Risarcimento danni. Orso versus api: le galline non hanno la peggio

http://www.parcoabruzzo.it/gallery.dettaglio.php?id_foto=9991
Orso bruno marsicano Pnalm

Gli orsi sono buon gustai de gustibus non est disputandum, ma il risarcimento dei gusti dannosi dell’orso è un diritto di tutti, non di molti. Solo traducendo in termini ragioneristici si può capire a volo (d’ape) il sacrificio affrontato da M. M. apicoltore di 27 anni che a Pettorano sul Gizio curava 3 arnie messe in piedi con cura, la sua attività è in fase di startup, le sue arnie purtroppo sono finite nel mirino degli orsi bruni marsicani.

Pollaio razzolato dal cucciolo d'orso 17.09.2014
Pollaio visitato dall’orso

Nonostante tutto il giovane è dalla parte dell’orso, nonostante le casette distrutte, nonostante il lavoro di una intera stagione sia andato in fumo il 26 settembre quando il raid del plantigrade finisce nel verbale del Corpo forestale dello Stato, ma sempre col dubbio sull’autore. Poi dalle feci sui telai si riconosce la firma dell’orso, ma il verbale resta identico: “Probabilmente è stato un attacco dell’orso”. Telai rotti, orme dappertutto e miele scomparso, allora il ragazzo si rivolge alla Provincia per avere la copertura dei danni, poi alla Riserva naturale regionale del monte Genzana, ma dallo scarica barile allo scaricatore di porto è un attimo. Mentre l’orso digerisce con tutta calma, l’apicoltore ingoia bocconcini amari, intanto uno dei figli di Gemma, nel raid notturno ai pollai, viene impallinato e ci rimette le penne, pardon, la pelliccia. Ape foto2 Maria Trozzi Report-age.com 07.04.2013Quando la Riserva del Genzana intende mettere a disposizione un fondo per coprire i danni dell’orso, la cosa sembra interessare solo le galline pappate dal mammifero, un centinaio i polli scomparsi all’improvviso, pace all’anima loro. La carneficina di galline di Pettorano porta la firma di almeno 5 colpevoli, non imputabili, orsi del Pnalm (Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise). Niente guerra tra poveri, è semplicemente giusto che questo ragazzo abbia lo stesso diritto al risarcimento riconosciuto agli altri, senza nulla togliere.

Arnie Foto 8 Report-age.com 27.09. 2014
Arnie Report-age.com 27.9.14

A questa grave perdita segue la strage silenziosa che ha ben altri numeri, decine di migliaia e sotto traccia, perché a rappresentare la categoria è solo un individuo. Due volte la popolazione del capoluogo Peligno, Sulmona, in ogni arnia distrutta (costa circa 100 euro) si raccolgono oltre 40 mila api, quasi 60 chili di miele, 20 chili sono per il nido (restano alle api per resistere all’inverno) e 20/40 Kg da melario cioè quelli che l’apicoltore sottrae ai grandiosi insetti. Moltiplicare il tutto per tre, il plantigrade di casette ne ha fatte fuori tre, e vediamo quanto è costato al ragazzo. Il miele che gli orsi si sono pappati il 26 settembre, nella riserva naturale, verrebbe a costare circa 10 euro al chilo, giusto per fare 2 conti. Le casette dell’alveare dispongono ciascuna di 20 telai, per ogni telaio si spende circa 1 euro e 50 centesimi. Più o meno lo stesso prezzo va riferito al foglio di cera che si scioglie sul telaio per creare le condizioni ideali di lavoro all’ape operaia che nelle sue quasi 6 settimane di vita, in tranquillità, custodirà quel piano per le larve o per il miele. Le galline sono buone e in ordine d’importanza vengono dopo l’orso bruno marsicano, se ne conterebbero 40 esemplari nel Pnalm, ma non si sa da quanto tempo non sono censiti. Alle api che importanza diamo? Il costo del dessert dopo il pollo, pardon, l’apicoltore sarebbe escluso dai contributi della riserva da assegnare, a quanto pare, per i pollai danneggiati e le galline defunte. Forse perché il principale limite della democrazia moderna è proprio la dittatura della maggioranza ed è più utile rimborsare una gallina da 8 euro (costo medio di un esemplare) che una famiglia di api il cui valore oscilla dai 150 ai 200 euro, in quest’ultimo caso l’ape regina e il suo entourage sono certificati. Dunque, sempre meglio accontentarne molti con poco che uno solo con molto. Senza nulla togliere ai polli che hanno riacquistato valore e dignità, in questi periodi di magra, il miele e le api dovrebbero avere altrettanto, senza aggiungere l’impollinazione e il fatto che le api non se la passano bene ultimamente, sarà l’inquinamento, sarà la concorrenza delle super colleghe del Sud pronte a colonizzare l’alveare del vecchio Continente, fatto sta che non ce ne sono molte in giro. Le scorribande dell’orso sembrano essere cessate, probabilmente perché hanno anticipato il letargo, satolli come sono sverneranno in tranquillità. Le poche api rimaste ronzano non proprio felici.

Ape foto Maria Trozzi Report-age.com 07.04.2013
Foto Maria Trozzi

La Riserva potrebbe assicurare allo sfortunato apicoltore, per il momento, solo la rete elettrificata, ma sembra imporre anche delle condizioni al giovane, niente più api. Le galline hanno sempre la meglio! Sembra che i recinti elettrici, per scuotere l’orso alla follia pura e via via condurlo lontano dal centro montano, saranno distribuiti la prossima settimana, ma anche lì qualche osservazione non manca. Tutto l’armamentario verrebbe a costare circa 300 euro, paletti inclusi. Resta il fatto che una rete da circa 50 Watt di potenza non basterà di certo a dissuadere l’orso a papparsi altro miele o altre galline considerando che un trasformatore di energia, decente, costa non meno di 800 euro per garantire una recinzione elettrica di potenza almeno pari a 400 Watt, il minimo per evitare al plantigrade di entrare, ma che comunque non gli impedisce di sollevare i paletti, più volte, in diverse occasioni e con tanto di elettroshock. Mentre si prepara a scendere in campo l’associazione Ursus No choc, dopo il lauto dessert dell’orso,  60 chili di miele andato perso, altrettanto finito in rovina e 120 mila api cadute nel campo di battaglia, chiudiamo elettrizzati: “Quando le api scompariranno all’uomo resteranno solo 4 anni di vita” incrociate le dita, forse direbbe Albert Einstein, e all’orso cosa facciamo mangiare, quanto ancora resisterà? Galline permettendo, la risposta si sa già.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Arrivano gli indennizzi per danni dell’orso, lista aperta sino al 24 novembre a Pettorano sul Gizio 11.11.2014

Questa presentazione richiede JavaScript.

Pesco ferragosto foto Maria Trozzi Report-age.com 2013Senza che ce ne accorgiamo, miliardi di api stanno morendo e la nostra catena alimentare è a rischio. Le api non si limitano a fare il miele: sono una forza lavoro immensa e umile, che impollina il 75% delle piante che coltiviamo. Tra pochi giorni gli USA potrebbero decidere di vietare i pesticidi tossici che le stanno sterminando. Arrivare a quel divieto è possibile e noi lo sappiamo bene: dopo una mega campagna Avaaz dell’anno scorso, l’Unione Europea ha proibito quel gruppo di veleni che numerosi scienziati accusano per la morte delle api. Proprio ora le società dell’industria chimica stanno facendo pressione senza tregua sulle autorità statunitensi per impedirlo. I nostri alleati interni, però, ci fanno sapere che l’opinione pubblica potrebbe rovesciare la situazione in favore del divieto. Facciamoci sentire, allora! Se gli USA si muovono, daranno il via ad una reazione a catena nel resto del mondo. Non abbiamo tempo da perdere: la task force della Casa Bianca per le api presenterà le sue proposte tra pochi giorni. Non si tratta solo di salvare le api, si tratta della nostra stessa sopravvivenza.

Petizione affinché gli Stati uniti mettano al bando i pesticidi assassini prima che le api si estinguano

 Le api sono cruciali per la vita sulla Terra: ogni anno impollinano piante e raccolti per un valore stimato di 40 miliardi di dollari. Se non verrà fatto nulla per salvaguardarle, molta della frutta e verdura che amiamo rischia di scomparire e un terzo delle scorte di cibo andrà perduto. Negli ultimi anni stiamo assistendo al rapido declino nella popolazione delle api: alcune specie si sono già estinte e proprio in California, dove si produce la maggior parte del cibo negli Usa, ogni anno gli apicoltori perdono un terzo delle api. Gli scienziati sono alla disperata ricerca di risposte. Mentre alcuni studi, spesso finanziati dalle industrie chimiche, affermano che la causa potrebbe essere una combinazione di fattori, tra cui malattie, perdita dell’habitat e sostanze chimiche tossiche, altri studi, indipendenti e autorevoli, sono giunti alla conclusione che i colpevoli siano i pesticidi neonicotinoidi. Grazie a queste prove schiaccianti e ad una campagna super efficace di Avaaz e dei suoi partner, l’UE li ha messi al bando. L’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (Epa) è incaricata dal Congresso di regolamentare le tossine, ma per anni ha aggirato la legge, sottostando alle pressioni dell’industria chimica. Ora, la task force della Casa Bianca per la salute delle api potrebbe convincere l’EPA a cancellare la registrazione dei pesticidi, così non potranno più essere venduti negli USA. Ecco la nostra opportunità. La task force pubblicherà il suo rapporto tra pochi giorni.

Oltre 3 milioni, in tutto il mondo, sostengono questa campagna. Non possiamo più lasciare la nostra delicata catena alimentare nelle mani delle aziende chimiche e dei legislatori sul loro libro paga.

Un costo pesante, il valore degli insetticidi neonicotinoidi in agricoltura (Centro per la sicurezza alimentare, in inglese).

Memorandum presidenziale creare una strategia federale per promuovere la salute delle api da miele e degli altri impollinatori (La Casa Bianca, in inglese)

Usa: task force per proteggere le api (La Repubblica)

Moria delle api: colpa dei pesticidi neonicotinoidi, la conferma di Harvard (GreenMe)
http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/13387-moria-delle-api-harvard

Muoiono le api e la produzione di miele crolla del 50 per cento (Il Sole 24 ore)
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-09-11/muoiono-api-e-produzione-miele-crolla-50-cento-162456.shtml?uuid=ABZ5uosB

Petizione per una revisione ad interim dei pesticidi neonicotinoidi (archiviata il 7 luglio 2014, IN INGLESE)
http://docs.nrdc.org/health/files/hea_14070701a.pdf

La costosa guerra delle lobby contro le api (National Journal, IN INGLESE)
http://www.nationaljournal.com/energy/the-costly-lobbying-war-over-america-s-dying-honeybees-20140701

Nota dell’EPA rivela preoccupazione che i pesticidi possano causare la morte delle api (SF Gate, IN INGLESE)
http://www.sfgate.com/cgi-bin/blogs/green/detail?entry_id=79910

Api in caduta libera mentre uno studio dimostra un improvviso declino negli USA (The Guardian, IN INGLESE)
http://www.guardian.co.uk/environment/2011/jan/03/bumblebees-study-us-decline?INTCMP=SRCH

2 risposte a "Risarcimento danni. Orso versus api: le galline non hanno la peggio"

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.