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Sblocca Italia: Mazzocca dà mandato all’avvocatura per il ricorso

L’Aquila. Un’idea degna di un libro di storia di 50 anni fa è quella di raccogliere nel crogiolo del potere energetico metanodotti, trivelle e cementificazione considerandole opere di interesse strategico, piegando così a proprio uso e consumo persino la semantica. 

Aggiornamento

Due strade sono allora percorribili per rifiutare la deriva petrolifera decisa contro la volontà popolare sovrana. Una manciata di Regioni, inclusa l’Abruzzo, non si vendono, non si fossilizzano e nonostante siano finite nelle mire espansionistiche dei cercatori d’oro nero, non si arrendono. A percorrere le strade della ragione, in Regione, è l’assessore all’ambiente Mario Mazzocca che per scongiurare l’applicazione dell’art. 38 della legge n. 164 (dell’11 novembre 2014 di conversione del decreto Sblocca Italia) e mitigarne gli effetti devastanti indica possibilità e alternative. Una strada praticabile è quella politica, l’Abruzzo è nel coordinamento delle regioni che, alla guida del presidente della regione Basilicata, Marcello Pittella, punta a rivedere i termini della nuova legislazione non negando, in alcun modo, un dialogo con i vertici istituzionali per un’alternativa alla disposizione di legge messa sotto accusa non soltanto dal mondo ambientalista, ma anche da organizzazioni ed operatori turistici che hanno già dato un’impronta incisiva, senza sporcare l’economia del futuro, impostando lo sviluppo dei territori sulla valorizzazione delle bellezze del paesaggio e della qualità dei prodotti locali.

Mario Mazzocca Foto Maria Trozzi Report-age.com 2014

Mario Mazzocca

Non solo: “Ho già dato mandato all’Avvocatura regionale dello Stato per predisporre gli atti necessari per una possibile impugnazione del comma dell’articolo 38 della Sblocca Italia ” dichiara Mazzocca che ha valutato anche l’ipotesi di una eventuale bocciatura del ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) sottolineando che l’azione giudiziaria da intraprendere potrebbe anche non risolvere la questione. Così  l’amministratore regionale non preclude all’Abruzzo un’altra strada, anche in questo caso, una valida alternativa, forse un’uscita di sicurezza che politicamente parlando comunque protegga la regione verde dei Parchi e d’Europa. mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Legge di stabilità 2015. Abruzzo e Campania ricorrono alla Corte costituzionale 11.03.2015

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