Gasdotto e centrale Snam vinta la battaglia, ma non la guerra: Tap approda a san Foca

No centrale e metanodotto Foto2 Maria Trozzi Report-age.comL’Aquila. Rinviata la conferenza dei servizi che si sarebbe dovuta tenere a Roma, il 30 settembre, la partita sul tracciato alternativo per il metanodotto Rete adriatica forse si chiuderà nel serrato confronto che la Regione Abruzzo terrà con i vertici della Snam mercoledì prossimo, quando si discuterà ancora una volta della possibilità di spostare il tracciato, proposta che nel 2012 fu presentata in una conferenza stampa al Comune di L’Aquila dal sindaco, Massimo Cialente che per l’occasione proferì qualche parolina e da Alfredo Moroni, attuale assessore comunale alle opere pubbliche, costantemente impegnato sulla vicenda.

No centrale e metanodotto Foto Maria Trozzi Report-age.com 2014

D'Alfonso Sulmo 22.9 Foto Trozzi Report-age.com 2014
D’Alfonso 22.9.2014

Il sottosegretario allo sviluppo economico Claudio de Vincenti non ha annullato la conferenza di servizi di fine settembre, semplicemente l’ha rinviata, ma ha fissato per il primo ottobre un tavolo di confronto tra ministero, dirigenti Snam e Regioni interessate al metanodotto (Puglia, Umbria e Marche) che attraverserà l’intera dorsale appenninica. A naso la Conferenza presto sarà riconvocata e il ministero ha risposto, concedendo forse qualche altro giorno prima della disfatta, alla lettere della giunta regionale con le quali si chiedeva il rinvio della Conferenza volta ad autorizzare la realizzazione della centrale di spinta appendice del metanodotto Rete adriatica. E’ vinta una mezza battaglia, ma non la guerra, anche perché solo una manciata di giorni di respiro potrebbero essere concessi con questo singolare rinvio.

In un’altra regione. Legata a stretto giro al gasdotto della Snam, la Puglia discute sul punto di approdo del Trans adriatic pipeline (Tap). La pubblicazione, in Gazzetta ufficiale, del fatidico decreto (s)blocca italia rivela, all’art. 37, che il tubone sarà agganciato a San Foca, paradiso naturale nel leccese che i pugliesi cercano di difendere, in queste ore, con le mani e con i denti. Il Presidente della Regione Nichi Vendola ha proposto come alternativa a San Foca l’approdo del gasdotto, sulla terra ferma, nel Petrolchimico di Brindisi. Parliamo del Trans adriatic pipeline strettamente connesso al metanodotto Rete adriatica, se si realizzerà l’uno, l’altra opera non sarà accantonata e il Tap approderà comunque, questo è certo.

Tracciato alternativo. Un improbabile zig zag del metanodotto è l’alternativa sul mare proposta dai comitati ambientalisti dell’entroterra abruzzese che cercano di esorcizzare, alla meno peggio, l’arrivo del gasdotto in valle Peligna e l’installazione della centrale di compressione del gas naturale a Case Pente. Il Tap formerebbe con il metanodotto Rete adriatica un cordone ombelicale lungo 687 km che erogherà il gas ai paesi d’oltralpe, dove il metano sarà venduto a caro prezzo, dopo aver attraversato, con il Tap,  545 chilometri dalla Repubblica ellennica alla penisola balcanica (Albania) per altri 211 chilometri, per 105 Km poi sprofonda nel mare Adriatico e per 8 km riemerge in Italia, in Puglia, iniettato di gas azero per continuare ad allungarsi sulla dorsale appenninica, in aree a massimo rischio sismico e poi sboccare a Nord.

Qualcosa in più sull’opera strategica e la centrale di spinta della Snam

Tap a san foca o polo chimico di BrindisiIl grande metanodotto Rete Adriatica che interessa Umbria, Marche, Abruzzo e Puglia è un’opera di mero attraversamento territoriale, senza alcun vantaggio per le popolazioni coinvolte, in pratica nei territori toccati dall’opera strategia non sarà erogata nemmeno una goccia di gas alle popolazioni attraversate dal gasdottoLa sua finalità è prettamente commerciale, confermano gli ambientalisti, il gas naturale d’importazione proveniente dall’Azerbaijan, trasportato attraverso il Tap, trans adriatic pipeline, è destinato ad essere rivenduto ad altri Paesi europei, esclusa l’Italia il cui territorio funge solo da servitù di passaggio. Ciò porterà cospicui profitti nelle casse delle multinazionali del gas mentre tutti i costi di costruzione saranno scaricati nella bolletta  dei cittadini. Il tracciato del metanodotto Rete adriatica attraversa incredibilmente le aree a massimo rischio sismico d’Abruzzo e di maggiore qualità ambientale dell’Appennino. Anche la centrale di compressione insiste su un’area sismica di primo grado e sarà istallata nel bel mezzo dell’area di accesso al Parco nazionale della Majella, occuperà circa 12 ettari in località Casepente, di cui 1/3 occupato da impianti fuori terra, il rimante  sarà sistemato a verde. L’area è già stata da tempo acquistata da Snam rete gas tramite accordi bonari con i proprietari. L’impianto di compressione sarà costituito da 3 turbocompressori della potenza di circa 11 mw ciascuno. Ogni turbocompressore comprende un compressore centrifugo azionato dal motore costituito da una turbina a gas a bassa emissione. L’impianto eseguirà la sola compressione del gas naturale senza alcun trattamento e include una serie di ausiliari per garantire il controllo automatico a distanza dell’esercizio dei turbogruppi con sistemi che ne consentono la regolazione e l’arresto. L’impianto prevede l’esercizio contemporaneo al massimo di 2 turbocompressori, lasciando il terzo di scorta. L’impianto prevede la presenza di personale in normale orario di lavoro per finalità manutentive con un organico costituito da un responsabile, 2 tecnici e 4 operatori specialisti che di certo non saranno del posto.

In tutto 7 posti di lavoro per l’operatività della centrale e non è assolutamente detto che i lavoratori dell’impianto saranno abruzzesi, tutto sarà automatizzato e l’ingresso al Parco Majella mezzo sventrato. mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Tap bloccata per anni da un terreno vincolato dalla legge 353 sugli incendi boschivi 31.08.2015

Tunnel del gasdotto Rete adriatica minaccerà le sorgenti del Pescara 15.02.2015

Tap. Indagine della Procura sull’iter del ministero dell’ ambiente favorevole al Via 15.02.2015

Conferenza servizi gasdotto Snam. D’Alfonso:”Ragioneremo o li aiuteremo a ragionare” 28.09.2014

Comitato No Snam: “Rinvio farsa di De Vincenti” la Conferenza di servizi è fissata all’ 8 ottobre 26.09.2014

CENTRALE SNAM DA SULMONA A CUPELLO? SECCO NO DELLE ASSOCIAZIONI ANTIMAFIE ATRIA, IMPASTATO E PEACELINK 23.09.2013

LA REGIONE RIBADISCE: NO AL GASDOTTO E CENTRALE SNAM 22.09.2014

TAP: IL PARERE DELLA PUGLIA NON CONTA. IL MERCATO LANGUE I GASDOTTI NO 24.08.2014

Caso Kazakistan: l’affare del gas

del 27 luglio 2013 
Povera Italia, ridotta a provincia del Kazakistan. Le autorità di polizia italiane, con grande solerzia e senza rispettare la legge, consegnano nelle mani del presidente-dittatore kazako Nazarbaev la moglie e la figIia del dissidente Ablyazov. La credibilità del nostro Paese va sotto zero. Alti funzionari di polizia sono costretti a dimettersi. La maggioranza delle larghe intese Pd-Pdl, pur di salvare il governo, assolve il Ministro dell’ Interno Angelino Alfano. Il tutto sarebbe avvenuto “a sua insaputa”. Perché l’Italia sarebbe stata così disponibile nell’accogliere la richiesta del governo Kazako? Secondo la stampa internazionale perché il nostro Paese ha importanti affari con il Kazakistan, in particolare nel campo del petrolio, del gas e della vendita di armi. Ha scritto il Financial Times : “si sospetta che lo abbia fatto per gli interessi commerciali in un paese ricco di risorse come il Kazakistan, corteggiato da Silvio Berlusconi quando era presidente del consiglio e da altri leader mondiali”. L’Italia, attraverso l’Eni, ha notevoli investimenti in Kazakistan. Ma vi sono anche altre società che fanno affari nel settore degli idrocarburi e nella costruzione e manutenzione di oleodotti e gasdotti. L’Huffington Post ne ha pubblicato l’elenco e tra queste imprese sono citate : Agip, Saipem, Bonatti spa, Igs, Kcoi, Rossetti Kazakhstan, Kios Cjsc, Sicim spa, Ersai Caspian Contractor e Jsc Jv Byelkamit. Nel campo del cemento e delle costruzioni hanno un ruolo di primo piano la Italcementi e il gruppo Todini. E’ proprio nel settore del gas che Berlusconi e Putin avrebbero interessi diretti. Secondo una inchiesta del quotidiano La Repubblica del 10 dicembre 2010, dal titolo La spartizione del bottino un membro del board di Gazprom (colosso energetico russo, ndr) e un suo assistente hanno confermato a un interlocutore – e Repubblica ritiene attendibile la fonte _ che in cambio dell’espansione in Europa occidentale di Gazprom, Putin abbia aperto a Berlusconi la strada ai giacimenti pre – caspici in Kazakistan, metano poi depurato nella vicina centrale russa di Orenburg e lì immesso nei tubi verso l’occidente. “Il cavaliere avrebbe investito, in uno dei giacimenti contigui al grande bacino di Karachagnakh oltre mezzo miliardo di dollari, per un rendimento annuo che, alle attuali valutazioni di mercato, potrebbe fruttargli tra i 100 e 300 milioni di dollari l’anno di profitto” è scritto nel quotidiano.

L’intreccio tra politica e affari nel settore dell’energia è sempre stato molto stretto. La guerra del gas per la spartizione di enormi profitti è in pieno svolgimento. Proprio dai grandi giacimenti dell’area del Caspio dovrebbero partire 3 nuovi gasdotti, il Poseidon, il Tap (Trans Adriatic Papiline) e l’Interconnector LNG. L’approdo dei 3 mega tubi è previsto sulla costa pugliese. Arrivati in Italia, questi ingenti nuovi quantitativi di gas (oltre 30 miliardi di metri cubi l’anno) verrebbero convogliati nel grande gasdotto della Snam Brindisi – Minerbio, di 687 km. In Basilicata, inoltre, è prevista la realizzazione di un grande deposito sotterraneo di gas della società russa Geogastok. Il gasdotto Sulmona-Foligno di 167 km, con centrale di compressione del metano a Sulmona, è un pezzo del Brindisi-Minerbio e, unitamente al potenziamento dei pozzi di stoccaggio di San Salvo – Cupello, è funzionale al disegno delle multinazionali di modellare L’Italia per fare della Snam una hub del gas. Poiché l’Italia non ha bisogno di altro gas, dai dati annuali è chiaro che le infrastrutture esistenti sono già eccessive, il gas aggiuntivo sarà rivenduto ad altri Paesi europei. Altro che pubblica utilità del metanodotto Brindisi-Minerbio! Eni, Snam e le altre multinazionali considerano il territorio italiano alla stregua di una servitù si passaggio.

Fonte 

5 risposte a "Gasdotto e centrale Snam vinta la battaglia, ma non la guerra: Tap approda a san Foca"

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.