Skip to content

Cinghiali amici dell’Uomo: la Donna accolta dal branco

É riuscita a spuntarla sulle convinzioni di quanti, nel trattare le problematiche legate ai danni da fauna selvatica, ritengono un male necessario l’abbattimento selettivo di animali, come i cinghiali, assecondando metodi di contrasto cruenti per risolvere la questione. Per Eleonora Martino, attivista abruzzese, la convivenza con gli altri esseri viventi è l’unica strada percorribile per salvaguardare le colture e sostenere il lavoro degli agricoltori. 

mariatrozzi77@gmail.com

CinghialeAnno per anno però il problema si ripropone e in verità assume proporzioni gigantesche a dimostrazione del fatto che gli abbattimento selettivo, condotti sino a ora, non sono la soluzione. Condividere il territorio con tutti gli esseri viventi è l’alternativa proposta da Eleonora Martino. Due anni fa nelle campagne di Castiglione a Casauria (Pe) questa giovane donna si avvicinò ad un branco di cinghiali selvatici che frequentavano l’area in cui viveva. Familiarizzò con loro al punto che il gruppo l’accolse nell’assoluto rispetto delle colture di casa. Esperienze come quella di San Francesco d’Assisi ci dicono che è possibile che la realtà superi la fantasia. Si racconta che si avvicinasse al fraticello umbro un feroce lupo, il Lupo di Gubbio. Dinanzi al Santo era un docile cucciolo che Francesco chiamava Fratello lupo. Spesso è la stessa cinematografia a corre in aiuto raccontandoci nei film, Gorilla nella nebbia (Gorillas in the mist: The Story of Dian Fossey film del 1988, diretto dal regista Michael Apted), il rapporto di cordialità instaurato tra la ricercatrice e i gorilla, in principio considerati aggressivi e pericolosi dalla zoologa statunitense Dian Fossey. Ancora, la vicenda dell’antropologa inglese Jane Goodall che nella sua quarantennale ricerca sulla vita sociale e familiare degli scimpanzé insegnò come scorre e come si regola la vita delle specie del Pianeta. L’esperienza straordinaria della abruzzese è cristallizzata in un video-documentario che questa donna incredibile racconta.

La caccia e le sue implicazioni Report-age.com 2014La storia raccontata dalla protagonista. “La convivenza con i 34 cinghiali, nel 2012, è durata 7 mesi _ racconta Eleonora Martino,  dopo la morte dei suoi amici animali chiuse tutti i ricordi in un cassetto inclusa la documentazione video e fotografica di questa incredibile esperienza. La giovane è stata molto male per l’abbattimento del branco con cui aveva familiarizzato ”Dopo 2 anni, grazie al mio compagno  Lorenzo Costantini, ho trovato la forza di riaprire quel cassetto e addirittura di allestire, sempre insieme a Lorenzo, una mostra video fotografica intitolata Cinghiali selvatici, nel piccolo paese in cui vivo, Castiglione a Casauria (Pe), dove sono venute 300  persone”. La mostra  fotografica sarà allestita anche per il grande evento organizzato sabato 29 novembre dalla Lav Pescara e per l’occasione sarà trasmesso un video, in esclusiva, che racconta l’ esperienza di questa donna davvero unica. “Ho spedito l’invito alla Lav Pescara che per mia immensa gioia e riconoscenza ha deciso di introdurre la mia storia nell’evento del 29 novembre _ spiega Eleonora. E’ importante dire che i miei amori cinghialotti mi hanno fatto sentire privilegiata. Nella mia vita mi sono sempre occupata di animali, selvatici e non, come una sorta di devozione. Ho sempre procurato cibo anche alle volpi, ma dopo la grande nevicata del 2012 la situazione diventò drastica. Sentii anche un appello, in tv, del Tg5 dove si consigliava di sfamare gli animali selvatici, ovviamente mi adoperai per abbondare col cibo. Lo distribuivo ovunque nel bosco e sotto casa. Finalmente la neve cominciò a sciogliersi, vi erano impronte ovunque. Anche di ungulati, i  cinghiali. Nel mese di Aprile tornò a splendere il sole, fu un sospiro di sollievo. Ovviamente proseguii con la distribuzione del cibo, senza mai fermarmi, inconsapevole che presto sarebbe accaduta una cosa meravigliosa. Cominciavano a vedersi, oltre alle tante volpi, anche i cinghiali. Un giorno passò un branco e ne contammo 46.  Che spettacolo! Un tardo pomeriggio, verso il tramonto, arrivarono dietro casa 4 cinghiali: 2 giovani maschi e 2 denutrite femmine che cercavano cibo… Con molta prudenza, sperando che non si spaventassero, aprii delicatamente la porta della mia camera che dava sul prato e lasciai del cibo. Tornai dentro e li ammirai dal balcone del piano superiore, si erano allertati, ma erano troppo affamati per scappare!

Foto Dino Rossi

Tutto proseguì tranquillamente per una decina di giorni fino a quando, con immensa gioia da parte mia, le signore cinghialotte  decisero di portare una squadra di cuccioli. Che meraviglia!

Tutti dicevano che era pericoloso avvicinarsi alle madri con i cuccioli, ma ero molto fiduciosa ed a quanto risultò anche loro. La fiducia era reciproca e con il passare dei giorni si consolidò, il gruppo  mi permise di avvicinarmi, di dargli del cibo dalle mie mani, di essere accarezzati ed infine mi fecero entrare nel branco come fossi una di loro!  Mi sentivo privilegiata e la cosa più strana, per una persona che soffre d’ansia cronica come me, è che mi sentivo al sicuro, protetta.

Erano 34 cinghiali super affamati. Dovetti cominciare a comprare anche sacchi da 20kg di crocchette da 20€, concimi, pasta e pane più tutto quello che riuscivo a recuperare. Sono rimasta al verde. Quando mangiavano c’erano anche delle piccole volpi che rubavano il cibo alle spalle e scappavano. C’erano tanti gatti, la cosa davvero strana è che i cinghiali ne avevano paura, ma i gatti non temevano i cinghiali. Per la cena erano puntualissimi, si presentavano sempre alle 17. Dopo cena era tutto divertimento: li accarezzavo, li osservavo per ore mentre giocavano o scendevano a valle del fiume e si tuffavano, poi risalivano tutti bagnati ed infangati, si appisolavano, i grandi insegnavano ai piccoli a lottare, quante risate! Mi sembrava di vivere un sogno che purtroppo si è trasformato in un incubo: eravamo spiati.

cinghiali_2013I miei amori cinghialotti non si permisero mai di toccare nulla nell’orto privo di recinzione, appena avvertivano soltanto un odore diverso dal mio si volatilizzavano, avevano paura di tutto e tutti ed anche degli altri numerosi branchi di cinghiali che si aggiravano nei dintorni. Cominciai  a muovermi legalmente per impedire la caccia dei cinghiali nella vallata a Sud del paese basandomi sulle distanze di  sicurezza che non sussistono, feci compilare moduli da svariate persone che furono consegnati al Comune, parlai con le Forze dell’ordine, feci una raccolta firme, fu tutto inutile. Un giorno si presentarono alcuni cacciatori che volevano solo vedere i cinghiali e mi chiesero dove fossero, gli risposi che erano nascosti alle mie spalle, ma loro non riuscivano né a vederli né a sentirli. Decisi di chiamare i miei amori, uscirono in branco, mi seguirono, presi il cibo, lo rovesciai a terra davanti ai cacciatori che rimasero talmente stupefatti da promettermi che non li avrebbero mai toccati e che avrebbero avvertito tutti gli altri cacciatori della zona. Mantennero la promessa _ Eleonora conclude il racconto _ Arrivò il maledetto giorno di apertura della caccia al cinghiale. Prima dell’alba ero già di guardia fuori il balcone, i miei amori erano nascosti tra gli alberi vicino il fiume nel loro solito posticino, tutti insieme. Improvvisamente vidi arrivare dei cani che si diressero ai cinghiali. Non ebbi neanche il tempo di aprire la bocca, il cuore sobbalzò in gola per un colpo di carabina. Un maschio adulto, ferito ad un arto posteriore, non riuscì a correre abbastanza velocemente e fu ucciso da un colpo di fucile. Una madre si fermò per difendere il branco, fronteggiare i cani e permettere agli altri di scappare, fu uccisa da un secondo colpo. Non vidi mai più i miei amori cinghialotti, ma li porterò tutti eternamente nel mio cuore”Eleonora Martino

Aggiornamenti

La Cia insiste con l’abbattimento selettivo e bacchetta gli ambientalisti 12.07.2015

Prevenzione dai danni da cinghiali nell’Atc chietino-lancianese 31.05.2015

2 Comments »

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: