Fuori le turbosoffianti: l’area marina protetta Torre Cerrano è legittima

Turbosoffianti
Turbosoffiante, foto Spata.it

Pineto (Te). L’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio conferma che l’Area marina protetta di Torre di Cerrano (Amp) è stata legittimamente costituita e che la pesca attraverso il dragaggio delle turbosoffianti, imbarcazioni che compromettono i fondali, non è consentito nei 7 chilometri del parco marino che così limitato non compromette di certo l’attività di pesca praticata nelle vicinanze e per oltre 50 miglia (82 km di costa).

turbosoffianti
Vongolare, Civitanovalive

Il Tar Lazio respinge, con una approfondita analisi del caso, il ricorso del Cogevo, Consorzio gestione vongole del compartimento marittimo di Pescara, mosso a maggio nell’intenzione di fare scacco all’istituzione dell’Area Protetta di Torre di Cerrano, disintegrandola con la richiesta di sospenderne il decreto istitutivo e contestualmente il regolamento che disciplina le attività consentite nelle diverse zone di protezione. Tutto questo approfittando del cambio di rotta della Regione Abruzzo che, colpo di timone, aveva annullato il parere positivo espresso nel procedimento di costituzione dell’Amp Torre del Cerrano.

Una posizione imbarazzante per l’ente regionale che così risultava, ancora a maggio, tra i soggetti costituitisi in giudizio, tramite il Consorzio di gestione del Parco marino, contro il ricorso al Tar del Consorzio dei pescatori.

Sul tratto di mare abruzzese quella del Cerrano è l’unica area marina protetta contro il pericolo delle turbosoffianti, le imbarcazioni da pesca che a detta del Consorzio avrebbero subito ingenti danni dall’istituzione del Parco marino al confine tra Silvi e Pineto. Eppure la produzione lorda vendibile di pescato, in Abruzzo dal 2004 al 2012, è in sensibile aumento, secondo i dati ufficiali pubblicati dall’Irepa e in riferimento alla pesca con draga idraulica il venduto ha raggiunto poi valori massimi proprio negli ultimi anni assicurano dall’Istituto di ricerche economiche per la pesca e l’acquacoltura (Irepa).

Il provvedimento del Tribunale amministrativo ribadisce che il metodo di dragaggio dei fondali con le turbosoffianti  del Consorzio è del tutto incompatibile con la tutela dell’ecosistema dell’Area marina protetta. La superficie dell’area, per il giudice amministrativo, non pregiudica affatto l’esercizio dell'attività di pesca trattandosi solo  7 chilometri di costa su un totale di circa 82 km.

“E’ una splendida vittoria per l’ambiente e per la legalità _ dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del Wwf Italia _ Per l’ambiente perché conferma la tutela dell’unico tratto di mare antistante la costa abruzzese su cui è presente un’area marina protetta; per la legalità perché ribadisce che le leggi vanno rispettate e che le soluzioni ai problemi vanno ricercate senza atteggiamenti violenti e prevaricatori. Bene hanno fatto il Consorzio di gestione dell’area marina Protetta ed il ministero dell’ambiente a resistere davanti al Tar in maniera ferma e determinata”. L’ordinanza del Tar conferma..

  • la limitazione all’esercizio della pesca riguarda una minima porzione dello spazio a disposizione (7 km di costa su un totale di 82 km), tale da non costituire un pregiudizio alla pesca;
  • il metodo di pesca tramite dragaggio dei fondali con le turbosoffianti appare incompatibile con la tutela dell’ecosistema dell’Area Marina Protetta;
  • dalla comparazione degli interessi coinvolti, stante la presenza di un’area protetta, deve ritenersi preminente quello della salvaguardia ambientale.

“Dopo questa pronuncia del Tar Lazio ci aspettiamo un’intensificazione dei controlli nell’Area marina protetta Torre di Cerrano al fine di impedire l’ingresso di turbosoffianti come si è verificato costantemente negli ultimi mesi e come abbiamo denunciato anche la scorsa settimana. È ora che i comportamenti illegali siano contrastati con maggiore efficacia e più determinazione” dichiara Claudio Calisti, presidente del Wwf Teramo.

Il Wwf conferma quanto riportato nel documento sottoscritto a luglio da tutte le associazioni ambientaliste e di categoria operanti nel territorio dell’Area marina protetta di Torre di Cerrano. Le soluzioni agli eventuali problemi dei vongolari devono essere ricercate nel rispetto della legalità e di quanto stabilito dalle leggi che tutelano questa come tutte le altre aree marine protette italiane.​ Vai alle richieste

 
Vongolare turbosoffianti nell’Area marina protetta di Cerrano  (28.08.2014)

Questa mattina alle ore 3 oltre 20 vongolare sarebbero partite dal Porto di Giulianova (Te) per entrare nel perimetro dell’Area marina protetta di Torre del Cerrano, violando il divieto di pesca con turbosoffianti all’interno del Parco marino. A segnalarlo sono i volontari del Wwf che hanno allertato gli organi di gestione dell’Area marina e la Capitaneria di porto, quest’ultima è intervenuta quando ormai era troppo tardi, alle 4. Forte e chiara la denuncia di Claudio Calisti, presidente Wwf Teramo: “È l’ennesima illegalità che viene compiuta ai danni dell’unica area marina protetta presente nel mare antistante la costa abruzzese che tutela solo 7 km di litorale sui 130 totali_ prosegue il presidente _ È vergognoso che questo continui ad accadere. Sono più di 3 anni che non si riesce a fermare questa evidente violazione della legge istitutiva del Parco ai danni dell’ambiente marino. Sembra quasi che l’illegalità possa essere tollerata. Ci chiediamo quanto questo possa andare avanti prima che diventi un problema di ordine pubblico. Oltretutto sembra veramente strano che 20 imbarcazioni escano da un porto alle 3 di mattina senza che nessuno si accorga di nulla”.

Il Wwf ricorda che il 21 luglio scorso un ampio cartello formato da associazioni ambientaliste, di categoria (balneatori e commercianti) e locali ha chiesto agli Organi competenti d’intervenire con decisione per la salvaguardia del territorio dell’Amp Torre di Cerrano.

Aggiornamenti

Lettera delle associazioni per l’area marina protetta Torre di Cerrano 28.02.2015

Archivio

Imbarcazioni da pesca, turbosoffianti, nell’Area marina protetta del Cerrano: la protesta degli ambientalisti 

 (Gennaio 2014)

Per l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano il 2014 si apre purtroppo con una delibera di giunta regionale che si rimangia il parere favorevole sul Regolamento della zona protetta espresso 8 anni prima. Le associazioni ambientaliste regionali Wwf, Legambiente, Lipu, Italia Nostra, Pro Natura, Touring Club, Alternativa, Altura, Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, Conalpa, Marelibero, Marevivo, Lega navale italiana Pineto, Acqua e beni comuni Chieti, Arci Provinciale di Chieti, definiscono quella della Regione una scelta inspiegabile ed illogica che sembra avere l’unico obiettivo di racimolare qualche voto alle prossime elezioni regionali con la promessa di far entrare nell’Area protetta le imbarcazioni da pesca dotate di draga idraulica, le turbosoffianti.

In pratica si vorrebbe consentire quanto è vietato in tutte le altre aree marine protette d’Italia perché il sistema di pesca delle turbosoffianti distrugge i fondali marini, serbatoi e nursery di preziose risorse ittiche.

La gestione delle risorse naturali affidata ai vongolari attraverso le licenze dal ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali si è rivelata fallimentare, ad avviso degli ambientalisti, in più circostanze il prelievo illegale delle vongole con turbosoffianti all’interno dell’Amp Torre del Cerrano è stato giustificato dal Co.Ge.Vo. come una scelta vitale in quanto non si trovano più molluschi nel compartimento di pesca a loro affidato.
Le violazioni del regolamento nazionale dell’istituzione dell’Area marina protetta Torre di Cerrano si sarebbero ripetute più volte a partire dal Natale 2012, con un’intensificazione sotto le feste natalizie del 2013.
Le attività di albergatori, balneatori, commercianti e artigiani di Silvi e Pineto subiscono gravi danni economici e d’immagine da queste violazioni del regolamento del parco, eppure sono inspiegabilmente ignorate dalla politica locale.

“L’eccessivo prelievo ed inquinamento stanno distruggendo un patrimonio naturale che, se ben amministrato, può essere, come in passato, una fonte di reddito per tanti settori” sottolineano gli ecologisti.

Pur non disponendo di dati attendibili, il Cogevo insiste sui danni subiti dall’istituzione dell’Amp quando i dati ufficiali pubblicati dall’Istituto di Ricerche Economiche per la Pesca e l’Acquacoltura dicono tutt’altra cosa e cioè che l’andamento delle catture e la produzione lorda vendibile per il sistema di pesca con Draga Idraulica, in Abruzzo dal 2004 al 2012, è aumentata ed ha raggiunto i suoi valori massimi proprio negli ultimi anni.

“Se effettivamente c’è stato un mancato guadagno legato al divieto di utilizzo delle turbosoffianti, è giusto che lo Stato o la Regione Abruzzo indennizzino i vongolari _ specificano le associazioni _  questo potrà avvenire solo a condizione che ogni azione dei vongolari in spregio della legge istitutiva dell’Area Protetta e della volontà popolare che l’ha istituita nel territorio di Pineto e Silvi cessino per sempre”.

Le 4 richieste delle associazioni ambientaliste 
1) La difesa dell’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano da parte del Presidente della stessa e degli esponenti politici locali;
2) L’assoluto rispetto del divieto di pesca con le turbosoffianti nell’Area Marina Protette e l'introduzione del divieto di transito delle stesse all’interno della zona di protezione C;
3) Che l’Area Marina Protetta si doti di comitati tecnico-scientifici che si pronuncino su questioni inerenti alla conservazione della natura;
4) La difesa dell’attuale perimetro dell’Area Marina Protetta e, nel caso, il suo allargamento fino alla foce del Vomano per conservare ulteriormente le risorse marine ormai al collasso e favorire la vocazione turistica del territorio del Cerrano.

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