Fuori dalla crisi con la Coesione, il 2015 è l’anno della riscossa dell’entroterra

Entroterra abruzzese. Tanti i segnali di coesione lanciati, agli 8 mila 100 comuni italiani, dalla legge di stabilità che spinge ad un ridimensionamento nel segno della sobrietà e dell’efficienza arrivando, al massimo, a 2 mila 500 realtà amministrative. Le nuove disposizioni normative tracciano la nuova rotta anche alle comunità abruzzesi che, con largo anticipo, potrebbero organizzarsi per non accontentarsi poi di un fidanzamento forzoso. Il quadro è completo se si considera la calendarizzazione in Parlamento della proposta di legge che tende anche a ridurre le Regioni italiane da 21 a 5, sulla scia delle cosiddette macroregioni.

RiT On line http://www.ripensiamoilterritorio.it/

Queste indicazioni spingono a ripensare gli assetti territoriali e rappresentano l’unico modo per uscire dalle secche accentuate dalla definitiva chiusura delle comunità montane per le quali si profila un commissariamento, così per la Comunità montana Peligna. Servizi sociali con il contagocce e la scomparsa di forme di sostegno alle famiglie sono solo le più evidenti delle conseguenze della crisi trascinata da un assetto amministrativo inadeguato ai tempi che corrono.

Il Movimento Ripensiamo il territorio fa sapere che, in  questi giorni, il Comitato intercomunale della coesione territoriale a Popoli ha riflettuto su questo e ha definito una road map che nei prossimi mesi rafforzerà le basi delle azioni intraprese sulla fusione tra i Comuni di Popoli, in provincia di Pescara, San Benedetto in Perillis e Collepietro, in provincia di L’Aquila, con la collaborazione del Movimento. Nel mese di Gennaio saranno organizzati, quindi, i necessari incontri con le 3 popolazioni per pervenire ai referendum previsti dalla legge e passare alla fase definitiva e conclusiva. L’unica questione che si pone, come dice l’assessore alla Coesione territoriale del Comune di Popoli,  Giovanni Diamante, coordinatore del Comitato, è quello dell’appartenenza a 2 province diverse, questioni burocratiche risolvibili con la Legge che la Regione Abruzzo provvederà sicuramente a strutturare, come promesso il Presidente Luciano D’Alfonso a Pescasseroli (Aq) il 1 novembre scorso, parafrasando lo stesso Renzi e ribadendo che le Province non esistono.

Ripensiamo il territorio Report-age.com 2014

Senza sosta il  Movimento RiT va avanti e annuncia il terzo convegno di verifica dello stato di attuazione della legiferazione con un’apposita ricerca Centro Abruzzo 2020, un’approfondita riflessione strategica con ipotesi sviluppabili sul nostro territorio in termini di coesione di vasta area ed implementazione della nuova cultura dello stare insieme per progetti e non per sole razionalizzazioni di servizi.

Assessore Diamante
Giovanni Diamante

“Si  assolverà quindi alle ispirazioni delle strategie europee e dei relativi finanziamenti” scrive in un comunicato il Movimento. “L’auspicio è che si sappiano raccogliere i frutti e le indicazioni degli impegni assunti così come stanno facendo ormai diversi comuni per fare del 2015 l’anno della riscossa del Centro Abruzzo, stabilendo le condizioni dell’uscita dalla crisi che ci attanaglia” conclude l’assessore alla coesione territoriale Diamante.

mariatrozzi77@gmail.com

2 risposte a "Fuori dalla crisi con la Coesione, il 2015 è l’anno della riscossa dell’entroterra"

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