Vasto territorio di Mafia in Abruzzo

Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario all’Aquila, la città di Vasto (Ch) viene indicata come territorio a rischio dal presidente della Corte d’appello Stefano Schirò. In un convegno, tenuto proprio a Vasto lo stesso giorno e nelle stesse ore, Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia, si confronta con centinaia di studenti vastesi, residenti dunque in una località a forte rischio di infiltrazioni e con presenze criminali di alto livello.

Schirò nel capoluogo di regione ha ribadito che Vasto è territorio a rischio sia per la sua vicinanza ad aree a più alta concentrazione malavitosa, sia per l’insediamento, in paesi del circondario, di esponenti della camorra più chiaro di così non poteva essere. Nel frattempo, all’Istituto tecnico commerciale Palizzi di Vasto si parlava di varie questioni nazionali, approfittando della presenza del presidente della Commissione antimafia main questa occasione  Vasto non è mai stata nominata come territorio a rischio così come nulla è stato riferito delle presenze mafiose in Abruzzo.

In quella stessa aula, oggi affollata da altri studenti, nel 1997 fu il procuratore generale Bruno Tarquini a chiarire che la  fase di rischio  è ormai superata e si può parlare di una vera e propria  emergenza criminalità  determinata dall’ingresso di clan campani e pugliesi anche nel tessuto economico. Il discorso calza per Vasto. Non mancano i riferimenti della Bindi ai rischi che sta correndo Nino Di Matteo su cui è importante che si accendano i riflettori come per altri giudici impegnati nella Procura di Palermo. Un accenno alla scomunica papale contro le mafie e alla difesa della Costituzione che qualcuno dello stesso versante politico potrebbe progettare presto di cambiare. La lotta alle mafie, di questo Vasto, territorio a rischio, ha grandissimo bisogno.

Se i giovani le negheranno il consenso anche la misteriosa e onnipotente mafia cesserà di esistere” affermò Paolo Borsellino, ma questa negazione del consenso ha bisogno di luce che illumini il buio che circonda l’onnipotente mafia e che faccia conoscere quel che è stato e ciò che è. In Abruzzo sono almeno 8 sono gli omicidi di mafia e le organizzazioni criminali agiscono almeno dagli anni Ottanta.

Il 19 luglio 1989 a Vasto Giovanni Falcone procede ad un interrogatorio. Durante i controlli per garantire la sicurezza del magistrato, in un casolare vengono trovate delle munizioni da guerra: 200 proiettili per carabine di precisione, pallettoni caricati a lupara, pistole lanciarazzi, materiale da guerra o per agguati. É il periodo del fallito attentato dell’Addaura e gli spostamenti di Falcone sono coperti dal massimo riserbo, ma prima del suo arrivo a Vasto si sprecano le telefonate minatorie in carcere. 

Gennaio 1994 la Commissione parlamentare d’inchiesta su mafia e altre associazioni criminali similari approva la Relazione sulle risultanze dell’attività del gruppo di lavoro incaricato di svolgere accertamenti su insediamenti e infiltrazioni di soggetti ed organizzazioni di tipo mafioso in aree non tradizionali. A Pagina 87 si segnala, tra le altre, la presenza a Vasto di una banca pugliese coinvolta in indagini perché abbinata con una finanziaria il cui titolare era stato arrestato per concorso in associazione a delinquere con Michele Pasqualone, presenza citata anche a pagina 92 e al suo nome ormai non c’è bisogno di aggiungere altro … questo molti anni prima dell’operazione Histonium e l’investimento che a Casalbordino fa un altro personaggio di origine pugliese che rileva una impresa in fallimento e investe in terreni per un miliardo e mezzo senza regola mentre in provincia di Teramo la guardia di finanza aveva sventato il tentativo posto in essere da un personaggio legato al clan camorristico dei Bardellino di riciclare denaro di illecita provenienza.

Sempre per quanto riguarda Vasto, nei 4 anni precedenti, erano stati catturati 2 latitanti e durante l’inverno veniva spesso segnalata la presenza di latitanti appartenenti alla Sacra corona unita che svolgevano riunioni nei villaggi residenzial”.  Solo 3 pagine prima si ricordava che l’anno delle stragi di Capaci e via D’Amelio gli attentati dinamitardi erano stati una novantina.

A Vasto.. dove il pubblico ministero Anna Maria Mantini è stata minacciata.

A pochissimi chilometri sono segnalati i luoghi dei veleni della Terra dei fuochi.

Nel vastese, con le operazioni Histonium, Histonium2, Adriatico e Tramontosono state sgominate diverse organizzazioni camorriste che per anni hanno imposto la loro presenza nel mercato del traffico/spaccio di stupefacenti con attentati, intimidazioni e violenze. Sostanze stupefacenti di nuova generazione prodotto delle moderne mafie.

Sulla speculazione edilizia è stato già scritto tanto e basterebbe anche solo l’inchiesta Mattone selvaggio per descrivere la situazione, ma negli anni ci sono stati anche sequestri (fu ritrovato persino un arsenale) di immobili riconducibili al clan Schiavone.


Nel 2007 si scoprì che Sandokan Schiavone aveva investito in beni immobili, compresi alcuni terreni, a Pizzoferrato (Ch*).


Aggiornamenti

Associazioni antimafie: “Terra dei fuochi, tra le regioni dei rifiuti anche l’Abruzzo” 2015

Archivio 

Mafie Abruzzo: fatti diversi dagli atti de’Antimafia 2014

2 pensieri riguardo “Vasto territorio di Mafia in Abruzzo

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.