 23 Reggio Emilia (Timavo) 50
7 Cremona (Fatebenefratelli) 71 24 Brescia (Villaggio Sereno) 50
8 Avellino (Ospedale Moscati) 69 25 Rovigo (Centro) 47
9 Milano (Pascal Città Studi) 68 26 Caserta (Scuola De Amicis) 45
10 Venezia (Via Beccaria) 66 27 Pescara (Viale Bovio) 43
11 Asti (Baussano) 66 28 Roma (Tiburtina) 43
12 Palermo (Di Blasi) 65 29 Verona (Borgo Milano) 43
13 Pavia (Piazza Minerva) 64 30 Napoli (Policlinico) 40
14 Parma (Montebello) 61 31 Piacenza (Giordani-Farnese) 38
15 Mantova (Via Ariosto) 59 32 Cagliari (CENCA1) 36
16 Treviso (Via Lancieri di Novara) 58 33 Modena (Giardini) 36
17 Siracusa (Viale Teracati) 57

 Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa o Regioni

E’ interessante notare come Frosinone superi il limite addirittura di tre volte, Alessandria di due volte e mezza, Benevento Vicenza Torino Lodi e Cremona sono oltre il doppio dei giorni consentiti mentre Avellino, Milano, Venezia e Asti non lo doppiano per poco. Tra le situazioni più preoccupanti relativamente al PM10, va segnalato come in Veneto il 92% delle centraline urbane monitorate abbiano superato il limite dei 35 giorni consentiti; in Lombardia il 68% delle centraline urbane ha superato il limite, in Piemonte il 50%, in Campania il 44%, mentre nel Lazio e in Emilia Romagna, si è avuta la stessa situazione rispettivamente per il 33% e 30% delle centraline.

Malaria 2015 Dossier

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio ed approfondimento

Report-age.com 2015

Mal’aria 2012, lo studio annuale sull’inquinamento atmosferico, reso noto oggi che non è per niente incoraggiante. E anche questo, lo sapevamo già. Lo dimostrano gli ultimi provvedimenti attuati a Roma, con le targhe alterne, e a Milano, con l’Area C. Ma la situazione non va di certo verso il miglioramento.

Polveri sottili, nel 2011, secondo Legambiente, il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati non ha rispettato il limite consentito di superamenti della soglia di Pm10. Più 12% dell’anno precedente.

Torino al primo posto per il superamento dei limiti e poi Milano e Verona, rispettivamente  con 158, 131 e 130 superamenti registrati nella centralina peggiore di ognuna delle 3 città. Non si tratta solo di superamento dei livelli consentiti, ma anche della dimensione, sempre più elevata. Nel 2011 la classifica di Legambiente PM10 ti tengo d’occhio, sulle 82 città monitorate, 55 hanno esaurito i 35 superamenti all’anno previsti dal limite di legge giornaliero per la protezione umana del PM10 ossia 50 µg/m3. Le aree peggiori sono quelli della pianura Padana, i capoluoghi della Lombardia hanno superato tutti il limite dei 35 giorni. In Piemontesi salva solo Verbania, in Veneto è salva Belluno, in Emilia Romagna, se la cava Cesena ed in Friuli Venezia Giulia la scampa solo ed esclusivamente Gorizia.

Sempre di più, rispetto all’anno precedente, i giorni in cui nelle città italiane esaminate dal dossier, sono stati superati i limiti. In 13 centri sono stati registrati oltre 100 superamenti del limite di protezione della salute umana e ben 29 hanno superato di due volte il limite annuale dei 35 giorni fuorilegge. Un esempio? Torino. Il capoluogo piemontese ha già esaurito il proprio “bonus” per i prossimi tre anni e mezzo, mentre Milano e Verona per due anni e otto mesi. Unica nota positiva è la diminuzione delle città che hanno superato più di 25 volte il valore giornaliero dell’ozono, ma c’è poco da stare allegri se sono 18 le località in cui gli sforamenti sono più del doppio di quelli concessi. Addirittura il triplo a Lecco, Mantova e Novara.

Aggiornamenti

Lo smog uccide: 30mila decessi per inquinamento da polveri sottili in Italia 22.12.2015

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