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É deciso, futuri ragionieri e geometri all’Itis di Pratola e spieghiamo perché!

Sulmona (Aq)“Esprimo grande contrarietà alla decisione presa dalla Provincia di trasferire gli studenti delle 2 scuole, Itc De Nino e Itcg Morandi, nell’edificio dell’Itis di Pratola Peligna (Aq). Una decisione che appare eccessivamente frettolosa e che soprattutto non ha tenuto conto delle esigenze delle famiglie e dei ragazzi”.

Aggiornamento

Lo dichiara il sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, a conclusione dell’incontro di stamane in Prefettura all’Aquila per decidere dove trasferire gli alunni, delle 2 scuole di Sulmona sigillate, rimasti senza sede dopo il sequestro operato venerdì scorso dalla Guardia di Finanza, nell’ambito dell’inchiesta sulla messa in sicurezza del complesso scolastico di via Virgilia D’Andrea. “Stamattina ho presentato 3 proposte operative per fare in modo che le 2 scuole restassero almeno a Sulmona – spiega il sindaco – In particolare ho proposto il doppio turno con lezioni pomeridiane al Liceo Scientifico, in alternativa il trasferimento delle classi nella ex sede della Croce Rossa che ha già ospitato il Liceo Classico e infine il trasferimento nelle scuole medie Panfilo Serafini e Giuseppe Capograssi. Tutte e 3 le proposte sono state respinte inspiegabilmente dall’amministrazione provinciale e ho avuto l’impressione netta che tutto fosse stato già deciso, prescindendo dalla valutazione e dalla fattibilità delle soluzioni da noi avanzate. É stata penalizzata ancora una volta un’intera città da una decisione che provoca disagi enormi agli studenti e docenti. Stringere i denti per mesi, senza condannare gli studenti al pendolarismo, sarebbe stato possibile, anziché creare ulteriori problemi,  ma davanti alla chiusura totale della Provincia e della stessa dirigenza scolastica il Comune è stato messo nelle condizioni di non poter salvaguardare gli interessi degli alunni, delle loro famiglie e della nostra città. Questo trasferimento nell’Itis di Pratola provocherà pesanti ripercussioni anche sulle attività commerciali che gravitano attorno alla presenza degli istituti scolastici interessati. E’ un ulteriore danno perpetrato all’economia cittadina che sarebbe stato evitato se la Provincia fosse stata più attenta e costruttiva rispetto alle nostre proposte”.

Inspiegabilmente. In primis, i locali dove un tempo era ospitata la Croce rossa sono stati già destinati al Centro d’igiene mentale, Cim di Sulmona e al Centro diurno psichiatrico, la cui sede di viale Mazzini è inidonea ed è da ristrutturare. Anche in questo caso i medici del centro di salute mentale reputano inidonei i locali, ex Croce rossa, per svolgere in quell’immobile un’attività di cura tanto particolare, sarebbero destinati all’esilio e all’isolamento i circa 1200 utenti del servizio nel caso in cui lo scatolone giallo dell’area artigianale accogliesse il Cim. Per la sistemazione degli studenti negli edifici che accolgono già le scuole medie Serafini e Capograssi occorrerebbe tempo per organizzare gli istituti e dall’Aquila fanno sapere che sarebbe comunque necessario garantire ai 320 ragazzi e ragazze palestre e laboratori.  Si perderebbero altri preziosi giorni di scuola per i futuri ragionieri e geometri, in attesa di sistemare le sedi alternative proposte dal primo cittadino o comunque per rivedere spazi e orari delle lezioni nel caso di turni pomeridiani nel Liceo scientifico Enrico Fermi. La decisione di spostare i ragazzi all’Istituto tecnico industriale di Pratola è valida, ma solo per conclude l’anno scolastico, in questa situazione di grave emergenza. La Provincia si è portata troppo avanti e ha già pensato di rafforzare i collegamenti, per il trasporto dei giovani studenti all’Istituto tecnico industriale di Pratola. Dietro queste decisioni c’è forse un piano escogitato per rafforzare Pratola?

Sulmona impreparata. Basti pensare che da luglio 2014 è disponibile l’ex caserma Cesare Battisti e nonostante l’indagine della Gdf non sia nuova, sulla messa in sicurezza delle scuole sulmonesi, i finanzieri indagano dal 2013 e l’inchiesta è conosciuta da dicembre scorso, quando sono stati eseguiti gli arresti, ma delle eventuali carenze strutturali del complesso di via Virgilia d’Andrea nessuno si è preoccupato. Preparare una sede alternativa per i ragazzi voleva dire guardare oltre. É trascorsa una intera estate, tanto di vacanze scolastiche, senza far nulla per individuare una nuova sede ai 2 istituti e con il sindaco Ranalli preso a progettare per la ex caserma di viale Mazzini degli uffici che interessano profughi o chi attende il riconoscimento dello status di rifugiato.

Per dirla tutta, in città decine di immobili comunali e complessi monumentali sono stati affidati e praticamente regalati, dalle precedenti amministrazioni, ad associazioni o anche assegnati a privati per 2 soldi. Nella storia di questa città gli amministratori non si sono mai preoccupati di considerare una emergenza simile nonostante la consapevolezza di vivere in un territorio a massimo rischio sismico.

mariatrozzi77@gmail.com

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