Gli infermieri scendono in piazza il 3 novembre: blocco del contratto è inaccettabile

sciopero_3_11_14“E’ inaccettabile il perdurare del blocco del Contratto della sanità e il disinteresse del governo verso i lavoratori del Sistema sanitario nazionale _ così il Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche, dichiara lo sciopero del personale del comparto sanità il 3 novembre. Per il Segretario nazionale Nursind, Andrea Bottega è “Grave che alla vertenza non abbia mai partecipato un rappresentante del ministero della Funzione pubblica a dimostrazione dello scarso interesse verso i lavoratori che garantiscono i servizi per la salute pubblica” .

Andrea Bottega Segretario nazionale Nursid Report-age.com 2014Si è chiusa con la proclamazione dello sciopero del personale del comparto del Sistema sanitario nazionale la vertenza del personale infermieristico e del comparto sanità promossa da Nursind per il perdurare delle gravi criticità legate alla valorizzazione economica e di carriera del personale e alla sempre più grave disoccupazione infermieristica. Nursind ritiene grave che agli incontri per il raffreddamento della vertenza sia mancata la presenza del Ministero della Funzione Pubblica e del MEF, mentre per il minacciato sciopero delle forze dell’ordine si era addirittura mosso il Presidente del Consiglio dei Ministri. Dobbiamo concludere che la Salute dei cittadini per questo governo vale meno della loro sicurezza.

I motivi principali per i quali Nursind proclama sciopero sono:

  1. il perdurare del blocco del trattamento economico del personale del SSN previsto dal DL 78/2010 convertito nella legge122/2010 e il taglio dei fondi della contrattazione integrativa;
  2. il mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il comparto sanità;
  3. il permanere della crisi occupazionale infermieristica che vede circa 30.000 infermieri non occupati e il sovraccarico di lavoro che la categoria sopporta per il perdurare del blocco del turn over, il mancato ricambio generazionale per la riforma pensionistica, l’invecchiamento e l’usura del personale;
  4. lo stato di demansionamento in cui versa il personale infermieristico chiamato a coprire nel sistema le carenze di altre figure e del personale di supporto;
  5. l’impossibilità di valorizzare qualsiasi percorso di carriera per la professione infermieristica a livello nazionale e aziendale.

Accanto allo sciopero saranno attivate altre iniziative atte a sollecitare il governo e le forze politiche verso una soluzione che veda ripartire la contrattazione e lo sblocco del turn over, in primis l’adesione alla mobilitazione unitaria del personale della sanità prevista per il 23 ottobre.

“Gli infermieri occupati e disoccupati ci chiedono a gran voce di manifestare il disagio che la categoria da anni sopporta perché sono sempre maggiori le responsabilità, le esigenze organizzative e le aspettative degli assistiti. Senza una possibilità di valorizzazione del personale difficilmente si potranno realizzare quei cambiamenti al sistema che tutti auspicano” afferma il Segretario Andrea Bottega _ Le risorse economiche per il rinnovo dei contratti si possono ben trovare all’interno del sistema senza tagliare sui diritti o sui servizi, ma ci sia data la possibilità di trasformare una parte di questi risparmi in risorse per la valorizzazione del lavoro degli infermieri” conclude il segretario nazionale. Nei prossimi giorni la Direzione nazionale definirà anche l’organizzazione di una manifestazione a Roma sempre per il 3 novembre 2014.

Nursind agli infermieri: “Non inginocchiatevi di fronte all’uteriore blocco degli stipendi”

Ci prepariamo alla mobilitazione del personale nel mese di novembre quando chiederemo ai lavoratori pubblici di manifestare la loro contrarietà ai continui blocchi degli aumenti stipendiali e di ridurre la produttività in quanto non ci sono risorse per retribuirla adeguatamente. 
Sappiamo che il governo se ne farà una ragione della nostra manifestazione, speriamo che i cittadini se ne facciano altrettanta quando non troveranno i servizi all’altezza delle aspettative e quando si troveranno a pagare di tasca propria l’assistenza infermieristica che lo Stato non è in grado di garantire. 
Gli infermieri da anni provati dal blocco del turn over e delle retribuzioni (che non recupereranno più per tutta la loro vita!) hanno buone ragioni per limitarsi a quanto si sentono di garantire dando priorità alle attività di maggiore responsabilità.

mariatrozzi77@gmail.com

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