Skip to content

Smembrato il Cim. Tardio: “Lo scatolone giallo non è idoneo”

Sulmona (Aq). “Lo scatolone giallo non è idoneo, non è adeguato e l’accettiamo solo come soluzione temporanea, ma se queste sono le premesse, vista la cattiva volontà di trovare soluzioni, allora non credo che a primavera la situazione migliorerà. E’ lo smembramento completo del servizio, siamo ridotti ad una succursale dell’Aquila” così Massimo Tardio, commenta a caldo il frettoloso trasferimento del Cim, il Dirigente Asl del Centro salute mentale di Sulmona dell’Unità operativa territoriale di psichiatria per adulti ha incontrato stamane i giornalisti. L’area artigianale che ospiterà il Centro è abbandonata a se stessa da anni, marciapiedi pieni di erbacce e in pessime condizioni, micro discariche e immondizia ovunque, abitazioni con attività artigianali nel deserto e due belle antennone di telefonia mobile in bella mostra sul posto.

Massimo Tardio Foto Maria Trozzi Report-age.com 2014Il trasloco affrettato del Centro di salute mentale, nell’area Pip, è stato comunicato solo a voce appena martedì e senza nemmeno una circolare dal dirigente medico Vittorio Sconci, il dottor Tardio chiarisce che ha saputo del trasferimento solo grazie agli operai della ditta traslochi che si sono presentati in sede, su viale Mazzini, per procedere alle operazioni di carico. Non parliamo solo di mobili, ma di 7500 cartelle ed altri atti e dati sensibili da proteggere, trattiamo del trasferimento di 15 persone e della necessità di garantire le cure ad almeno 50 persone al giorno che vanno davvero seguite, ma facciamo riferimento soprattutto ad oltre 13 mila prestazioni l’anno che il Centro ha garantito, solo lo scorso anno. Questo per rendere l’idea della mole di lavoro che c’è da fare e della dimensione del problema. E’ come spostare un intero paese, bazzecole per la Asl? Gli operatori, ad esempio, hanno dovuto avvisare uno ad uno e nel giro di pochissime ore tutti i pazienti che avevano appuntamento in questi giorni, ma ce ne sono altre di persone che arrivano al Centro senza avvertire, senza preavviso. L’unico mezzo di collegamento con l’utenza è un telefonino con un trasferimento di chiamata per chi prova a contattare il centro di salute mentale al recapito 0864 31097 con tanto di spese telefoniche a carico del chiamante. Per chi raggiunge il Cim di viale Mazzini dalle ore 12 di oggi è stato affisso un cartello di avviso.

E’ un passaggio accelerato che non piace e nessuno, che spiazza 1200 utenti del servizio con il fatto che lo scatolone giallo, ex Croce Rossa nell’area artigianale, è una sistemazione momentanea cioè prevista per soli 6 mesi, ma sappiamo bene come vanno le cose. Lo scatolone giallo non rispondere ai parametri prescritti per una struttura sensibile come il Centro di igiene mentale. Insomma dalla padella alla brace perché l’immobile venne costruito con stanziamenti regionali, fondi statali e comunitari per dare a Sulmona una sede in cui svolgere i corsi professionali per l’avviamento ad attività artigianali e commerciali e in caso di urgenza per ospitare le scuole. In quei locali si svolsero però solo i corsi di macelleria. Quando un anno fa la Asl aveva proposto lo scatolone bianco, come sede alternativa a viale Mazzini, l’opzione venne contestata aspramente dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e ai vertici erano stati irremovibile nel negare lo scatolone giallo al Cim per una serie di motivi, ma anche perché si sarebbero dovuti recuperare di nuovo altri locali per la formazione professionale.

Con l’aggiunta del disorientamento dirigenziale perché i medici di Sulmona e Castel di Sangro, 2 volte al mese, devono prestare servizio all’Aquila, sono 30 ore in meno di servizio psichiatrico a Sulmona e se si considerano anche i medici di Castel di Sangro sono 180 ore in meno per i 2 comprensori Peligno e Sangrino.

Dopo il sopralluogo dei Nas sono state evidenti le precarie condizioni igienico sanitarie in cui era finita la sede del Centro in viale Mazzini, non migliora di certo la situazione il trasferimento nei locali dell’area artigianale con un cantiere aperto dove si stanno facendo lavori di ogni tipo, si alzano muri e fissano impianti. In via Lamaccio “Non c’è un tavolino (almeno fino ad oggi alle 12..) così il lavoro ordinario di assistenza va a scatafascio  e si badi bene … non abbiamo parlato di interruzione di pubblico servizio. Fateci caso, dalla parte della statale c’è ancora la tabella con su indicato il tipo di attività che si sarebbero dovute svolgere con i fondi del ministero per fare un corso di macelleria. A fianco dello scatolone giallo _ dove il Cim è stato relegato Tardio riferisce che _ dovevano essere garantiti i servizi per i nuovi insediamenti produttivi commerciali e artigianali e la struttura poteva essere impiegata anche per la scuola, ma temporaneamente e solo in caso di emergenza. Nessuno sembra aver chiesto l’autorizzazione per l’occupazione temporanea dell’immobile eppure la Asl ha assunto l’impegno di provvedere ad ottenere tutte le autorizzazioni. Secondo loro, lunedì saranno pronti, sarà tutto pronto _ aggiunge Tardio _ Stanno operando interventi notevoli nello scatolone giallo: cablaggi, installazione di impianti elettrici, linee per la rete Internet e si innalzano muri divisori. In mezzo a questo vero e proprio cantiere aperto noi dovremmo operare. Inoltre, tutto questo lavorio per soli  6 mesi ? _ il medico dubita che quella del Cim nello scatolone giallo dell’area pip sia una soluzione temporanea e teme che abbia lunga durata. Per accogliere il Cim nella struttura la Asl corrisponde 3 mila euro d’affitto per due piani e per 6 mesi, il terzo piano resta riservato al Comune di Sulmona. Sono mille euro di spesa invece per garantire un servizio navetta e 2 corse aggiuntive dall’ospedale Santissima Annunziata a via Lamaccio.

Il dirigente medico chiede inoltre che venga attivato il servizio di vigilanza e per le ore di effettiva permanenza degli operatori sanitari nel Centro di salute mentale dato che lo scatolone giallo è piuttosto isolato e ha diversi punti di fuga: “Non è per niente sicuro il posto e dopo la questione della collega di Bari, Sconci avrebbe promesso e garantito di attivare il servizio di vigilanza.. Il sindaco ha garantito che sarà solo per 6 mesi”. E dopo?

“Ribadiamo che questa non è una soluzione perché lo scatolone giallo non è una struttura sanitaria e ancora non ci può essere una struttura diversa da quello per cui l’area è stata destinata poichè d’interesse artigianale e commerciale (Pip).. Non sappiamo nemmeno se siamo in grado di produrre salute in una struttura come quella. Siamo stati penalizzati.. La nuova Asl ci aveva promesso che saremmo diventati centrali e invece finiamo in una struttura non a norma.. Non riescono a modificare il Piano regolatore regionale per questioni più importanti figuriamoci per un nucleo”. Tardio inoltre spiega che la patologia psichiatrica normalmente interessa il 5% della popolazione italiana, ma con questi chiari di luna, una crisi economica ormai endemica e la mancanza di lavoro e dignità, si registrerà un aumento del 20% .

E qualche segnale comincia a farsi vedere proprio dalle cosiddette sentinelle ovvero i dati grezzi riferiti ad esempio al trattamento sanitario obbligatorio. Lo scorso anno ce ne sono stati circa 12, quest’anno, mancano ancora 2 mesi al 2015, siamo già arrivati a 24 Tso disposti dal sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli.

Permane lo stato di agitazione  della dirigenza medica del Comparto sanità della Asl Avezzano­ Sulmona L’Aquila, Dipartimento di Salute Mentale. Le organizzazioni sindacali Nursind (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Cisal-Fpc(Federazione dedicata ai lavoratori delle funzioni Centrali, ovvero ministeri, presidenza del consiglio, comparto sicurezza, agenzie fiscali, enti pubblici non economici) non accettano la soluzione e le modalità con cui si è proceduto nel giro di poche ore a traslocare il Centro di salute mentale.

Edoardo Facchini Foto Maria Trozzi Report-age.com 2014

Facchini

“Rincorriamo le urgenze e non le programmazioni _ tiene a precisare il coordinatore del Tribunale per i diritti del malato Edoardo Facchini _ i dati registrati hanno portato alla riconferma del direttore generale perché ha raggiunto i parametri previsti dalla Regione, parametri che purtroppo non considerano i contenziosi a carico della Asl” tiene a precisare Facchini.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamento

Donna trovata morta in bagno a Sulmona 16.05.2015 
Giù dal quinto piano, muore 51enne di Sulmona 12.01.2015

Trasloco frettoloso del Cim, 1200 utenti disorientati e medici spiazzati 22.10.2014

Archivio 

CENTRO SALUTE MENTALE: I VERTICI ASL LO HANNO GIÀ CONDANNATO ALLA CHIUSURA 25.09.2014

CENTRO SALUTE MENTALE NEL GHETTO, MESSO AI MARGINI DALLA ASL 09.09.2014

CENTRO SALUTE MENTALE NEL GHETTO, MESSO AI MARGINI DALLA AS09.09.2014

2 Comments »

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: