Dalla Sicilia all’Abruzzo ambientalisti nel mirino. La storia di Feltri e Natale

Emanuele Feltri
Emanuele Feltri

Forti e chiare le intimidazioni in Abruzzo e in Sicilia messe in atto per spaventare dei giovani che sembrano però sapere il fatto loro. Non accennano a diminuire i soprusi contro un siciliano 33enne, Emanuele Feltri,  della provincia di Catania. Il ragazzo ha denunciato la presenza e la proliferazione di discariche abusive nella riserva seminata ad amianto e copertoni lungo la valle del fiume Simeto, soprattutto a Paternò.

Legno a forma di tartaruga tagliato alla Lecceta durante il raid Report-age.com 2014

Dal racconto dell’incendio che nell’isola ha devastato l’uliveto del giovane catanese col pensiero non si può far altro che tornare al recente raid ladresco subito, in Abruzzo, dal gruppo che gestisce il Centro visite della Lecceta, a Torino di Sangro (Ch), diretto da Andrea Natale di Fossacesia (Ch) finito nel mirino. Dei singolarissimi ladri, nella notte tra il 2 e 3 agosto, hanno sottratto del denaro e devastato i locali del centro, hanno dedicato qualche attenzione alla tartaruga in legno, simbolo della riserva, lasciando la scultura all’ingresso dell’edificio con la testa staccata. 

Biglietto lasciato dai ladri al centro visite La Lecceta 18 giorni fa
Biglietto dei ladri al centro La Lecceta di Torino di Sangro

Non paghi, i malviventi hanno lasciato un biglietto di ringraziamento in cui però scrivono in stampatello e si  riferiscono ad un singolo individuo:

“Scusami – ma

veramente

ero morto di

fame

grazie di tutto”

esagerando nelle dimensioni dell’ultima locuzione. Ad aiutare gli amici della Lecceta sono intervenuti Alessio di Florio, referente per l’Abruzzo dell’associazione culturale Peppino  Impastato, ass. Antimafie Rita Atria,  e PeaceLink e molti attivisti e ambientalisti abruzzesi che si sono dati da fare per sostenere la Riserva inviando aiuti per il recupero della struttura.

Andrea Rosario Natale Report-age.com
Andrea Natale

Andrea Rosario Natale, abruzzese di 38 anni, è nel mirino. Lo scorso inverno qualcuno si è preso la briga di tagliare gli alberi di ulivo nel terreno in cui il padre, buonanima, aveva piantato delle tenere piantine da lasciare in ricordo e come eredità ai figli, una memoria forse da cancellare? Più di prima con quel gesto è stata afferrata tra le mani la radice della vita, quella libera. Le indagini sono chiuse per il fattaccio all’Uliveto di Nazzareno e andrebbero riconsiderate certe situazioni passate perché non è un caso isolato, non lo è mai.
Il racconto, dicevamo, si ripete lungo tutta la Penisola con tante allegorie che si allargano a macchia d’olio sulla costa Adriatica. Una chiazza galleggiante di petrolio è in balia delle correnti che da un ventennio si scontrano in Abruzzo per la costituzione e la perimetrazione del Parco della Costa Teatina e dalla regione verdognola si sposta a Nord o forse a Sud del Pianeta, i punti Cardinali ormai non fanno più la differenza. Disorientati alieni dalla Puglia a spiare la groviera della Basilicata per vedere se c’è ancora spazio sino alla bronzea Salerno – Reggio Calabria e sulla punta di ques’ultima provincia, a Melito di Porto Salvo, con lo Yacht extralusso in picchiata sul mare, direzione Catania.

Dopo le 5 pecore ammazzate e una testa di agnello lasciata davanti alla porta di casa, anche un incendio per il perito agrario 33enne, da 2 anni proprietario di un terreno che coltiva nell’oasi del Simeto, 2 mila ettari di riserva naturale nata nel 1984. In quel di Catania purtroppo ci sono altre spiacevoli sorprese al rientro dalle vacanze. Il giovane siciliano affida il racconto ad un post della sua bacheca di Facebook. Questa volta gli hanno incendiato il campo e l’impianto idraulico dei campi coltivati e dell’uliveto è andato completamente distrutto, a firmare questa intimidazione potrebbe essere proprio la mafia, ma quella alle falde dell’Etna è mafia rurale, riferiscono, perché decide i prezzi dei prodotti, il quantum dei frutti della terra da vendere e impone agli altri agricoltori anche il pizzo e magari smaltisce i rifiuti scambiando per discarica di amianto e pneumatici una riserva naturale, non a caso.

Uliveto di Feltri Catania Report-age.com 2014
Uliveto Feltri Catania
I 29 alberi della Famiglia Natale, dell'uliveto di Nazzareno
I 29 alberi della Famiglia Natale, dell’uliveto di Nazzareno finito nel mirino di singolari vandali  lo scorso inverno a Fossacesia (Ch)

Scrive il perito agrario catanese: “Certo non è stato un bel rientro! Avevo trascorso dei bellissimi giorni immerso tra i boschi della Sila in compagnia di splendide persone, per condividere oltre ai forti momenti di spiritualità anche l’amore per la nostra terra e la voglia di cambiarla in meglio e una telefonata mi ha catapultato letteralmente nella difficile realtà che giornalmente cerchiamo di affrontare con il sorriso, progettualità e determinazione…<Manu torna stanno incendiando tutto>. Mentre i miei amici e collaboratori cercavano di domare le fiamme in una lotta pericolosa e impari, io tornavo immaginando gli scenari peggiori e già pensavo a cosa avremmo dovuto reimpiantare, perchè in ogni caso non ci si ferma nemmeno davanti al fuoco! Gran parte dell’uliveto è andato perduto e i famosi impianti d’irrigazione si dovranno rifare.

Uliveto di Feltri Catania Report-age.com 2014
Uliveto di Feltri Catania

La zona della sorgente con i suoi delicati equilibri legati alle canne ci metterà un bel po’ per ritornare efficiente, ma ci vuole ben altro per farci abbattere! I ragazzi insieme ai pompieri sono riusciti a salvare le piantagioni dei miei vicini che stranamente non si sono visti, nè ieri, nè oggi. A rendere più strano quello che sembra l’ormai classico incendio dei pastori per creare nuovo pascolo è stata la presenza di un fuoristrada che incurante di tutto quel trambusto continuava a zigzagare per quelle terre appiccando incendi. Finalmente sono arrivato, e Dio solo sa quanto ho cercato di beccare sul fatto il nostro simpatico amico ma la vigliaccheria di questa gente è nota ed è letteralmente scomparso. Siamo rimasti fino a tarda sera a spegnere fuochi, a respirare fumo e ad amare profondamente quella terra martoriata. A nulla è servito tenere puliti i confini c’era vento, il vento giusto e loro lo sapevano! Questa mattina dai carabinieri e poi a fare la conta dei danni. Uliveto di Feltri Catania Report-age.com 2014Non è solo uno smacco alla difficile agricoltura di quelle zone ma quel paesaggio che tanto amiamo, lungo la via del grano, fino alle rovine del castello di Poira ora è deserto! Adesso che si fa?

Uliveto di Feltri Catania Report-age.com 2014
Uliveto di Feltri Catania

Si ricostruisce come abbiamo sempre fatto, si rimetteranno gli ulivi e con i tanti gruppi scout che prontamente ci hanno contattato ripianteremo alberi OVUNQUE! Perché piantare un albero è un gesto d’amore e d’amore e speranza la nostra Sicilia ne ha tanto bisogno. Si riparte!”.

 

E' possibile dare un'offerta per aiutare a risistemare il Centro visite della riserva
  • direttamente presso il Centro Visite della Riserva naturale regionale Lecceta di Torino di Sangro nella cassetta messa a disposizione;
  • tramite bonifico sul Conto Corrente intestato a Soc. Coop. Terracoste a r. l. Iban IT91 L053 8777 6800 0000 0514 980 (Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Sportello di Fossacesia) indicando come causale: erogazione liberale/donazione Una carezza per la Lecceta.

Aggiornamenti

Casalesi. Custodia in carcere per 40 affiliati. Provvedimenti eseguiti anche a L’Aquila e Sulmona: il caso Abruzzo. 10.03.2015

Altro furto al Centro visite: i volontari puliscono la Riserva Lecceta, nessuno può fermarli

Archivio

SOLIDARIETÀ ALLA LECCETA PER RIPARARE I DANNI DEL RAID “LADRESCO” 19.08.2014

NON CALI IL SILENZIO SULL’ATTO VANDALICO DELLA LECCETA E SU ANDREA NATALE 18.08.2014

RAID AL CENTRO VISITE. EPISODIO COLLEGABILE AL TAGLIO DEI 29 ULIVI? 03.08.2014

CHIETI. CAMMINA PER L’ISTITUZIONE DEL PARCO NAZIONALE DELLA COSTA TEATINA 25.06.2014

4 risposte a "Dalla Sicilia all’Abruzzo ambientalisti nel mirino. La storia di Feltri e Natale"

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