Seconda bomba da mortaio a Monte Ruzza in un mese. Interviene la Polizia

Bomba d'artiglieria foto10 Maria Trozzi Report-age.com 14.12.14
Seconda bomba da mortaio scoperta

L’Aquila. Trovato oggi un altro ordigno inesploso, è il secondo che viene scoperto, nel giro di un mese, alle falde di monte Ruzza nell’aquilano, sulla fascia esterna del Parco Gran Sasso monti della Laga. Il luogo del ritrovamento è fuori dal centro abitato, non c’è dubbio, ma l’area in cui sonnecchia l’ordigno, da circa un ventennio, è frequentata da escursionisti e cacciatori, vi lavorano agricoltori e pastori. É l’ennesima sorpresa e anche questa volta sembra una bomba da mortaio che, a prima vista, dà l’impressione di pesare qualche chilo. Il guscio è ossidato probabilmente carico di tritolo, circa 30 cm di lunghezza per la parte scoperta e l’abbiamo trovato a 2 passi da un campo arato. Si rimane senza parole quando al passo sfioriamo di pochi centimetri l’uovo arrugginito. “Cos’è?” domanda qualcuno, una bomba. Dovevamo raggiungere la discarica di copertoni nel Parco Gran Sasso Monti della Laga e durante l’escursione siamo incappati nella bomba probabilmente di artiglieria. Una simile l’avevamo vista nelle immagini su Internet un mese prima. Con cautela ci siamo leggermente allontanati dalla bomba, ci siamo spostati per avere campo sul telefonino e segnalare il fatto alle forze dell’ordine contattando il 112 alle ore 12.23. E’ andato tutto liscio.

Approfondimento

Vecchia pecora in solitaria attende di essere sbranata dai lupi per il bene del padrone a Monte Ruzza Foto Trozzi Report-age.com 2014Sulla carrareccia che da Filetto, frazione di L’Aquila, conduce a Monte Ruzza non c’è solo questo, sconfiniamo dalla strada sterrata e troviamo, ancora dei rami legati dai nastro di una gara di motocross che si è consumata la scorsa estate e ci siamo imbattuti in una vecchia pecora zoppa e solitaria, probabilmente abbandonata da un pastore, in attesa di essere divorata dai lupi. Sull’orecchio è rimasto solo il dado giallo che teneva il cartellino col marchio del proprietario. “Che agonia, quando ancora dovrà attendere il povero pastore prima di reclamare un risarcimento al Parco Gran Sasso per una somma che solitamente supera i 200 euro?” qualcuno ironizza. Gente di passaggio conferma che l’animale è lì dal giorno prima e che dovrebbe avere circa 14 anni: “Ch’essa non figlia neanche più” ci dice un uomo. Abbiamo visto tanto altro, troppo per continuare a credere alla favola dell’area protetta.

Resti di ordigni militari esplosi nell'area dellex poligono di tiro oggi Parco Gran Sasso Foto2 Maria Trozzi Report-age.com 2014
Resti di ordigni rinvenuti

Qualcuno della zona racconta che un tempo, prima che venisse istituito il Parco Gran Sasso Monti della Laga, l’area era utilizzata dai militari per le esercitazioni e proprio sulla fascia esterna, a 200 metri dalla mulattiera, dai prati spunta ciò che resta di quelle esercitazioni. Anche più in là, nell’area protetta, restano a terra le antiche tracce del poligono di tiro, ci sono schegge probabilmente di ordigni, decine di resti arrugginiti che sembrano componenti di vecchi armamenti e poi la bomba inesplosa. Appena un mese fa in questa stessa località è stata fatta brillare dagli artificieri un’altra bomba d’artiglieria.

Bomba d'artiglieria foto4 Maria Trozzi Report-age.com 14.12.14

A questo punto è inevitabile chiedere: “Quante altre bombe sono nascoste tra quei terreni, c’è pericolo per gli agricoltori e per chi frequenta l’area? Una risposta possiamo immaginarla osservando l’immondizia bellica lasciata, frutto delle esercitazioni militari di un tempo, si tratterebbe di resti di ordigni e schegge ossidate seminate ovunque, questa parte del Parco è piena di frammenti arrugginiti e così solo le immagini (foto Maria Trozzi) possono documentare davvero l’inquinamento dell’area protetta e gli scatti fotografici sullo scempio lasciano senza parole.

Pneumatici nel Parco Gran Sasso Foto1 Trozzi Report-age.com 2014Il sopralluogo mette in luce una verità scomoda, da decenni nella riserva non ci sono occhi per vedere né orecchie per sentire quando, alla vista, ogni cosa delle esercitazioni militari del passato resta alla luce del sole, nell’indifferenza e sotto silenzio. Nessun intervento per il presente, niente per il futuro, a quanto pare. Né le bonifiche fatte dall’Esercito italiano, dopo ogni esercitazione, sembrano essere state sufficienti a mettere in sicurezza e ripulire l’area, meta di cacciatori e ciclisti che in mountain bike, tra i sentieri, sfiorano ferri vecchi e, come è accaduto oggi, anche una bomba in bella mostra al margine di un campo arato,  tra terreni arati e coltivati. Ogni anno i frutti di quella terra vengono garantiti da un marchio, sinonimo di qualità, e finiscono sulle tavole delle famiglie italiane: orzo, grano, legumi e latte. In quei campi non manca l’erba medica per gli animali, un po’ di fuochi di artificio che dire dei residui di materiale militare fotografato.

Resti di ordigni militari esplosi nell'area dellex poligono di tiro oggi Parco Gran Sasso Foto6 Maria Trozzi Report-age.com 2014

Mentre gli esperti del Parco sono concentrati a risolvere la questione del momento, ovvero come estirpare una singolare pianta africana che intossicherebbe i pascoli (chissà che non siano stanziati anche finanziamenti per l’abbisogna), o anche come garantirsi qualche soldo in più dall’Unione europea con qualche progettino ad hoc per il camoscio. Questa parte del Parco resta scoperta, piena di residuati bellici e copertoni, da bonificare e se fosse frequentata dagli animali del parco, fortunatamente ce ne sono pochi in giro, non si parlerebbe più di specie protette, ma di specie in via d’estinzione. In un canalone troviamo altri pezzi di ferro arrugginiti e poi, camminando ancora ne individuiamo tantissimi altri, in un fazzoletto di terra circoscritto da un mucchio di pietre a semicerchio scopriamo l’apoteosi degli scarti di materiale usato la bellezza di 20 anni fa, probabilmente resti di operazioni militari.

Polizia intervento Monte Ruzza bomba mortaio foto Maria Trozzi Report-age.com 14.12.14In un paese non lontano da monte Ruzza attendiamo una pattuglia della Polizia di L’Aquila che non sappiamo in che modo ha ricevuto l’incarico a trattare l’intervento da noi segnalato al 112 dopo mezzogiorno. Trascorse le ore 15 i poliziotti ci raggiungono in una paese ad un quarto d’ora di macchina dal luogo del ritrovamento e così ritorniamo ancora sulla montagna, nel pomeriggio, per accompagnare le forze dell’ordine sul punto in cui, in tarda mattinata, per un reportage sulla discarica di pneumatici di Monte Ruzza, finiamo per imbatterci nella bomba da mortaio. Gli agenti di L’Aquila circoscrivono l’area e procedono a localizzarla calcolando probabilmente le coordinate del posto. Proprio in queste ore immaginiamo si siano messi in moto per organizzare le operazioni necessarie a far brillare con gli artificieri, ancora una volta e in sicurezza, una bomba a monte Ruzza.

Il Silenzio di Monte Ruzza

..per un Mondo Migliore 

La bomba rinvenuta è stata fatta brillare dagli artificieri e gli agenti del Corpo forestale di Barisciano (Aq), giovedì 18 dicembre alle ore 14.

Aggiornamento

Immondizia nella Riserva regionale Il Salviano ridotta ad una discarica 10.01.2016 

Approfondimento  Report

Bomba da mortaio fatta brillare a Monte Ruzza 20.11.2014

Pneumatici nel Parco Gran Sasso Foto2 Trozzi Report-age.com 2014Monte Ruzza. Copertone selvaggio tra le coltivazioni del Parco Gran Sasso, pneumatici ammassati lì da tempo 07.11.2014

3 risposte a "Seconda bomba da mortaio a Monte Ruzza in un mese. Interviene la Polizia"

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