Centro salute mentale: i vertici Asl lo hanno già condannato alla chiusura

OspedaleSulmona (Aq). E’ il solito cliché che nell’entroterra abruzzese ormai tutti conoscono. Il meccanismo è lo stesso, una morte lenta e programmata. Alla minaccia di chiusura di un servizio sanitario, perché mancano i numeri, seguono dunque estenuanti incontri e trattative con la dirigenza dell’azienda sanitaria locale che però non risponde alle richieste dei rappresentanti sindacali. Si va avanti un po’ di tempo col servizio in bilico, già condannato. Per abituare all’idea che presto verrà a mancare la struttura sanitaria viene spogliata, privata di ogni cosa, pian piano, di ogni attrezzatura necessaria almeno a mantenere il servizio costringendo ad un declino forzato, nel silenzio. E’ accaduto per l’intero ospedale di Sulmona, in questo Trentennio, è avvenuto questo per molti dei reparti del santissima Annunziata e ora si passa al Centro di Salute Mentale.scatolone giallo Che se la prendano con il personale medico del presidio! Che accusino i medici di tirare acqua ai mulini degli altri ospedali per provvigione o per convenzione! Qualsiasi accusa fa gioco al momento. Che siano convinti che all’ospedale non lavorino abbastanza! L’ignominia macchia purtroppo infermieri e medici dei reparti dell’ospedale di Sulmona a rischio chiusura e la storia si ripete per il Centro di salute mentale di viale Mazzini, tragicamente da spostare in un’area isolata della zona artigianale di Sulmona. Il messaggio che s’insinua è sempre lo stesso: la chiusura sarebbe frutto dell’atteggiamento degli operatori del settore che non ci tengono al presidio sanitario del comprensorio. Prevedibile allora che per fruire del servizio i benestanti si rivolgeranno ad altre strutture, chi non ha soldi né tempo si arrangerà, i poveri disgraziati impazziranno tranquillamente e solo quando accadrà la Asl renderà loro un servizio di cura e degenza davvero impegnativo e gravoso per le voci di spesa del bilancio, dispendioso anche oltre perché le cure per la malattia, ormai cronicizzata, farà dei pazienti solo dei degenti senza speranza, irrecuperabili. Se si riuscisse a capire almeno questo saremmo già a buon punto col Piano di rientro, quello serio però!

Massimo Tardio
Massimo Tardio

Il dirigente generale Asl, Giancarlo Silveri, ha minacciato di chiudere il servizio del Centro di salute mentale di Sulmona, non lo diciamo noi, ma lo ha riferito il primo cittadino, Giuseppe Ranalli, nella riunione della scorsa settimana sul Punto nascite dell’ospedale santissima Annunziata, altra struttura che rischia da secoli la chiusura. Testimoni, tutti coloro che hanno partecipato all’incontro e chi era attento al discorso del primo cittadino. I sindacati del personale sanitario confermano allora lo Stato di agitazione e scrivono in una comunicato a firma del Segretario aziendale Cisal Fpc, dott. Massimo Tardio:

“La Cisal Fpc, sindacato dei dirigenti medici del Centro di Salute Mentale (Csm), di Sulmona e di Castel di Sangro, considerata la mancata possibilità da parte della ASL di rispondere ai problemi organizzativi, professionali, visto il depauperamento progressivo dell’assistenza psichiatrica nel nostro territorio dell’Abruzzo Interno, Conferma lo stato di agitazione.

Nella riunione di conciliazione, tenutasi il 23.9 u.s. presso la Prefettura di L’Aquila, il rappresentante aziendale ha fatto presente che “in questa fase l’Azienda non ravvisa possibilità di conciliazione rispetto alle richieste”.

Riteniamo che l’Azienda, perseverando nelle penalizzanti scelte organizzative, stia determinando un drastico ridimensionamento dell’assistenza psichiatrica territoriale nella nostra macro-area, peraltro già carente. Si continua a spostare il personale medico da Sulmona a L’Aquila, ad alterare l’intera organizzazione dell’assistenza psichiatrica nel nostro territorio, a non reperire idonee sedi definitive al Centro Diurno Psichiatrico e ai C.S.M. di Sulmona e di Castel di Sangro _ conclude il sindacalista _ La CISAL FPC, pur ribadendo il proprio stato di agitazione, esprime la disponibilità a partecipare ad un tavolo di trattativa in sede aziendale quale ultima possibilità di dialogo prima di intraprendere le ulteriori e gravi azioni sindacali”.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamento

Smembrato il Cim. Tardio: “Scatolone giallo inidoneo” 23.10.2014

Trasloco frettoloso del Cim, 1200 utenti disorientati e medici spiazzati 22.10.2014

Archivio

Centro salute mentale nel ghetto, messo ai margini dalla Asl 09.09.2014

Proclamato lo stato di agitazione dalla dirigenza e comparto sanità, Dipartimento salute mentale 16.09.2014

Una risposta a "Centro salute mentale: i vertici Asl lo hanno già condannato alla chiusura"

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