Balconi con legno scadente, dell’Est Europa, ripulito come il denaro

Balcone Preturo (Aq) Foto Trozzi Report-age.com 2014L’Aquila. Non è stato impiegato  legno italiano per sospendere in aria gli 800 balconi delle 5 new town sigillate, in questi giorni, dagli agenti del Corpo forestale dello Stato, certo è che si tratta di legno scadente, marcio. Da dove arriva il materiale dei balconi incriminati e da chi sono stati collaudati? Risposte si troveranno, prima o poi, se Cese di Preturo, frazione del comune di L’Aquila, è finita sulle prime pagine di tutti i giornali per il crollo di un balcone che più di un mese fa ha svelato la precarietà della ricostruzione messa in cantiere per realizzare anche quei fabbricati di via Volontè spuntati dal nulla, all’improvviso, con le loro solette sporgenti che si reggono per l’allegria. Come tante, anche l’assegnataria dell’alloggio di via Volontè non vedeva l’ora di tornare a vivere in una casa normale e quando le è stato assegnato l’appartamentino in quel prefabbricato non credeva ai suoi occhi, il sogno è durato poco però. Nel giro di qualche mese quelle 4 mura con le macchie di umidità, la dispersione di calore, le crepe sulle pareti, l’intonaco che si sbriciola e il tetto che potrebbe cader giù hanno cancellato l’illusione, nemmeno 5 anni e lo stabile si è trasformato in una baracca. 

Balcone Preturo (Aq) Foto Trozzi Report-age.com 2014
Balconi Cese di Preturo (Aq) Foto Trozzi Report-age.com

Fa da ingresso un paesaggio bucolico che rende ancora più forte il contrasto col quartiere, a cornice le rotoballe di fieno e innanzi si apre uno scenario da incubo, di nuovo le impalcature attorno agli edifici per reggere la colonna di balconi, l’impressione è di trovarsi ancora tra le macerie che le new town hanno così ereditato dal sisma del 2009. La capacità di sfruttare le disgrazie altrui è l’unica a sopravvivere da queste parti, a far sì che per le 19 new town aquilane l’aggettivo nuovo sia declinabile al contrario così che appaia in tutta la sua asprezza l’accaparramento degli appalti milionari da parte delle imprese, l’affare della ri-costruzione che dopo il 6 aprile 2009 ha continuato a divorare fior di progettisti e costruttori dalle grasse risate e ha fatto gola anche a studi associati di ingegneri imperturbabili nel garantire speditamente una dimora non tanto ai terremotati (oltre 16 mila a L’Aquila) quanto ai fondi statali e non che, stanziati, sono in parte serviti solo per continuare l’opera precaria che la scossa delle 3:32  aveva messo a nudo, lasciando metà della popolazione del Capoluogo di regione senza casa, mietendo vittime ovunque nell’aquilano. Balcone Preturo (Aq) Foto Trozzi Report-age.com 2014La rovina della ricostruzione è sorella delle macerie lasciate dal sisma e il padre ne è la causa, non il terremoto.

Non è roba da poco, ma da pochissimo quel materiale procurato forse da un’azienda piacentina che nel raggruppamento temporaneo d’impresa, con altre del napoletano, vinse l’appalto per realizzare i balconcini. Il raggruppamento sembra che costruì con materiale scadente, sarebbe questa l’accusa, e allora tracciare il legno impiegato per costruire i balconi è il primo passo.

Il legno non è italiano e non proverrebbe nemmeno dalla Svizzera dove fece però tappa, probabilmente nella Confederazione Helvetica venne ripulito, così come si fa col denaro sporco. Il giro che hanno fatto fare al legname sarebbe dunque servito a recuperare uno straccio di credibilità per quella partita da impiegare all’Aquila, cercando di cancellarne le umili origini, da rintracciare nell’Europa dell’Est. A fornire il legno impiegato per molti dei balconi del progetto Case sarebbe stata la Polonia, località dove è possibile recuperare materiale da costruzione a prezzi incredibilmente bassi trascurando evidentemente la qualità. Se si aggiunge la fretta di concludere gli alloggi antisismici e qualche altra manovrina nell’aggiudicare e portare avanti parte dei lavori del progetto allora quella partita di legname scadente può considerarsi solo una delle cause del pessimo stato in cui sono ridotti i balconcini dei prefabbricati di Cese di Preturo, Coppito 2, Sassa, Arischia, e Collebrincioni, oggi tutti sigillati.

Balcone Preturo (Aq) Foto Trozzi Report-age.com 2014Sono stati realizzati seguendo un vecchio metodo, alla vecchia maniera, riferisce un esperto in costruzioni di origine abruzzese anche se sono stati costruiti solo 5 anni fa. Non c’è traccia di cemento armato sulle strutture, i mattoni forati sono uniti da un singolare collante che sembra alleggerito, composto da pallini bianchi, un telone arancione, forse è una guaina, separa i mattoni rossi dalla sfoglia di traversine in legno che tutte affilate formano 5 sottili livelli di piani legnosi in pessimo stato, uno sopra l’altro, il materiale è scadente questo è evidente. Il legno sembra poi incamiciato da un foglio d’intonaco e anche su questo ci sarebbe tanto da ridire.

R. S. 55 anni che di edilizia se ne intende, a guardare solo le immagini di uno dei balconi di via Volontè riferisce: “Il legno listellare, a vederlo, sembra marcio si presume che non sia neanche isolato da guaine di vario genere. Questo tipo di struttura non è adatta a lavorare a sbalzo. Le colle cedono dopo alcuni anni. Questi balconi mancano di qualsiasi supporto strutturale di sostegno”.

Balcone Preturo (Aq) Foto Trozzi Report-age.com 2014
Cese di Preturo(Aq) Foto Trozzi Report-age.com

Sono 800 i balconi sequestrati e 50 sono in pessime condizioni saranno demoliti. Altri 350 sono da tagliare, uno è crollato il 2 settembre e altri potrebbero fare la stessa fine. Anche se sono stati sigillati, bisognerebbe cominciare a porre le giuste domande.

  • Chi ha provveduto alla certificazione della partita di legno marcio che è stata impiegata per i prefabbricati di Cese di Preturo, Coppito 2, Sassa, Arischia, e Collebrincioni?
  • Chi ha collaudato i balconi e chi ha assistito alle prove di carico per i balconi interessati dai provvedimenti di sequestro, nessuno?
  • L’appalto per i balconi di via Volontè sarebbe stato assicurato ad una ditta che quel materiale da costruzione, il legno, se l’era già procurato in Polonia qualche mese prima andando in fallimento appena dopo aver finito i lavori del progetto Case, a distanza di una manciata di giorni dalla realizzazione di queste vere e proprie opere d’arte all’italiana. Come mai?

Il Cfs ha provveduto a sigillare i balconi, ma qualcuno insiste a caricare le solette esterne alle portefinestre con scarpiere, stendibiancheria, vasi proprio su via Volontè.

mariatrozzi77@gmail.com

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Archivio

Comandante Provinciale di L'Aquila, Missione sigilli: la Forestale avvia l’operazione per vietare l’accesso dalle porte finestre alle solette esterne, 800 balconi pericolanti, l’operazione interessa 494 famiglie aquilane 06.10.2014

Ricostruzione: l’onorevole Melilla chiede Commissione parlamentare d’inchiesta 06.10.2014

Crolla un tetto dopo il balcone, ancora a l’Aquila 10.09.2014

Sequestrati 800 balconi aquilani 12.09.2014

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