Gruppo di ricercatori pronti a creare la banca del seme dell’Orso bruno marsicano

Baranello (Cb). Variabilità, vitalità demografica e genetica garantiscono la sopravvivenza delle piccole popolazioni di Orso bruno ed è questo l’obiettivo che dal Molise porta in Abruzzo una buona notizia. Un gruppo di ricercatori italiani e spagnoli sarebbero pronti a mettere in comune esperienze, studi e ricerche per cominciare a lavorare sulla banca del seme dell’Orso bruno marsicano.

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Nell’appello di gennaio 2013 in favore dell’Orso bruno marsicano, la Società di storia della fauna Giuseppe Altobello aveva già avuto modo di far risaltare l’anomalia della mancata previsione, tra le azioni a tutela del plantigrado, di una banca genetica a lui dedicata ed altre attività di conservazione ex situ. Scrive in un comunicato l’organizzazione: “A nostro avviso è un passo obbligato in presenza di una popolazione minacciata qual è quella che vive sulle nostre montagne. Tra l’altro una strategia contemplata dalla Convenzione per la Biodiversità sottoscritta nel 1992 a Rio de Janeiro da quasi 200 Paesi, Italia compresa e propedeutica al mantenimento della variabilità genetica e della vitalità demografica di piccole popolazioni. Un obiettivo da realizzare anche attraverso piani di allevamento, in condizioni controllate, delle specie in pericolo, con la finalità della loro reintroduzione nell’ambiente naturale”.

Per la Società Altobello si tratterebbe, in altre parole, di accantonare del prezioso patrimonio genetico che potrebbe rivelarsi risolutore nella malaugurata ipotesi che un evento imprevisto, ad esempio una epizoozia, porti sull’orlo dell’estinzione la esigua popolazione appenninica: “Questa necessità l’avevamo poi ribadita nel corso della tavola rotonda dedicata alle Strategie di conservazione dell’Orso bruno marsicano tenutasi a Roma lo scorso marzo, confermando che ci saremmo attivati in tal senso. Orso_bruno_marsicano_Foto_R._VisciOggi siamo lieti di poter condividere la notizia di un primo, concreto e importante passo in questa direzione. Dopo mesi di contatti e relazioni, ad ampio raggio, siamo pervenuti alla costituzione di un Gruppo tecnico di cui fanno parte docenti della facoltà di medicina veterinaria della Università di Bologna, colleghi ricercatori della Università di  León e medici veterinari esperti in animali selvatici _ continua la nota della Società Altobello _ Le discipline messe in campo vanno dalla ecopatologia alla ostetricia e ginecologia veterinaria, dalla biochimica clinica all’anatomia patologica veterinaria fino alla etologia applicata. Altre competenze si aggiungeranno nelle prossime settimane. È da rimarcare, in modo particolare, la partecipazione dei ricercatori spagnoli dell’Università di  León che da oltre 10 anni lavorano a un analogo progetto che li ha visti realizzare una banca del seme dell’orso bruno che vive sulla cordigliera Cantabrica. Le tecniche, l’esperienza e il know-how (la competenza) che hanno messo insieme saranno condivise con il gruppo di lavoro italiano.

Non appena definiti i dettagli dei protocolli operativi questi saranno sottoposti al parere e alla autorizzazione degli enti e delle istituzioni che detengono la responsabilità decisionale e di gestione in materia. Questo risultato, che riteniamo di sicuro interesse, lo offriamo al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise come un nostro contributo di collaborazione alla salvaguardia di una popolazione animale di eccezionale valore quale è quella rappresentata dall’Orso bruno marsicano conclude la Società di storia della fauna Giuseppe Altobello.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Il video dell’Orso a Roccapia, nell’aquilano ancora niente letargo 18.12.2014

Approfondimenti

LA FUTURA CULLA DELL’ORSO TRA IL PARCO MAJELLA E LA RISERVA DEL GENZANA 30.11.2014

MAMMA ORSA E CUCCIOLI SU CARREGGIATA: METTETE IN SICUREZZA LE STRADE DELL’ORSO 27.11.2014

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