“Non te li versiamo” coltivatori del Tirino contro aumenti del Consorzio bonifica

Canali irrigui foto Maria Trozzi Report-age.com 2014
Canali irrigui foto Maria Trozzi

Ofena (Aq). Quell’aumento del 140% sul contributo per l’irrigazione gli agricoltori non glielo riconoscono al consorzio, sarebbe un “pareggio del bilancio non un aumento _ per Florenzio Schiavitti, presidente del Consorzio di bonifica Aterno – Sagittario _ Nel Tirino veniva effettuato uno sconto e non si usava il Piano di classifica al 100%” tiene a precisare Schiavitti.  Lunedì si incontreranno ancora gli imprenditori agricoli di Ofena e Capestrano, si rivedranno però armati di legali per decidere assieme quale strada intraprendere contro l’aumento del 140% del contributo di irrigazione già deciso, ovvero deliberato, dal Consiglio di amministrazione del consorzio di Pratola Pelgina (Aq). Dicono che contro “l’arbitraria” decisione del consorzio ricorreranno al Tar, Tribunale amministrativo regionale e alla Corte dei conti. 

Consorzio bonifica delibera Foto Trozzi Report-age.com 2014Delibera
Clicca qui per consultare l’intera delibera del Consorzio che prevede un aumento del 140% del contributo irriguo ai coltivatori del Tirino
Consorzio bonifica delibera Foto Trozzi Report-age.com 2014Delibera
Delibera di aumento del 140%

Dall’altra parte della barricata Schiavitti, petto in fuori muso duro, riferisce che non sarebbe mai stato fatto l’adeguamento del 20% previsto dal 2002, in poi, per i consorziati di questa fetta d’Abruzzo, i contadini dell’Aterno per 12 anni avrebbero pagato non in base a quanto previsto nel Piano di classificazione (Piano che classifica i terreni per individuare la somma del contributo) ma nessun altro amministratore del consorzio, sino ad ora, aveva imposto di applicare quelle tariffe e ritoccarle, man mano, per mettere a pari i coltivatori della diverse aree perché probabilmente quel Piano non era del tutto equo. Nemmeno il commissario aveva messo in atto gli aumenti. Dal 2002 ne è passata di acqua sotto i ponti e quel Piano va cambiato, per le associazioni di categoria, non è affatto d’accordo il presidente dell’ente consortile che con altri 9 del consiglio si è espresso a favore del pesantissimo aumento del contributo a carico dei coltivatori del Tirino, informati solo a cose fatte, cioè 10 voto per applicare 68 euro in più agli agricoltori di Capestrano e Ofena, nell’aquilano, e senza riflettere più di tanto per chiudere in pari il bilancio del Consorzio di bonifica. Bilancio nel baratro perché si devono pagare ancora  i suoi dipendenti e, per le entrate, l’ente può contare solo su quanto versato dai consorziati e sul ricavato dalla vendita, all’Enel, dell’energia elettrica prodotta dalla centrale di Capodacqua, proprio quella nella valle del  Tirino è l’unica a funzionare delle 3 previste nei 170 mila ettari di territorio consortile.

Si dovrebbe applicare l’aumento in attesa di mettere in moto le altre centrali e in base a quello che incamererà dalla vendita di energia il vertice del consorzio (40 mila ero l’anno tra presidenza e revisori) deciderà sulla futura riduzione della tassa-contributo, ma l’iter di autorizzazione delle opere è ancora in alto mare e i coltivatori sanno già come andrà a finire.

Schiavitti e Lerza, Presidente e direttore consorzio bonifica Aterno Sagittario Foto Trozzi Report-age.com 2014
Schiavitti e Lerza, presidente e direttore consorzio bonifica Aterno Sagittario

Tutto di botto l’ente ha deciso l’aumento del 140% e se oggi sul terreno si paga un contributo pari a 50 euro a ettaro, per i terreni raggiunti dalla poco invidiabile rete d’irrigazione dell’ente domani, a Capestrano e Ofena, si pagheranno ben 118 euro, a Pratola se ne pagano 120 e si arriverà a corrispondere all’efficientissimo consorzio ben 122 euro ad ettaro, ma con qualche leggerissima differenza tra la valle del Tirino e la valle Peligna, la prima è una zona svantaggiata di montagna che ha una produttività di gran lunga inferiore alla seconda. Il sindaco di Capestrano, Pino Marulli chiede certezze sulla sorte di quell’aggravio di pena per gli agricoltori e viene invitato dal Presidente Schiavitti a partecipare all’incontro dei sindaci, tutti della valle Peligna, che il consorzio ha organizzato per discutere della cosa.

Sala Capestrano incontro coltivatori Foto Trozzi Report-age.com 2014

In breve nella fossa dei leoni non ci andrà il primo cittadino di Capestrano. “Rifiutiamo di andare all’incontro con gli altri sindaci a Pratola Peligna.. È una trappola _ dichiara Alfonso D’Alfonso ex presidente dell’Arpa, oggi agricoltore, che interviene parlando anche per conto del sindaco di Capestrano e per non alimentare la guerra tra poveri coi sindaci peligni che riterranno giusto l’aumento _ Noi questo aumento, caro presidente, non te lo riconosciamo e non te lo versiamo, 50 euro sull’utilizzo dell’ acqua, ma l’acqua non si paga a consumo. Rassegnate le dimissione e dateci la possibilità di interloquire con la Regione attraverso un commissario” così D’Alfonso invita i coltivatori diretti ad unirsi per ricorrere assieme al Tar  e adire le vie legali, lunedì sera i coltivatori della valle del Tirino si ritroveranno di nuovo nella sala del castello e si organizzeranno al meglio, sono tutti d’accordo.

Domenico Pasetti Pres. Coldiretti Foto Trozzi Report-age.com 2014
Domenico Pasetti
Domenico Pasetti, presidente Coldiretti interviene: “Oggi la bonifica è una vera e propri tassa e si deve rispettare un criterio fondamentale che è la sostenibilità del contributo di bonifica e non rappresentare un costo spropositato di quello che è la rendita del terreno. Un Piano di classifica c’è perché i terreni devono essere classificati in base alla capacità di reddito. Ci sono aree coltivate in cui tutte le linee della bonifica stanno a 40 cm di profondità e si devono interrare, ma di quale bonifica e irrigazione stiamo parlando allora, 4 ore al giorno di acqua e per 5 giorni alla settimana ..Il piano di classifica del 2002 se non è stato applicato è perché non era sopportabile in questo territorio .. Qualora non si fosse proceduto vi invito a non procedere e se lo avete fatto vi invito a ritirare la delibera altrimenti agiremo in tutte le sedi opportune”.  Il consorzio di bonifica ha già deciso e insiste il Presidente a chiamare adeguamento quello che è un vero e proprio balzello, un aumento spropositato, una tassa piuttosto che in contributo che invece andrebbe proporzionato alla redditività del terreno e alla produttività. “Pari a 68 euro, per il 2014 si pagherà il 50% in più mentre nel 2015 si corrisponderanno gli altri 38 euro a ettaro” rimanenti del 2014 e per intero il contributo di 118 euro l’ettaro del 2015..chiarisce il direttore del Consorzio e vice sindaco di Capestrano Virgilio Lerza. Non ci vuole tanto ad immaginare che fine faranno gli agricoltori della valle del Tirino che magari prendono in affitto un terreno per coltivarlo a cereali e non rientreranno più con i costi perché il prodotto sul mercato ha un prezzo che non copre minimamente le spese.
Massimo Volpone Foto Trozzi Report-age.com 2014
Massimo Volpone

I ruoli che prevedevano un graduale aumento dei contributi per i terreni irrigui non erano mai stati presi in considerazione dalle precedenti amministrazioni proprio perché qualcuno li riteneva iniqui e quando il Piano di classificazione, 12 anni fa, fu presentano c’è persino chi tra le associazioni di categoria lo contestò così come avrebbe contestato nelle riunioni informali l’ipotesi di adeguamento del contributo tra valle Peligna e valle del Tirino.  “Il Piano di classifica va rimesso in discussione.. ci deve essere un equilibro tra ciò che si paga e ciò che si riceve e si riesce a produrre. Il riequilibrio non è da confondere con il livellamento” interviene sul dettaglio il direttore Coldiretti della provincia di L’Aquila Massimo Volpone quando Schiavitti dice che le associazioni di categoria erano d’accordo sull’aumento, ma subito viene smentito.

“Stiamo provando a far crescere il consorzio _ si rivolge così il Presidente (800 euro al mese) e fa capire che l’ente di bonifica ha 1 milione e mezzo di euro di debiti e per chiudere il bilancio a pari occorre probabilmente che qualcuno si sacrifichi, i consorziati pagano in ritardo e l’energia elettrica della centrale di Capodacqua, venduta all’Enel, non basterebbe quindi “siamo costretti a dividere questa spesa per tutti i consorziati”. Il debito si sarebbe accumulato, secondo quanto riferisce Schiavitti, dal 2009 anno in cui la Regione Abruzzo cessò di assegnare all’ente i contributi ci circa 300 mila euro annui per sostenere la struttura. Gli agricoltori di Ofena e Capestrano non sono disposti a pagare così tanto anche perché questo aumento non è legato ad alcun beneficio, i terreni della valle vengono irrigati per sole 4 ore al giorno e per 5 giorni a settimana con una pressione dell’acqua che non tiene testa nemmeno a quella delle fontanelle dei giardini pubblici.

“Un passo indietro, una delibera del commissario dopo il Piano di classifica del 2002 non ha equiparato i territori ” dice il presidente, ma i territori che dei vecchi 4 consorzi ora si raccolgono in quest’unico buco nero non sono equiparabili ed è per questo che gli imprenditori sono riuniti nell’aula consiliare del castello Piccolomini di Capestrano, qualcuno comincia a pensare di cambiare il Piano: “Quando ci vuole a cambiarlo?” un anno e mezzo, ma per fare davvero le cose per bene e per mettere in evidenza le inefficiente della rete del Consorzio, in tutte le sue parti, occorrerebbero almeno 2 anni per segnalare tutte le pecche della rete d’irrigazione virtuale, cioè solo sulla carta, o di quella marcita e di quella inefficiente. Tubi che sfiorano il terreno con l’acqua che non arriva perché non è a livello e ancora i canali a due metri dal fiume e quelli dove l’acqua si disperde perché il corso è stato semplicemente scavato nella terra, magari con la zappa, dove non c’è ancora un argine in muratura.

Dino Rossi Foto Trozzi Report-age.com 2014
Dino Rossi

“Manca un interlocutore importante l’assessore all’agricoltura. Si batte cassa, un milione e mezzo di euro. Eppure l’ex consorzio del Tirino ha l’unica centrale che funziona e che produce energia elettrica che dà anche a Pratola Peligna e fu l’unico ad avere il conto a pari prima della fusione nell’attuale consorzio” riferisce Dino Rossi del Cospa Abruzzo, associazione di allevatori della provincia di L’Aquila che insiste sulla necessità di andare in Regione e incontrare l’assessore all’agricoltura Dino Pepe e risponde a tono alle provocazioni del Presidente Schiavitti, memore di una telefonata in cui, la settimana scorsa, chiedeva chiarimenti sul paventato aumento del contributo e il Presidente del consorzio di bonifica aveva usato toni e termini piuttosto discutibili, mentre era in viva voce.

mariatrozzi77@gmail.com

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