Capodoglio morto a Polignano a mare forse era nel gruppo di Punta Penna

Polignano a mare (Bari, Puglia). Dei 7 capodogli spiaggiati ne avevano salvati 4 il 12 settembre scorso a Punta Penna ed erano lunghi almeno 6 metri, stesse dimensioni della carcassa di balena recuperata a Polignano a mare. Le cause del decesso di quest’altra balena sono sconosciute, ma le acque si aprono al pensiero che il Capodoglio di Polignano sia uno dei 4 cetacei che tanti volontari salvarono quel giorno in spiaggia. Giorno nero per l’Ambiente in Abruzzo, quel 12 settembre nell’entroterra un Orso bruno marsicano moriva stremato a Pettorano sul Gizio (Aq), nella Riserva naturale monte Genzana alto Gizio, impallinato la sera prima dal proprietario di un pollaio che avrebbe rifiutato di montare il recinto elettrificato, secondo indiscrezioni. Il plantigrade aveva preso di mira, da qualche tempo, gli allevamenti del posto .

Capodogli a Punta PenneGiorno nefasto, il 12 settembre, per gli animali del nostro Pianeta e per l’Ambiente abruzzese a causa dell’uomo, quasi sicuramente! La carcassa in avanzato stato di decomposizione di un capodoglio è rimasta incagliata tra gli scogli di Polignano a mare, nell’area del porto turistico di San Vito. Il resto della balena è ancora nel fondale. Sul posto sono intervenuti gli attivisti del Centro di recupero tartarughe marine di Molfetta, il personale medico veterinario dell’Asl e i militari della Capitaneria di porto di Monopoli. Domani sarà compiuta la necroscopia, i risultati faranno luce sulle cause della morte e forse permetteranno di capire se questa balena  appartiene al gruppo  disorientato finito sulla riva vastese.

Nel caso dei 7 capodogli spiaggiati a Vasto, tre non ce l’hanno fatta, le cause della morte sarebbero da individuare negli effetti della ricerca invasiva di petrolio nei fondali adriatici. L’air-gun, per esempio, che produce un rumore fortissimo che spaventa e disorienta i cetacei e li porta a riemergere troppo in fretta tanto da impedire la decompressione, i gas restano nei vasi sanguigni ed è la fine. Contraria a questa tesi è l’Assomineraria, associazione dell’industria mineraria e petrolifera la quale dichiara: l’air gun non c’entra e così nega una qualsiasi correlazione tra le attività di rilievi geofisici di sismica e la morte dei capodogli.

Comunicato Assomineraria

“Nessun legame tra lo spiaggiamento dei sette capodogli e i rilievi geofisici detti air gun, lo afferma Assomineraria, l’Associazione Italiana per l’industria mineraria e petrolifera, che spiega: “Sono anni che nell’Adriatico italiano non vengono effettuati rilievi geofisici di sismica a riflessione, cosiddetti air gun. Sarebbe bastata questa banale verifica per escludere qualsiasi correlazione tra tali attività e lo spiaggiamento dei capodogli a Vasto. I tentativi di correlare lo spiaggiamento alle attività di ricerca di idrocarburi in Adriatico, che in oltre 40 anni non hanno mai determinato alcuna problematica ambientale sono privi di qualsiasi fondamento. A livello internazionale non vi è alcuna evidenza scientifica sulla correlazione tra tali attività e fenomeni di disorientamento dei cetacei. L’attività di ricerca e produzione di idrocarburi in Adriatico fornisce un contributo sostanziale all’indipendenza energetica dell’Italia, contribuisce all’occupazione e allo sviluppo economico del Paese, e viene operata con grande attenzione alla protezione dell’ambiente e della sicurezza _ su quest’ultimo punto nutriamo ulteriori incertezze _ L’ultimo rilievo di questo tipo, nel mare croato, è stato completato nel gennaio 2014 in preparazione del bando di gara che il governo della Croazia ha annunciato lo scorso aprile per assegnare aree per la ricerca petrolifera a mare. Altre acquisizioni sismiche sono state effettuate da Grecia e Malta agli inizi dell’anno in corso”.

Perché Assomineraria fa riferimento ai soli rilievi di pochi altri Paesi e non indica quando è stato eseguito l’ultimo rilievo nel mare Adriatico, da parte di compagnie con sede legale all’estero e legate alle multinazionali petrolifere, attraverso la tecnica di prospezione dell’ air gun? La risposta non è lontana, arriva appena prima con la dichiarazione di Legambiente Italia che ha chiesto all’Unione europea di istituire il mare Adriatico come  bene comune. Premesso, in certi periodi dell’anno dovrebbero impedire certe attività, vietarle per il bene dei cetacei e per la nostra sopravvivenza.

Negli ultimi giorni non solo a Polignano a mare, ma lungo la costa adriatica da Monopoli a Molfetta, da Barletta a Margherita e risalendo la costa sino all’Abruzzo è frequente lo spiaggiamento di decine di tartarughe.

Aggiornamenti

Stop all’air gun, approvati gli emendamenti, chissà se dureranno ! 04.03.2015

Fumetto sul salvataggio dei cetacei per far luce sulle cause dello spiaggiamento 27.02.2015

Archivio

Capodogli: 3 sono morti. Fermate il decreto Sblocca Italia

Lo spettro dell’airguns  sulle balene arenate a Punta Penna 12.09.2014

5 risposte a "Capodoglio morto a Polignano a mare forse era nel gruppo di Punta Penna"

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