Filò: alternativa a costo zero con cambio del mezzo e pista ciclabile

Pescara. In queste ore partecipano al tavolo preparatorio, primo passo per la definizione di un serio Piano della mobilità così Wwf, Carrozzine determinate, Comitato utenti strada parco, Comitato Oltre il gazebo NO filovia in un comunicato informano di aver proposto qualcosa di interessante che supererebbe la cattivissima fama del filobus: cambio del mezzo, corsia ad un solo senso di marcia, pista ciclabile lato mare. Il tutto a costo zero, confermano gli ambientalisti. E questa la soluzione per salvaguardare la Strada Parco ed evitare di elettrificare parti pregiate della città come corso Vittorio e ponte Risorgimento.

Filovia Pescara protesta

Quale migliore occasione, l’apertura dell’ amministrazione comunale di Pescara che in un tavolo tecnico permanente sul redigendo Piano della Mobilità, partecipato anche alle associazioni ambientaliste, per lanciare una proposta di buon senso sulla impantanata questione filovia, senza la cui risoluzione è difficile immaginare un Piano della Mobilità libero da condizionamenti, efficace ed esteso all’intera area metropolitana.

Scrive Loredana Di Paola del coordinamento dei gruppi ambientalisti: <Premesso che oggi sono universalmente riconosciute le gravi criticità tecniche e strutturali denunciate da anni e che l’ illegittimità del procedimento amministrativo permane e si aggrava dopo l’ultimo pronunciamento del Comitato VIA regionale, (che rilascia un titolo a lavori quasi ultimati quindi a “sanatoria ” ) , ci sentiamo in dovere di avanzare una proposta per evitare ulteriori danni ambientali ed economici cambio del rotabile, utilizzo di una sola corsia per il passaggio del nuovo mezzo, destinazione della corsia lato mare come pista ciclabile, utilizzo del percorso oggi ciclopedonale lato monte solo per i pedoni.  L’ art. 10 del contratto di fornitura del filobus, stipulato il 21 maggio 2007, prevede la facoltà per la committente (GTM Spa, nella qualità di stazione appaltante) di pretendere, senza alcun sovrapprezzo, la fornitura di rotabili aggiornati alle migliori tecnologie disponibili sul mercato. La rinuncia della elettrificazione del sistema non comporterebbe perciò alcun rischio di revoca del finanziamento (L.211/92) come peraltro confermato dal Ministero dei Trasporti, in risposta alle scriventi, con lettera del 20 aprile 2012 n. 2975.

Questo permetterebbe la sostituzione del veicolo prescelto (Phileas) con altro mezzo davvero innovativo e moderno, privo delle impattanti superflue infrastrutture fisse (pali dell’elettrificazione) e con dimensioni, costi di acquisto, gestione e manutenzione nettamente inferiori, meglio sostenibili dalla fiscalità generale. A solo titolo di esempio, il modello Citea a due assi, in versione ibrida, prodotto dalla stessa ditta costruttrice APTS di Eindhoven. I pali già installati, di pertinenza del sistema di elettrificazione, potrebbero essere convenientemente riutilizzati, con lievi modifiche, per l’ammodernamento dell’antiquato impianto dell’illuminazione del tracciato. L’utilizzo della sola corsia lato monte della carreggiata della strada parco permetterebbe di impiegare l’altra corsia come pista ciclabile, riservando marciapiede e pista ciclabile lato monte all’esclusivo utilizzo pedonale, in modo da non compromettere in modo definitivo le tre funzioni sociali del tracciato: trasporto pubblico, mobilità ciclabile, svago e ricreazione civile. Peraltro una durevole fase di sperimentazione del nuovo mezzo consentirebbe di verificare l’effettiva domanda di trasporto riscontrabile sulla strada parco, ferma restando, all’occorrenza, la ricerca di percorsi alternativi più profittevoli, agevolata dalla scelta di veicoli versatili, privi di qualsivoglia vincolo fisso al sistema di trazione.In dettaglio con la soluzione proposta:

a) si eviterebbe la pericolosa condizione di promiscuità, oggi presente per larghi tratti, di ciclisti e pedoni sul marciapiede lato monte ;

b) si eviterebbe il rischio concreto di pericolo per i viaggiatori insito nella posizione delle banchine di fermata adiacenti alla pista ciclabile, non ammesso dalla normativa vigente in materia di sicurezza;

c) verrebbero ridimensionate le criticità relative all’accesso al mezzo di trasporto, dovute alla presenza, specie sul lato mare, di barriere architettoniche in gran parte insuperabili, come ad esempio i marciapiedi, non idonei al transito dei portatori di disabilità.

d) la rinuncia al sistema di guida magnetica vincolata (col modello Citea, i magneti sarebbero previsti soltanto in prossimità delle banchine di fermata), farebbe venir meno l’esigenza di applicare le barriere fisiche di protezione su entrambi i lati del tracciato riservato al filobus, (indispensabili per il Phileas, appartenente alla “categoria ferroviaria dei tram su gomma”), che limiterebbero drasticamente l’accesso e l’attraversamento della strada parco da parte dei cittadini come ai tempi del tracciato ferroviario.

e) non ultimo, la scelta di sostituire il Phileas (in modalità filobus) con il mezzo ibrido qui proposto eliminerebbe il vincolo, imprescindibile, riguardo le gare d’appalto dei futuri due lotti ipotizzati. Si eviterebbe quindi l’obbligo di elettrificazione e palificazione di zone pregiate del centro cittadino come Corso Vittorio Emanuele e Ponte Risorgimento.

Presentiamo questa proposta con lo stesso senso di responsabilità che ci ha sempre guidato in questi anni di costante impegno nel confronto con un progetto come quello della filovia Pescara-Montesilvano denso di criticità e illegittimità. La speranza è che almeno questa volta la politica sappia recepire le istanze della società civile, dando finalmente un senso alla parola partecipazione>.

mariarozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Filò. Annunciata l’ultimazione dei lavori nonostante il fallimento 20.12.2014

Approfondimento

E’ deciso. No alla Via (Valutazione di impatto ambientale) SÌ purtroppo ai lavori per il Filò di Montesilvano– Pescara 05.11.2014

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