Chiesta la rimozione di Goio, la vera giustizia è la bonifica di Bussi

Sito Bussi officine, discarica di veleni
Sito Bussi officine, discarica di veleni

Pescara. “Ci auguriamo che la Regione spinga per la rimozione di Goio” è la richiesta dei deputati del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, Andrea Colletti e Daniele Del Grosso che sollecitano l’ente regionale ad allontanare il Commissario di nomina governativa.

DISCARICA DI BUSSIAnche dalla Cei i vescovi della Conferenza episcopale italiana chiedono la bonifica del sito e in special modo i vescovi di Abruzzo e Molise in prima linea per far sì che la mega discarica di Bussi e l’ambiente circostante vengano seriamente e concretamente bonificati.

Dopo la discutibile proposta di Adriano Goio, Commissario per il bacino Aterno-Pescara, il Movimento 5 stelle si fa avanti chiedendo la rimozione del Commissario straordinario di nomina governativa, i pentastellati sposano le tesi degli ambientalisti e senza mezzi termini parlano di piano criminale anche perchè le forze politiche, un mese fa, si erano schierate contro questo progetto, con una lettera firmata dai deputati abruzzesi di tutti gli schieramenti.

Se allora nessuno vuole questa soluzione, perché il commissario Goio continua imperterrito su questa strada, che probabilmente avvantaggerà solo i veri responsabili del disastro di Bussi, quelli che dovrebbero rimediare ai danni causati a centinaia di migliaia di abruzzesi?. Il commissario dovrebbe garantire gli interessi della collettività, non quelli delle multinazionali Solvay ed Edison. Di fronte alla palese incapacità del commissario Goio di risolvere la vicenda tutelando il bene collettivo, chiediamo quindi con forza le sue immediate e irrevocabili dimissioni. Alla luce dell’intervento del presidente D’Alfonso di ieri, ci auguriamo che anche la Regione spinga per la rimozione di Goio. I cittadini hanno già pagato abbastanza, anche in termini economici considerando il costo del commissario, per l’incapacità e l’inattività di Goio in questi 8 anni di nomina: è arrivata l’ora che si faccia da parte, prima che sia troppo tardi per l’Abruzzo».

mariatrozzi77@gmail.com

Alessio Di Florio

La vera giustizia è la bonifica 

Lo slogan campeggia in Abruzzo sui social network e anche sulle pagine Web della rete Stop Biocidio e le realtà che vi aderiscono. E’ indispensabile la bonifica, confermano ambientalisti, associazioni, presuli abruzzesi e molisani perché davanti all’enormità della discarica e alla distribuzione, per anni, ad almeno 700 mila abitanti di tutta la Val Pescara (fonte: Istituto Superiore di Sanità) di acqua contaminata dalla discarica di Bussi, sembra essere l’unica soluzione accettabile.

Bussi 2014
Bussi 2014

Lo scandalo della mega discarica è esploso nel 2007. Al governo c’era ancora Romano Prodi, governatore della Regione Abruzzo era Ottaviano Del Turco, Presidente della Provincia di Pescara era Giuseppe De Dominicis, sindaco di Pescara era Luciano D’Alfonso e a Bussi il sindaco, dopo la parentesi del commissario prefettizio, era di centro sinistra esattamente come gli altri esponenti politici citati. In quei mesi, la mobilitazione di Wwf e Abruzzo social forum supportata da Rifondazione comunista, portò alla scoperta della mega discarica e delle sue conseguenze sull’acqua distribuita alla popolazione. Siamo nel 2014, son passati altri 3 governi prima dell’attuale, in Regione c’è stata una legislatura di centro destra e ora governa proprio Luciano D’Alfonso, allora sindaco di Pescara, a Bussi il sindaco è di Rifondazione comunista. L’orientamento sembra essere, ormai da tempo, quello di puntare sulla re-industrializzazione del sito e di una bonifica che vi si adatti. Passano gli anni, le stagioni, le amministrazioni locali e nazionali, ma tutto sembra essere sul tappeto tranne la bonifica integrale.

Foto Maria Trozzi
Bussi discriche 2A e 2B foto Maria Trozzi

C’è stata la proposta di discarica di rifiuti speciali della Orim, una mega cava proposta dal gruppo Toto che, come ha reso pubblico il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua Pubblica, a gennaio, poteva mettere a rischio la falda acquifera. Ora l’attualità ci consegna un nuovo progetto: una solettona in cemento, mega discarica e tombatura dei rifiuti con un nuovo impianto industriale. La denuncia indignata è del Forum abruzzese dei movimenti per l’Acqua pubblica che considera inaccettabile il progetto. Una scelta che non risolverebbe nessuna delle gravissime problematiche del sito e che, al posto di bonificare, darebbe addirittura per scontato che la falda debba continuare ad essere inquinata, visto che non si interverrà per bonificare le fonti di contaminazione nell’area industriale.

Foto Maria Trozzi 2014
Foto Maria Trozzi

Su questo punto il Forum critica pesantemente la scelta ventilata da Salvatore Lagatta, sindaco di Bussi di acquisizione da parte del Comune dell’intera area industriale e dell’impianto di trattamento e pompaggio delle acque inquinate. “Un piccolo comune che tra poco non potrà neanche più comprare le matite autonomamente dovrebbe garantirne l’attività per decenni dopo che neanche Solvay, multinazionale della chimica che opera dal 1863, è riuscita a farlo funzionare adeguatamente, con i contaminanti che in parte hanno continuato il loro percorso lungo la valle del Pescara. Ricordiamo che proprio su questo aspetto la Procura di Pescara sta indagando diversi responsabili della Solvay. Il comune di Bussi dovrebbe sovrintendere la gestione di uno dei siti più inquinati del pianeta. Si dismettono società pubbliche, si aliena il demanio, ma il Comune di Bussi sul Tirino (Pe), in controtendenza, si intesterebbe la proprietà di terreni inquinatissimi con la falda contaminata fino a 120 metri di profondità, comprandoli, anche se a costo zero (sic!), da una multinazionale” è l’osservazione degli ambientalisti.

Foto Maria Trozzi
Bussi, cisterne Solvay  foto Maria Trozzi

Il progetto, come già accennato, non si ferma ad un nuovo insediamento industriale sopra la tombatura, ma prevede anche una nuova mega discarica per rifiuti speciali, tutto sopra l’acquifero più grande della Regione. Sembra una coazione a ripetere quanto già accaduto considerato che lì dove dovrebbe sorgere il nuovo immondezzaio, in origine le attuali discariche nacquero con l’autorizzazione di Regione e Provincia a porre in essere proprio delle discariche per rifiuti non pericolosi. Abbiamo visto nei decenni come è andata a finire. A completamento di questa non bonifica il Forum segnala che il nuovo progetto non dice assolutamente nulla sulla discarica Tremonti, contigua al fiume, da considerare prioritaria per la tutela della salute e la prevenzione dei rischi per la cittadinanza e su una riperimetrazione che escluderebbe aree non inquinate che potrebbero accogliere nuovi insediamenti industriali, ma presenti nel Sito di Interesse Nazionale.

(Foto 1 Trozzi) Augusto De Sanctis sulla discarica Tremonti
De Sanctis sulla discarica Tremonti, foto Trozzi

I parametri oltre i limiti di legge nei terreni nel polo chimico di Bussi sono 10. Su tratta di diverse sostanze tossiche e cancerogene. Sulla proposta di Adriano Goio, commissario straordinario per il risanamento del Bacino Aterno-Pescara, Augusto De Sanctis, del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua, insiste: “La proposta commissariale prevede nell’area denominata ex Medavox, all’interno del polo industriale, esclusivamente un intervento di impermeabilizzazione dell’area senza la bonifica dei terreni che, quindi, rimarrebbero coperti al di sotto di una soletta di cemento su cui verrebbe realizzato un nuovo opificio industriale. Il Piano di caratterizzazione dell’area, presentato nel 2004 da Solvay a tutti gli enti coinvolti e aggiornato negli anni successivi, contiene l’esatta distribuzione della contaminazione dei suoli dell’area industriale di Bussi. Per quanto riguarda l’area Medavox indicata dal Commissario delegato Adriano Goio il piano individua superamenti dei limiti di legge per i terreni per cloroformio; tricloroetilene, mercurio, benzene, xilene, toluene, sommatoria aromatici, idrocarburi pesanti, idrocarburi leggeri e cloruro di vinile. Su 11 sondaggi realizzati nell’area, 8 presentano almeno un superamento dei limiti di legge per i terreni, dalla superficie fino a 11 metri di profondità. Il mercurio è presente con valori anche 16 volte la soglia indicata dalla legge per le are industriali. Il benzene mostra un superamento di 23 volte. Sono terreni che presentano una contaminazione diffusa, in particolare da mercurio, solventi e idrocarburi, tutte sostanze estremamente pericolose _ prosegue de Sanctis _ Rispetto alle soglie definite dal Decreto legislativo 152/2006 per le aree industriali per le diverse sostanze ci sono superamenti da 2 a 106 volte i limiti di legge, da 33 volte a 1596 se si prendessero in considerazione dei limiti per le aree dedicate a verde, qualora con la bonifica si volesse dare altra destinazione all’area magari residenziale o a verde. E’ incredibile che a 10 anni dalla caratterizzazione dell’area e a sei dall’istituzione del Sito nazionale invece di parlare di bonifica siamo costretti a contrastare ipotesi inaccettabili come quella avanzata dal Commissario Goio. Tombare con cemento l’area significa rinviare sine die l’eliminazione delle fonti di contaminazione”.

mariatrozzi@gmail.com

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Veleni di Bussi: chieste pene dai 4 ai 12 anni, entro Natale la decisione 04.10.2014

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