Elettrodotto Terna, cavo sulla spiaggia di Pescara: “basta affari sulle nostre teste”

Cavo terna elettrodotto Report-age.com 2014Pescara. Basta fare affari sulla testa dei cittadini per il Forum Acqua è davvero importante, questa volta, presentare le osservazioni alla procedura di concessione a Terna della spiaggia, dove sbarcherà il cavo montenegrino, per mettere così in luce le 8 principali criticità del progetto di questo elettrodotto. Il movimento ambientalista chiede il riesame dei pareri, dell’autorizzazione, non solo, invita chiunque a condividere e presentare le osservazioni sollevate.

Eletrodotto Villanova-Gissi Report-age.com 2014Il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua ha scritto alla Capitaneria di porto di Pescara, alla Regione, ai ministeri e ai comuni sollevando numerose criticità rispetto all’iter di autorizzazione del progetto per la realizzazione del cavo Montenegro (Tivat)–Pescara–Villanova e di conseguenza ha chiesto di riesaminare pareri ed autorizzazione.

“Ricordiamo che domani, 10 dicembre, scadono i termini per presentare le osservazioni alla Capitaneria di Porto di Pescara che deve valutare il rilascio a Terna della concessione demaniale _ scrive il Forum abruzzese in un comunicato rivolto a cittadini associazioni ed enti perché chi vuole può sottoscrivere ed inviare tramite Pec (o fax) le osservazioni sul cavo Tivat (Montenegro-Pescara-Villanova). Sarebbe importante farlo entro domani perché scadono i termini per le opposizioni alla concessione demaniale nel capoluogo adriatico dove dovrebbe sbarcare il cavo. Si tratta di uno degli ultimi passaggi prima di vedere il cantiere dell’opera a Pescara. Il cavo a corrente continua arriverà alla foce del fiume Vallelunga per poi penetrare verso San Giovanni Teatino (Ch) ed arrivare a Villanova (Comune di Guidonia Montecelio, provincia di Roma).

Le osservazioni complete qui

Sono i principali punti sollevati dal Forum abruzzese nelle osservazioni, in sintesi:

Elettrodotto Report-age.com 2014
Fonte immagine

A) Protocollo d’intesa tra comuni e regione Abruzzo

Il percorso del cavo in Abruzzo è stato oggetto di Protocollo d’Intesa stipulato tra il comune di Pescara, il comune di San Giovanni Teatino, il comune di Cepagatti e la Regione Abruzzo il 22/10/2010. Su questo atto si è basata tutta la successiva procedura di autorizzazione.

Eletrodotto 7 Report-age.com 2014Tale documento è stato sottoscritto, per la Regione, dall’architetto Antonio Sorgi. Nel testo non sono riportati gli estremi dell’atto di delega per la stipula dell’accordo da parte del legale rappresentante della Regione Abruzzo Sorgi. Solo 8 mesi dopo la giunta regionale con delibera n.388/2010 del 13/06/2011 approvava lo schema di protocollo (già sottoscritto dal Dr. Sorgi), senza peraltro inserire un’eventuale delega a Sorgi tra i punti deliberati. Non appare, comunque, potersi ricondurre l’atto ad una ratifica o ad una convalida in quanto per la ratifica come per la convalida, occorre l’esatta indicazione dell’atto da ratificare e il vizio che lo inficia, che in questo caso è sempre e comunque l’incompetenza relativa. (sentenza del Tar Veneto 1736/2008). In questo caso manca, appunto, l’eventuale indicazione del vizio da sanare.

B) Parere sul vincolo idrogeologico

Dagli atti risulta che il parere sul vincolo idrogeologico è stato rilasciato direttamente dal Corpo forestale dello Stato quando la competenza su tale vincolo è esclusivamente degli uffici della Regione Abruzzo.

C) Documentazione allegata all’istanza di concessione di area demaniale

Gli elaborati progettuali contengono un livello di approfondimento del tutto inaccettabile ai fini dell’ottenimento della concessione e, sono, a nostro parere, superficiali e fuorvianti. A mero titolo di esempio viene riportata una mappa con scritto scala 1.300.000 del tutto errata; in generale la cartografia e le planimetrie sono del tutto insufficienti per comprendere gli effetti sul contesto circostante. Inoltre le lavorazioni di cantiere potrebbero determinare la sospensione di sedimenti che negli elaborati non vengono neanche quantificati e caratterizzati nonostante la vicinanza alla Riserva della pineta dannunziana che tutela anche un tratto di arenile.

Eletrodotto Gissi manifestazione Report-age.com 2014
Elettrodotto manifestazione 2014

D) Mancanza della procedura di assoggettabilità a Via Applicazione della direttiva 2008/56/Ce sulla strategia marina

L’intervento, così come descritto, avente, cioè, una serie di lavorazioni che comprendono scavi lungo il litorale e posa in opera di manufatti di carattere permanente sulla spiaggia, rientra tra quelli per i quali è prevista la procedura di verifica di assoggettabilità a Via. di cui all’art.20 del D.lgs.152/2006. Tra l’altro la Direttiva 2008/56/EC Direttiva quadro 2008/56/CE sulla strategia per l’ambiente marino include espressamente, tra i fattori da considerare per il raggiungimento del buono stato ecologico dell’ambiente marino il rumore e l’introduzione di energia. E’ del tutto evidente che il combinato disposto di tali previsioni di legge determina la necessità di assoggettare l’intervento alle procedure valutative che finora non sono state svolte.

Eletrodotto 6 Report-age.com 2014E) Mancanza della valutazione ambientale strategica per la variante del Piano regolatore di Cepagatti 

Il Piano regolatore del Comune di Cepagatti non era coerente con la realizzazione della stazione d’arrivo. Secondo il ministero dello sviluppo economico la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera determinerebbe una variante automatica del Piano. In ogni caso, per la variante sostanziale di un piano serve la Valutazione ambientale strategica che prevede la partecipazione di enti e cittadini. Nella procedura hanno preso per buona quella svolta sul Piano di Sviluppo nazionale di Terna che opera con una scala totalmente diversa e alla cui predisposizione non è stato invitato a partecipare il comune di cui sarebbe stato variato il Piano regolatore.

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F) Valutazione di incidenza ambientale.

Il progetto non è stato sottoposto alla Valutazione di incidenza ambientale prevista dalla Direttiva 43/92/CE Habitat, in quanto le opere non ricadrebbero all’interno di siti Natura2000. La Commissione europea, però, ha chiarito da tempo che la valutazione deve essere svolta anche per progetti realizzati esternamente a siti Natura2000 se possono avere anche solo potenzialmente effetti sulla naturalità dei siti. A mero titolo di esempio, nei mesi di luglio-settembre 2014, 2 navi oceanografiche, la Argo e la A/s franklin, hanno operato rilievi del fondale marino necessari per la posa in opera del cavo. Tali unità impiegano routinariamente tecnologie quali il sonar multi-beam per le loro ricerche. E’ noto che l’uso di tali strumentazioni può avere un effetto deleterio anche a lunga distanza, centinaia di chilometri, sulla fauna acquatica e in particolare sui cetacei. Per questo l’opera doveva essere sottoposta a Valutazione di incidenza ambientale.

Eletrodotto 1 Report-age.com 2014G) Riesame delle procedure autorizzatorie e di Vas.

Alla base del procedimento autorizzativo e, soprattutto, delle varie VAS dei Piani di sviluppo di Terna vi erano delle certezze che, alla prova dei fatti, non si sono rivelate come tali.

Tali convinzioni sono state riassunte efficacemente da Terna in un comunicato del 29 novembre 2010 dal roboante titolo Verità e bugie sull’elettrodotto Villanova – Tivat in cui si dichiarava, tra l’altro: Si ricorda che il cavo “Villanova-Tivat” è un’opera europea fondamentale per la sicurezza del sistema elettrico abruzzese, ed è di importanza strategica anche a livello nazionale. Inclusa tra le infrastrutture prioritarie dalla Commissione europea (corridoio 8), che ne ha cofinanziato tutti gli studi, perché collega l’intera area balcanica all’Europa attraverso l’Italia, consentirà al nostro Paese di avere energia a minor prezzo e per lo più rinnovabile e senza un euro di denaro pubblico.

Pochi giorni fa il Governo ha risposto a 2 interrogazioni parlamentari, la n. 5-02298 (Colletti) e la n. 5-03002 (Carrescia) ammettendo che le condizioni economiche/ambientali sono cambiate profondamente rispetto all’epoca in cui l’opera è stata prospettata, periodo in cui si temeva di non rispettare gli obiettivi di produzione da fonti rinnovabili con conseguenze importanti dal punto di vista delle eventuali oneri economici che il Paese si sarebbe trovato a pagare. Per questo si accettava di pagare un costo di ben 155 euro/MWh (contro i 63 euro pagati a Mwh nel 2013) per l’energia proveniente dai Balcani che avrebbe compensato gli eventuali oneri provenienti dalle multe comunitarie.

Eletrodotto 4 Report-age.com 2014Con i dati di produzione attuali, invece, l’obiettivo interno di produzione da fonti rinnovabili al 2020 sarà probabilmente superato. In un colpo solo vengono meno i principali capisaldi di tipo economico e ambientale alla base dell’intervento stesso, proprio quelli con cui sono stati convinti della bontà (o indifferibilità) dell’opera cittadini ed enti locali.
Tra l’altro, recentemente, il cavo è stato inserito tra le opere finanziabili dalla Ue; potrebbe decadere presto anche un terzo caposaldo, quello di garantire la costruzione dell’opera senza un euro di denaro pubblico, per dirla con le parole di Terna.
La Direttiva 42/2001/Ce precisa che i piani e i programmi approvati con una Vas devono contenere un monitoraggio della loro attuazione. In questo caso non solo è cambiato completamente lo scenario macro-economico ed ambientale rispetto a quello preso in considerazione dai Piani di sviluppo di Terna ma è caduto anche un terzo caposaldo, quello della sicurezza del sistema elettrico abruzzese. Secondo i dati della stessa Terna nella Regione nel 2013 sono stati consumati 6.808 Gwh contro un picco di 7.272 Gwh nel 2008. Gli impianti abruzzesi sono potenzialmente capaci di coprire anche un eventuale picco di consumo annuo più elevato del 2008, visto che nel 2009 hanno prodotto ben 7.651 Gwh! Tali informazioni impongono, dunque, una rivalutazione proprio sulla base delle norme relative alla Valutazione ambientale strategica al fine di ridurre ogni inutile consumo di suolo e tutti gli altri impatti socio-ambientali che comunque l’opera comporta.

Eletrodotto5 Report-age.com 2014H) Convenzioni con i comuni di Pescara, San Giovanni Teatino e Cepagatti. Impatto sui bilanci comunali
Nelle convenzioni tra Terna e comuni non sarebbe stata considerata alcuna compensazione per le eventuali riduzioni delle entrate fiscali derivanti dai minori oneri che i proprietari degli immobili dovranno versare nelle casse comunali (Imu ecc.) a seguito del deprezzamento del valore degli stessi. Tale situazione potrebbe comportare nel medio e lungo periodo un mancato introito per i comuni di dimensioni estremamente rilevanti in quanto l’opera interessa aree densamente abitate, azzerando ogni vantaggio di tipo economico o, addirittura, causando un saldo netto negativo.

Se quanto sopra riportato corrisponde al vero, ci troveremmo di fronte ad un fatto estremamente grave al quale porre rimedio immediatamente prima che gli effetti inizino ad esplicarsi nei bilanci comunali” conclude il Movimento ambientalista.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Cavidotto dal Montenegro. Legambiente: “Stop al progetto” 09.03.2015

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4 risposte a "Elettrodotto Terna, cavo sulla spiaggia di Pescara: “basta affari sulle nostre teste”"

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