Neon illuminati, senza spina, sotto i vecchi cavi di Cepagatti

Cepagatti (Pe). Si sono accesi quasi contemporaneamente sotto i cavi del vecchio elettrodotto, di contrada Bucceri, i neon usati e portati dagli ambientalisti senza che fossero collegati alla rete elettrica, l’unica fonte di alimentazione è l’elettromagnetismo dell’area, minimo per le autorità, ma grazie alla infrastruttura piantata lì da un bel pezzo, impressionante, i tubicini si sono illuminati tutti quanti.

Neon sotto l'elettrodottoBen 20 neon di lunghezza compresa tra i 60 e i 200 cm hanno cominciato a fare luce. Sono stati portati dagli attivisti che si oppongono all’elettrodotto Villanova-Gissi, sulla collinetta sotto i cavi della vecchia conduttura di rete destinata al trasporto di energia elettrica, i neon non erano collegati alla spina, ma i loro fasci di luce hanno meravigliato ben poco chi è al corrente delle conseguenze dell’inquinamento elettromagnetico e hanno fatto pensare al prodigio, lasciando a bocca aperta, qualche sprovveduto convinto che ciò che non si vede non c’è. Così il 7 dicembre i neon portati dal movimento ambientalista hanno anticipato le luci di Natale per un esperimento, tentato e riuscito, organizzato dai comitati No elettrodotto Villanova Gissi volto a documentare i livelli di inquinamento elettromagnetico alla base degli elettrodotti esistenti. In contrada Bucceri non si è fatta attendere la conferma di quanto denunciano da tempo i gruppi che non vogliono l’infrastruttura della Terna spa.
Elettrodotto Villanova Gissi“Dicono che l’inquinamento elettromagnetico è minimo, ma guardate cosa accade vicino al traliccio: i neon che abbiamo in mano si accendono da soli. Lo sgomento è tanto.Tanta è la rabbia di chi si sente abbandonato dagli amministratori assenti e che nella maggior parte dei casi hanno collaborato con chi vuole distruggere per sempre l’Abruzzo con un’opera inutile e a servizio non della comunità, ma solo di aziende private come la Terna spa.
Comunicato Comitati No Elettrodotto

Sotto i cavi l’energia accende i neon

NON CREDIAMO ALLE RASSICURAZIONI DI TERNA

Un gruppo di cittadini che aderisce al movimento di associazioni, comitati e privati in lotta contro il progetto dell’Elettrodotto Villanova Gissi autorizzato e in fase di realizzazione da Terna, ha voluto dimostrare con un esperimento come vicino ai tralicci si possa “toccare con mano” l’inquinamento elettromagnetico, nemico invisibile ma che fa paura a chi dovrà convivere a poche decine di metri dai nuovi sostegni. Il 6 dicembre a Cepagatti (Pe) 20 neon lunghi tra i 60 e i 120cm si sono accesi in pochi minuti sotto i cavi dell’alta tensione dell’elettrodotto esistente a semplice terna. Le immagini di questo “neon-mob” notturno stanno facendo il giro del Web con migliaia di visualizzazioni e portano certamente argomenti a favore della legittimità delle preoccupazioni sanitarie collegate all’esposizione ai campi elettromagnetici delle linee ad altissima tensione. Nel 2001 lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) di Lione, organismo sceintifico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha classificato gli ELF, cioè le frequenze generate dagli elettrodotti, possibile cancerogeno. Gli studi epidemiologici su cui si è basata questa classificazione, che non ha subito revisioni, hanno riscontrato un raddoppio del rischio delle leucemie infantili in presenza di valori di campo magnetico maggiori o uguali a 0,4 microtesla. I limiti normativi attualmente in vigore in Italia e ai quali Terna si uniforma nelle linee anche di più recente progettazione, come l’Elettrodotto Villanova – Gissi, prevedono quale valore un limite notevolmente superiore (3 microtesla). Ad essere aggredito dalle opere di Terna è anche il concetto di salute come inteso sempre dall’OMS. La salute è un bene più ampio, che non coincide con l’assenza di malattia, ma coinvolge anche gli aspetti psicologici e mentali, le condizioni naturali, ambientali, climatiche e abitative, la vita lavorativa, economica, sociale e culturale; tutto ciòòche in qualche modo interagisce in senso positivo o negativo con l’essistenza dell’essere umano. Dopo l’esperimento, i cittadini (che hanno affermato di accusare forti mal di testa) hanno divulgato sui social le foto, a testimonianza della volontà di continuare con ogni mezzo ad opporsi alla realizzazione dell’opera, chiedendo alla Regione fermezza e decisione nei confronti della società Terna,  come bene si era voluto dimostrare con l’avvio di tavoli di confronto su aspetti giuridici e tecnici dell’elettrodotto, tavoli però interrotti prima del previsto.  Nelle scorse settimane i blocchi delle immissioni in possesso relative ai decreti espropriativi e di occupazione emessi nei confronti dei proprietari hanno sollevato l’attenzione dei media verso le persone coinvolte, i problemi di deprezzamento immobiliare che l’elettrodotto verrà a causare e l’allarme sociale per un’opera calata dall’alto. I cittadini dei comuni (13 su 16) che avevano firmato accordi con Terna hanno chiesto ai sindaci di fare marcia indietro, revocando quelle intese. Così è successo per alcuni Comuni (Orsogna, Casalincontrada, Casacanditella). Così ci si continua ad aspettare per altri.  Comitati e cittadini attendono di leggere la Delibera della Giunta Regionale di revoca della Determina 130/2008 “Sorgi” per esprimere una posizione definitiva in merito. Rimane chiaro  che la decisione presa dal Direttore Sorgi, in quanto non collegialmente convalidata in sede di Consiglio, abbia costituito, così come la successiva determina che approvava il corridoio ottimale dell’elettrodotto, un di fatto di gravitàà assoluta,  che secondo i comitati deve portare a riesaminare (anche con una nuova VIA nazionale) tutto l’iter procedimentale e le autorizzazioni concesse.

Ambientalisti: “Cepagatti intervenga per l’elettrodotto Villanova-Gissi”
Il Comitato No all’elettrodotto Villanova Gissi il 6 dicembre ha incontrato gli amministratori di Cepagatti per chiedere la revoca dell’accordo di programma fra il comune e la Terna spa, azienda che realizzerà l’elettrodotto:”Con la presente cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno preso parte all’incontro spinti dal loro encomiabile senso civico, nonché il Consiglio comunale, in particolar modo nella figura del Sindaco, che ha mostrato grande disponibilità nell’ascoltare la voce dei cittadini. Purtroppo tutto questo non basta!!” sottolinea in una nota il movimento che chiede a Cepagatti ci cancellare l’accordo con cui è previsto un versamento di 7,3 milioni di euro della Terna per realizzare un’opera pubblica i cui danni ed effetti sarebbero incalcolabili.
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4 risposte a "Neon illuminati, senza spina, sotto i vecchi cavi di Cepagatti"

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