Aufidena: discarica archeologica A cielo aperto

Sito archeologico 05.09.2014
Aufidena, foto video Fabrizio Fusco

Castel di Sangro (Aq). Esterrefatti per come sono conservati i particolari reperti d’interesse che custodisce, si resta atterriti per le immondizie che la soffocano e il degrado in cui versa Aufidena. Il sito archeologico di Castel di Sangro, a piazza Castello in località Civita, è preda dei vandali, altro che guerre tra Romani e Sanniti!Domus di Piazza Castello. In rosso la zona scavata nel 2005, in azzurro gli ambienti balneum di età romanaA proteggere dalle intemperie una parte del sito da riallacciare al municipium pentro di Aufidena, è un capanno all’interno del quale, in alcune cassette sospese sull’impalcatura, sono accatastati dei reperti d’intonaco recuperati nei recenti scavi eseguiti di fianco alla Domus, grazie alle operose archeologhe. Con lo scavo si può osservare un ampio locale tornato alla luce tre anni fa. A squarciare il tutto sono dei piatti da pic nic e altri scarti gettati come se si trattasse di una fossa biologica, alcuni rifiuti sono finiti sugli antichi resti. Opera di incivili, capre, perché i cassonetti all’esterno del sito restano semi vuoti. I turisti stazionano a due passi dall’area che si affolla in estate e durante le feste e si sporca.

Planimetria culina aufidena Domus Aufidena Se la situazione è quella attuale gran parte del merito va attribuito a chi avrebbe dovuto recuperare i finanziamenti per portare avanti gli scavi archeologici e mettere in sicurezza, così come promesso più volte, allargando l’area della Domus per includervi le nuove scoperte che restano lì abbandonate, protette solo dalle onduline, dei pannelli rigidi atti a garantire forse un futuro al museo-discarica a cielo aperto. Un triennio è bastato solo a far dimenticare il tutto e così il fotografo Fabrizio Fusco, il 5 settembre 2014, ha ripreso la vergogna e il filmato è stato trasmesso dal sito Web di Teleaesse.

Breve storia


Domus AufidenaA mettere in azione la Soprintendenza per i beni archeologici d’Abruzzo sono i 50 mila euro di fondi ordinari che nel 2011 consentono l’avvio della campagna di scavo. Responsabili di cantiere, in quell’occasione, sono Orietta Pizzoferrato e Camilla Carnevale, Responsabile scientifico dei lavori è la funzionaria della Soprintendenza Rosanna Tuteri. Il sito risalirebbe ad un periodo a cavallo tra il 199 a.C. e il 476 d.C.

Castel di Sangro. Balneum della domus di Piazza Castello a Castel di SangroCastel di Sangro. Pavimento in cementizio a base fittile di un ambiente del balneumL’intervento di scavo condotto 3 anni fa segna un passaggio cruciale nelle ricerche svolte, da tempo, sul sito del municipium pentro di Aufidena (Tuteri 2010). Le fonti archeologiche riferiscono che in cima alla collina in cui è radicata la località montana, nel lontano passato, sorgeva un sistema difensivo territoriale operativo proprio durante le guerre sannitiche, riferendoci ai 3 conflitti combattuti dalla giovane Repubblica romana contro i popoli italici.


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