Camoscio Appenninico. Oltre 600 nel Pnalm e sono 150 i nuovi nati

Camosci PnalmUna popolazione di oltre 600 esemplari e tra questi i nuovi nati sono un centinaio. E’ l’esito del conteggio in simultanea del Camoscio appenninico realizzato dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise effettuato con le stesse modalità del 1993. Il conteggio in simultanea è organizzato, ogni anno, sia a luglio che ad ottobre con lo scopo di stimare la popolazione ed il successo riproduttivo attraverso la conta dei capretti ed il tasso di sopravvivenza al primo anno.

Fonte immagine http://www.parcoabruzzo.it/fotoGallery/862_4_PNALM.jpeg
Fonte immagine Pnalm

Le operazioni di conta  coordinate da Roberta Latini, del Servizio Scientifico del Parco, si sono svolte tra il 23 ed il 29 ottobre lungo 26 percorsi prestabiliti e hanno visto la collaborazione di tecnici, guardie del Parco,  agenti del Corpo forestale dello Stato, operatori della riserva Gole del Sagittario e numerosi volontari, per un totale di 60 operatori. Le squadre impegnate, ciascuna composta da 2 operatori, hanno osservato simultaneamente tutta l’area occupata dai branchi di camoscio garantendo sia la copertura di tutto il territorio, sia la possibilità di evitare doppi conteggi. Analizzando i dati degli avvistamenti il numero minimo certo di camosci osservati è risultato pari a 601, dei quali 150 sono i nuovi nati e 73 sono giovani di un anno. Rispetto alla conta estiva, quando furono contati 497 individui, i risultati autunnali registrano un ulteriore dato positivo nella serie degli ultimi anni. In particolare è stato registrato un tasso di sopravvivenza al primo anno del 64%, valore decisamente più elevato rispetto a quello dell’anno precedente. Le montagne della Meta e dei Tartari restano le aree più rappresentative per il Camoscio, tuttavia si conferma la presenza di oltre 90 camosci nel comprensorio del monte Marsicano, frutto di una operazione di liberazione di alcuni individui della specie avvenuta oltre 10 anni fa.

Oltre al costante monitoraggio della popolazione che viene realizzato nel corso dell’anno dai tecnici del Parco, il conteggio, ripetuto regolarmente, consente di costruire delle serie storiche indispensabili per la corretta definizione delle tendenze di popolazione, soprattutto nel caso di popolazioni considerate ancora a rischio di estinzione. I dati raccolti nei conteggi effettuati a partire dal 1993 hanno infatti consentito di seguirne l’evoluzione demografica e l’espansione dell’areale, permettendo di rilevare tempestivamente, negli ultimi anni, alcune criticità che sono state studiate e approfondite grazie ai finanziamenti Life. “Proprio per l’importanza storica del Camoscio, l’Ente Parco, già impegnato nella sua tutela dalla sua istituzione, nel 1923, ha predisposto nell’ambito  del Progetto Life Coornata, uno specifico Piano di Gestione che si pone come obiettivo principale il miglioramento dello status di conservazione e tutela del Camoscio appenninico nel Pnalm” dichiara Dario Febbo, direttore dell’ente.

mariatrozzi77@gmail.com

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