Petrolio e gas agli sgoccioli. Wwf: “Riforma produzione energetica”

Pescara. Con la Legge 164 del 2014, (S)blocca Italia, l’Abruzzo si è trasformata in una colonia per trivelle ed è sempre più concreto il rischio di petrolizzazione per la regione verde dei Parchi. Il governo nazionale insegue per l’Abruzzo un finto sviluppo in contrasto con le scelte ambientali ed economiche compiute dai territori e l’art. 38 della Sblocca Italia complica la situazione. Wwf Italia onlus Abruzzo invita la Regione ad impugnare l’articolo dinanzi ai giudici delle leggi.

Aggiornamento

Alla conferenza del Wwf oggi ha partecipato Luca Pardi, presidente di Aspo Italia – Association for the study of peak oil & gas, l’associazione scientifica che studia il picco del petrolio e le sue conseguenze sui sistemi ecologici, economici e sociali. Pardi, autore del libro Il Paese degli elefanti. Miti e realtà sulle riserve italiane di idrocarburi (Lu::Ce Edizioni, 2014), ha evidenziato la reale situazione delle riserve italiane di idrocarburi.

“Da più parti, in sede tecnica e politica, si parla di raddoppiare la produzione di idrocarburi in Italia, ma a quali riserve si fa effettivamente riferimento? – la domanda dell’autore ha una puntuale risposta – La produzione attuale di petrolio, dati 2014, è costante rispetto al 2013, su una media annua di 5,6 milioni di tonnellate (Mtep). Per quella di gas il trend è in leggera crescita: 7,2 milioni di metri cubi (Mmc) su base annua. A settembre si è osservato comunque un declino netto nella produzione sia di gas che di petrolio determinato dal calo della produzione in Basilicata. Le ragioni di tale declino sono al momento ignote. Le riserve certe, probabili e possibili di petrolio riportate dalla Direzione generale del ministero dello sviluppo economico, ognuna pesata per la relativa probabilità di estrazione, ammontano a 122 Mtep di petrolio e 105 Mmc di gas. Il raddoppio del livello di produzione potrebbe essere garantito per un periodo di 11 anni per il petrolio e di 7 anni per il gas, e poi?

Petrolio oro nero Report-age.com 2014

“È inoltre illusorio immaginare che sia possibile portare sul mercato le riserve come se fossero contenute in un contenitore a nostra completa disposizione -spiega il Wwf Abruzzo in una nota – Lo sviluppo dei progetti di estrazione richiede un processo tecnicamente complesso ed economicamente costoso e  perciò tempi lunghi. Inoltre l’idea di riprendere ricerca e sfruttamento delle risorse di idrocarburi nazionali è stata lanciata nel 2011, sotto il Governo Monti, dal documento di Strategia energetica nazionale, quando i prezzi del barile erano stabilmente superiori ai 100 $/barile. Il calo successivo, nelle ultime settimane ha assunto la forma di un vero e proprio crollo, potrebbe mettere in dubbio la redditività di progetti pensati ad un prezzo considerevolmente superiore a quello attuale. L’urgenza di promuovere una riforma profonda della produzione energetica è dettata dalla grave crisi ecologica indotta dal cambiamento climatico. Indugiare nel paradigma dell’energia fossile non è né responsabile né innovativo. Le domande ed i dati sono sul tappeto. È necessario avviare un serio confronto sul futuro energetico del nostro Paese”.

Dante Caserta Foto Maria Trozzi Report-age.com 18.10.2014
Dante Caserta
Mario Mazzocca Foto Trozzi Report-age.com 18.10. 2014
Mario Mazzocca

Alla conferenza stampa oggi hanno preso parte anche Dante Caserta, consigliere nazionale Wwf Italia, e Mario Mazzocca, assessore all’ambiente della Regione Abruzzo ed è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione delle istanze e concessioni di ricerca ed estrazione di idrocarburi nella nostra regione e delle possibili azioni per contrastare la deriva petrolifera che colpisce l’Abruzzo come tanti altri territori in Italia. Attualmente l’Abruzzo è interessato da un elevato numero di istanze di ricerche ed estrazione di idrocarburi. I dati estrapolati dal sito del ministero dello sviluppo economico ed aggiornati ad ottobre 2014 sono eloquenti.

In terra ferma si contano

11 Permessi di ricerca
8 Concessioni di coltivazione
2 Concessioni di stoccaggio
9 Istanze di permesso di ricerca
1 Istanza di coltivazione

Sono interessate le 4 province abruzzesi, in particolare quelle costiere: Chieti, Pescara e Teramo

Nel mare antistante la costa abruzzese ci sono 
5 Permessi di ricerca
7 Concessioni di coltivazione;
1 Istanza di Permesso di prospezione;
4 Istanze di Permesso di ricerca;
2 Istanze di coltivazione.

Il rischio petrolizzazione per l’Abruzzo non è dato solo da Ombrina Mare, così come nel passato il pericolo non veniva solo dal famigerato Centro oli di Ortona.
Tutta la regione è minacciata ed il Governo nazionale ha più volte ribadito l’intenzione di fare dell’Abruzzo un distretto minerario. La nuova legge Sblocca Italia è un vero e proprio regalo ai petrolieri e trasforma l’Italia in una colonia per le trivelle anche attraverso una forzatura dirigistica in materia di valutazioni ambientali ed il prevedere la concessione unica per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi voluta dal ministero dello sviluppo economico. Se non verrà eliminato l’art. 38 della legge Sblocca Italia non vi sarà più alcuna possibilità per i cittadini, le amministrazioni locali e le Regioni di far valere la loro volontà rispetto alle multinazionali del petrolio. Per questo il Wwf sottolinea con forza la necessità che la Regione impugni davanti alla Corte Costituzionale l’art. 38 della legge (S)blocca Italia.

mariatrozzi77@gmail.com

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