Bussi inquinamento acque. Mantini: “avvertirono Montedison non i cittadini”

Foto Maria Trozzi
Bussi sul Tirino, polo chimico.

Chieti. Per la discarica dei veleni di Bussi sul Tirino 19 imputati, alcuni deceduti, tutti ex dirigenti ed amministratori della Montedison, sono accusati di avvelenamento delle acque e disastro ambientale doloso. Per la responsabilità sulle discariche dei veleni di Bussi stazione, al presidente della Corte d’Assise Camillo Romandini spetta l’ultima parola, la pronuncia del collegio entro Natale.

Foto trozzi
Foto Maria Trozzi

Va accertata ogni  responsabilità per i sopravvissuti al silenzio, per le 500 mila tonnellate di rifiuti tossici sepolti, per oltre un trentennio (dal ’70 in poi), sotto un’area grande come 15 campi da calcio a pochi metri dal fiume Pescara. Dalle falde acquifere inquinate 700 mila abruzzesi hanno attinto l’acqua da bere per decenni,  sono 27 le parti civili costituitesi nel processo ed è stimato in 8 miliardi e mezzo di euro il costo dei danni provocati al territorio. Nel 2007 un’inchiesta della Forestale di Pescara portò alla luce quanto nascosto dal polo chimico di proprietà dell’ex MontEdison, a coordinare l’indagine fu l’allora Vice Questore Cfs Guido Conti.

Stralcio documento incidenza Tumori dell' Agenzia sanitaria regionale
Stralcio documento incidenza tumori commissionato dall’ Agenzia sanitaria regionale e che fonda sui dati di ricovero per cause tumorali negli ospedali abruzzesi

Nel 2012 uno studio dell’Agenzia sanitaria regionale abruzzese indica l’incidenza dei tumori nei comuni abruzzesi, nelle carte è proprio Bussi il Comune a più alta incidenza per il cancro, il documento resta nel cassetto fino a quanto il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua non ne entra in possesso e lo rende pubblico, ma a gennaio 2014. Domani, sempre per l’Avvocatura dello Stato, è prevista la requisitoria del pubblico ministero Giuseppe Bellelli che ha fatto riferimento allo studio dell’ente regionale e al dato dell’omertà.

Foto Maria Trozzi
Discriche 2A e 2B foto Maria Trozzi

“Le pubbliche autorità avvertirono Montedison dell’inquinamento delle acque dei pozzi e non i cittadini, le vittime” la requisitoria del pubblico ministero Anna Rita Mantini non lascia scampo. Al processo Bussi (Pe), celebrato a Chieti, si scopre ben oltre l’immaginabile. Si svela un documento ufficiale dell’impresa che esorterebbe a non spaventare la gente sui pericoli dei veleni sotterrati e ancora da uno dei nuovi documenti Montedison, illustrati dal pm Mantini, risalenti al dicembre 1971 e relativo ad un sopralluogo nella discarica Tremonti, si ammetterebbe che gli scarti di lavorazione chimica seppelliti sarebbero potuti arrivare in profondità. Dal  1991 al 1994 l’investimento ambientale nel polo chimico sembra sia stato ridotto di ben 30 miliardi di lire,  dai documenti sarebbe emerso che nel 1993 una società di consulenza avrebbe indicato alla Montedison l’inadeguatezza delle misure di sicurezza dell’azienda. In questo studio datato (21 anni fa) i consulenti esterni avrebbero proposto un impegno economico per la bonifica. Una proposta forse troppo onerosa per la Montedison tanto che la pubblica accusa mostra un appunto relativo ad una riunione dei dirigenti Montedison dove ci sarebbe scritto: “vecchie discariche, non ci conviene” e “noi”, insomma anche se lo studio fu consegnato ad uno degli amministratori della società, oggi imputato, Montedison avrebbe deciso di risolvere la questione internamente.

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio 21.01.2014

Tumori in Abruzzo e inquinamento documento inquietante dell’Agenzia sanitaria regionale

Il Forum dei Movimenti per l’Acqua divulga un preoccupante documento dell’Agenzia Sanitaria Regionale e si domanda perché non è stata data adeguata pubblicità al report. 

Analisi della Prevalenza dei Tumori nei Comuni della Regione Abruzzo – anno 2006-2011 è  il titolo del documento che Il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua divulga oggi. Il report, realizzato nel 2012, risulta essere stato commissionato a 4 esperti (Manzoli, Di Candia, Flacco, Muraglia) dall’Agenzia sanitaria regionale abruzzese e si fonda sui dati di ricovero per cause tumorali negli ospedali abruzzesi. Lo studio è stato condotto secondo questa metodologia in assenza di un Registro dei Tumori che in Abruzzo non è mai stato istituito.

I risultati di questa analisi, basata solo su un approccio descrittivo e non inferenziale, evidenziano comunque alcune situazioni che, secondo gli stessi autori, dovrebbero essere attentamente approfondite e rese oggetto di analisi epidemiologiche di dettaglio. Si legge, infatti, nel documento “In conclusione, questa stima della distribuzione geografica della prevalenza di tumori solidi ed ematologici ha permesso di evidenziare alcune aree critiche, nelle quali il tasso standardizzato di tumori è stato significativamente superiore allo standard regionale in entrambi i trienni considerati.

Più oltre, nelle conclusioni “Dall’analisi della distribuzione geografica dei tumori emergono quattro zone distinte con una prevalenza tumorale significativamente più elevata della media regionale per tutto il periodo considerato: il comune dell’Aquila, il litorale dell’area metropolitana di Pescara, i comuni di Bussi sul Tirino e Popoli, infine una parte dell’entroterra marsicano. Come in precedenza accennato, il comune di Bussi ed il litorale pescarese, nella zona adiacente i tratti terminali dei fiumi Saline ed Alento, sono proprio gli unici due Siti di Interesse Nazionale per motivi di inquinamento ambientale presenti in Abruzzo secondo il Ministero della Salute [16].”

A Bussi, a mero titolo di esempio, posto 100 il tasso di prevalenza (SMR) regionale, nel triennio 2006-2008 il tasso è 170 (+70% quindi!) con 265 casi osservati rispetto ai 155 attesi e 152 nel triennio 2009-2011. Pescara ha un tasso di 117 nel triennio 2006-2008 e 118 nel triennio successivo. Si legge nel documento “In particolare, in entrambi i trienni si sono osservati SMR molto elevati (≥140) nel comune di Bussi sul Tirino e nei due comuni adiacenti di Aielli e Cerchio.”

Per quanto riguarda l’area metropolitana di Pescara da anni movimenti ed associazioni segnalano anche il possibile impatto dell’inquinamento dell’aria, in considerazione dell’influenza sulla salute di polveri sottili (ad esempio, sul cancro al polmone) e di altri inquinanti come gli Idrocarburi Policiclici Aromatici.

Gli autori, d’altro lato, precisano che potrebbero esserci fattori di confusione, come la percentuale di obesi, fumatori e alcolisti che dovrebbero essere considerati nei necessari approfondimenti. In ogni caso così commentano questo aspetto “Ad esempio, nei comuni considerati la percentuale di fumatori (o di alcolisti, o obesi, etc.) potrebbe essere decisamente superiore al resto dell’Abruzzo. D’altro canto, i risultati del Progetto Passi [18] e di altre indagini meno recenti [19-21] stimano la prevalenza di fumatori, bevitori di alcolici e obesi solo di poco superiore alla media regionale nei comuni di Avezzano-Sulmona; addirittura inferiore nel pescarese (non vi sono dati, invece, sui comuni di Bussi e Popoli). Se è logico ipotizzare che tali diversità possano causare differenze nell’SMR dell’ordine del 5%-15%, come quelle osservate nel comune di L’Aquila (che mostra una prevalenza di fumatori, alcolisti e obesi leggermente superiore alla media regionale),è tuttavia meno probabile che valori di SMR oltre 140-150 possano essere esclusivamente causati dalla presenza di fattori di rischio estranei al fumo e all’inquinamento. In ogni caso, se il disegno dello studio non permette di dirimere la questione,ci è comunque utile per confermare l’esistenza del problema in alcuni luoghi e segnalarne eventuali altri. Alla luce dei risultati, è quindi innegabile che siano necessari ulteriori studi specificamente dedicati alle zone segnalate [22].

Dichiara Augusto De Sanctis, del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua“Non siamo riusciti a trovare questo documento tra quelli scaricabili dal sito dell’Agenzia Sanitaria Regionale e ci chiediamo perchè non sia stato adeguatamente diffuso per informare la cittadinanza. Esistono precise responsabilità da parte degli enti pubblici nell’assicurare adeguate misure – dall’esame di nuove autorizzazioni alle emissioni alle attività di bonifica ecc. – per prevenire l’insorgere di malattie nella popolazione su cui incidono fattori ambientali quali l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo. In generale dobbiamo diminuire la nostra pressione sull’ambiente ma in Abruzzo continuano imperterriti a dare nuove autorizzazioni. In presenza di accertate condizioni di criticità, in attesa di approfondimenti, bisognerebbe applicare rigorosamente il Principio di Precauzione. Lo studio conferma l’urgenza di istituire il registro regionale dei tumori e di provvedere ad un’analisi epidemiologica di dettaglio nelle aree che appaiono più critiche. Ricordo che lo Studio SENTIERI dell’Istituto Superiore di Sanità condotto in 44 siti nazionali di bonifica ha concluso che nelle aree fortemente inquinate vi è un forte eccesso di mortalità. Purtroppo i due siti abruzzesi (Saline-Alento, ora sito regionale, e Bussi) non furono inclusi e questo rende ancora più urgente la realizzazione degli studi epidemiologici in queste aree”.

Per ottenere le bonifiche, il miglioramento della qualità dell’ambiente abruzzese, la tutela della salute dei cittadini e per una vera e propria rivoluzione nello stile di vita e nell’economia con altre organizzazioni e movimenti abbiamo lanciato anche in Abruzzo la campagna STOP-BIOCIDIO, partita con la grande manifestazione di Napoli sulla Terra dei Fuochi.

2 risposte a "Bussi inquinamento acque. Mantini: “avvertirono Montedison non i cittadini”"

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