Tap: il parere della Puglia non conta. Il mercato langue i gasdotti No

Tap 2014Perché  tutti vogliono costruire nuovi gasdotti in un mercato che piange miseria?

Percorso del Tap 2014La risposta è la chiave d’accesso al giro di affari che orbita attorno ai gasdotti e agli approvvigionamenti d’energia. E’ un affare a prescindere, è un’affare da miliardi, da potenti e lo sanno anche analisti ed economisti di grido che col naso puntato sul mercato europeo del gas naturale insistono nel dire che la domanda langue.

Aveva fatto esultare ambientalisti e simpatizzanti la notizia che a metà gennaio decretava la bocciatura del progetto della multinazionale svizzera che intende costruire il Tap, un metanodotto di 870 chilometri. Peccato che il No al progetto Trans Adriatic pipeline sia giunto, per la procedura di Valutazione d’impatto ambientale, dalla Regione Puglia il cui parere purtroppo non è vincolante. Perché allora coinvolgerla nelle procedure di autorizzazione se il suo parere non conta? A fine luglio, in un’intervista a Panorama, il manager Giampaolo Russo, dipendente del colosso del gas, rilascia una dichiarazione riportata anche da Il fatto quotidiano: “Entro fine agosto avremo l’ok definitivo _ per il progetto Tap _ Ci sono già un accordo intergovernativo firmato, un parere favorevole dell’Unione europea e un iter lungo e complicatissimo che abbiamo accettato. Non vedo cos’altro potrebbe accadere”. E’ la commissione nazionale Via a dare il responso definitivo atteso da fine luglio, ma in caso negativo per i poteri forti non mancano altre carte da giocare, una è l’Autorizzazione unica necessaria per avviare i lavori.

South stream pipelineDunque sembra una presa per i fondelli quel punto di vista regionale richiesto ed espresso sull’opera strategica se l’intervento dell’ente territoriale resta praticamente inascoltato ed è  a dir poco irrilevante. Gli ambientalisti abruzzesi sottolinearono a metà gennaio che il rifiuto della Regione Puglia al Trans Adriatic pipeline, produceva benefici anche per la regione verde d’Europa dato che il gasdotto connetterà, a quanto pare, la Grecia all’Italia passando per l’Albania, attraversando per 545 chilometri la Repubblica ellennica e per 211 lo Stato della penisola balcanica, poi 105 chilometri sul mare Adriatico e 8 chilometri in Italia, l’approdo è previsto in provincia di Lecce, a san Foca, marina di Melendugno.

Tap e Rete adriatica senza soluzione di continuità Report-age.com 2014

Per l’afflusso di gas naturale, proveniente dall’ Azerbaijan, alla fine il Tap si collegherebbe al metanodotto Rete Adriatica, dicono gli ambientalisti riferendo dell’elaborato  progetto della Snam per trasportare gli idrocarburi gassosi non sul mare, ma attraverso la fascia Appenninica dell’intero stivale purtroppo sensibile al massimo rischio sismico: Marche, Umbria e appunto l’Abruzzo, incluse la Provincia dell’Aquila, la valle Peligna e il Capoluogo della regione dei Parchi, territori scossi, e non poco, dal sisma del 2009.

Purtroppo però il parere negativo della Regione Puglia, nel corso della procedura di Valutazione di impatto ambientale, non sembra preoccupare il colosso del gas intenzionato a realizzare, a tutti i costi, il progetto. Gli azionisti di Tap sono 3 grosse multinazionali: la svizzera  Axpo (42,5%), la norvegese Statoil (42,5%) e la tedesca E.ON (15%).

Non c’è davvero da stare tranquilli per gli ambientalisti del Mezzogiorno.

Nabucco & South streamA giugno 2013, il governo di Baku , in Azerbaigian, decise di non ricevere il gas dal giacimento azero Shah Deniz 2 assestando  un colpo micidiale al gasdotto Nabucco privato così della maggiore fonte di rifornimento. Il metanodotto in questione attraversa  Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria per portare il gas azero e iraniano in Austria ed era la prima alternativa al gasdotto South Stream che trasporterà il gas russo in Europa meridionale collegando, forse proprio entro il 2015, i terminali di Novorossisk all’Europa occidentale proprio sul Mar Nero.

gas_tre_mariPer tutta risposta, il consorzio Shah Deniz annunciò, sempre in quel periodo, di aver scelto il progetto Trans Adriatic Pipeline (Tap) per esportare il gas di Shah Deniz 2 verso l’Europa aggirando la Russia. Quest’altro gasdotto transiterà attraverso la Turchia e si collegherà alla Trans Anatolian Pipeline (Tanap) vicino a Kipoi al confine tra Grecia e Turchia, trasporterà il gas proveniente dal Mar Caspio in Italia attraversando la Grecia, l’Albania, e il mare Adriatico.

Secondo il quotidiano russo Izvvestia il gas azero dovrebbe cominciare a transitare nel gasdotto già nel 2018. Progettato per consentire un ampliamento della capacità da 10 a 20 miliardi di m3 all’anno (il 5% del fabbisogno dell’Ue che consuma circa 550 miliardi di m3 di gas all’anno), il Tap aprirà il Corridoio Sud, dicono, per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici europei con una nuova fonte di provenienza del gas.

Questa opera strategica è una minaccia all’oligopolio russo, un pericolo di concorrenza nel mercato? No, a Mosca sono tutti tranquilli. Intervistato, Vladimir Feiguin, direttore dell’Istituto dell’energia e delle finanze russo, ha dichiarato all’agenzia stampa Rossijskoe Agentstvo Meždunarodnoj Informacii Novosti, con sede a Mosca (meglio conosciuta col nome inglese Ria Novosti) che «Questo progetto sarà solo un simbolo della riduzione della dipendenza dal combustibile russo.

Metanodotto 2014In un primo tempo l’Europa riceverà meno di 10 miliardi di m3 di gas azero all’anno che significativamente non possono influire sul mercato dell’energia, ma secondo i rappresentanti dell’Ue questa diversificazione permetterà di ridurre le tariffe, ma se crescono i progetti che necessitano di gas una riduzione delle tariffe sarà impossibile soprattutto se si tiene conto dei costi fissi da ammortizzare, visto che i gasdotti proliferano, delle basse capacità del Tap, dato che soddisferà a mala pena i 5% dei bisogno del vecchio continente, senza contare che il consumo diminuisce, la concorrenza cresce e le fonti di energia pulita si fanno strada tra le barricate.

Il ruolo di Tony Blair Sarà la politica a decidere, anche a costo di scavalcare il Salento? Il 14 luglio, il presidente della repubblica dell’Azerbaijan, Ilham Aliyev, a Roma, in un incontro  riservato ha parlato con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Agli inizi di agosto tratta dell’argomento anche il quotidiano inglese The Guardian, di Tony Blair, ex premier laburista britannico e lobbista per il consorzio che realizzerà l’opera.

La Puglia dice No al Tap, bene anche per l’Abruzzo

Gennaio 2013

Percorso del Tap 2014I Comitati cittadini per l’ambiente della valle Peligna fanno sapere in una nota che la Regione Puglia ha bocciato il progetto del gasdotto Tap che prevede l’approdo a Melendugno (Le). Il Tap (Trans adriatic pipeline) è il gasdotto che dovrebbe connettere Italia e Grecia per mezzo dell’Albania, permettendo l’afflusso di gas naturale proveniente dall’Azerbaijan. Dalla Puglia poi il gasdotto si collegherebbe con  quello previsto sulla valle Peligna che prende il nome di metanodotto Rete Adriatica progettato  dalla Snam per attraversare l’intero stivale nei territori a massimo rischio sismico dell’Appennino centrale: Marche, Umbria e in Abruzzo la Valle Peligna e buona parte della Provincia dell’Aquila. Spiegano gli ambientalisti: “ I due metanodotti hanno una finalità prettamente commerciale: il gas è destinato al mercato europeo e cioè ad essere rivenduto per incrementare i profitti delle multinazionali del settore. IlNo pronunciato dagli organi tecnici della Regione Puglia recepisce le fondate ragioni delle popolazioni locali che da diversi anni stanno conducendo una dura battaglia contro il Tap, fortemente contrarie sia all’approdo che alla grossa centrale di depressurizzazione (ampia 12 ettari). Il Sottosegretario De Vincenti (ndr Claudio De Vincenti, Sottosegretario di Stato), contestato in una accesa assemblea pubblica svoltasi a fine anno, ha dichiarato di voler rispettare la volontà popolare _ per quel che concerne il Centro Italia, il comitato sulmonese scrive che _ Il Presidente Chiodi (ndr Gianni Chiodipresidente della Regione Abruzzo) ed il suo governo regionale, calpestando i più elementari principi democratici, continua  ad infischiarsene non solo della volontà popolare, ma soprattutto delle decisioni ripetutamente assunte dal Consiglio Regionale (due leggi e tre risoluzioni) che gli impongono di negare l’intesa su un’opera che presenta criticità anche maggiori rispetto al Tap. Chiodi ed i suoi (tra cui il Dirigente Antonio Sorgi, recentemente indagato dalla Magistratura), anziché difendere i legittimi diritti del territorio e dei cittadini abruzzesi, sono totalmente subalterni alla volontà  delle multinazionali del gas. Il Governo nazionale (prima Berlusconi, poi Monti e ora Letta) agisce come braccio operativo dei poteri economici  e finanziari che portano avanti questi devastanti progetti, tanto da ignorare  la decisione di contrarietà assunta, in merito alla Rete Adriatica, dalla Camera dei Deputati e da impugnare sistematicamente, anche con motivazioni assurde, le leggi della Regione Abruzzo che tutelano il territorio”. Gli ambientalisti locali rivolgono un appello a chi sostiene questa battaglia per rafforzare l’opposizione perché, secondo gli attivisti,  sarebbero in gioco valori e diritti irrinunciabili quali la tutela della salute e dell’ambiente, la difesa dell’economia, il futuro e il rispetto delle regole che sono alla base dello Stato di diritto. Concludono: “La vittoria, anche se non definitiva, ottenuta dai cittadini del Salento,  insegna che la lotta paga: essa rende ancora più forte la battaglia che i cittadini di Sulmona, dell’Abruzzo interno, dell’Umbria e delle Marche stanno portando avanti da oltre 6 anni ormai contro l’ “ecomostro” della Snam. Le due lotte sono idealmente collegate e dimostrano che la prepotenza delle multinazionali,  che  impongono dall’alto progetti non condivisi dai territori, può essere sconfitta!”. mariatrozzi77@gmail.com

Se vi capita di atterrare come marziani su questa pagina Web dove si chiarisce sul Gasdotto Trans Adriatico in Italia e si offrono risposte alle domande sul progetto vi sfidiamo a scaricare, dalla voce in alto alla pagina, indicata nel sottostante riquadro. Informateci se riuscite nell’ardua impresa di conoscere la documentazione..

Per scaricare la documentazione dello Studio di Impatto Ambientale e Sociale (Esia) consegnato il 10 settembre 2013 clicca qui - See more at: http://www.conoscitap.it/#sthash.PNerXZK7.dpuf

Tap. I lavori partirebbero entro il 16 maggio 2016 e il metanodotto  dovrà essere operativo entro il 31 dicembre 2020.

L’11 settembre 2014 il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, decreta la compatibilità ambientale del Trans Adriatic pipeline, superando il no all’intesa della Puglia e del ministero dei beni culturali. Per il ministro Galletti è confermato che l’approdo ideale del Tap purtroppo resta San Foca, a prescindere dalle alternative proposte in appena 50 pagine di osservazioni e valutate. In breve, la tecnologia che impiegherebbero per realizzare i micro tunnel del gasdotto ridurrebbe al minimo l’impatto ambientale, paesaggistico e non danneggerebbe il turismo: “L’ipotesi D1 (San Foca) risulta l’alternativa migliore sotto i profili tecnico, ambientale e paesaggistico”così indica il ministro dell’ambiente. Il via libera del Consiglio dei Ministri è dato il 29 aprile 2015. Così si attua l’Accordo internazionale Grecia, Albania, Italia dando soddisfazione all’Unione ansiosa di avere un nuovo tracciato per gli approvvigionamenti. Il sì alla costruzione dell’opera del ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, porta con sé il marchio della pubblica utilità, insomma opera indifferibile e urgenza anche in riferimento agli espropri.

Aggiornamenti

Tap bloccata dai terreni vincolati, ma per la società di può fare 04.09.2015

Tap. Indagine della Procura sull’iter del ministero dell’ ambiente favorevole al Via 15.02.2015

Sospesi sondaggi Tap a Meledugno 07.10.2014

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Centrale Snam da Sulmona a Cupello? Secco No delle associazioni antimafie Atria, Impastato e Peacelink 23.09.3014

La Regione ribadisce: No al gasdotto e centrale Snam 22.09.2014

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6 risposte a "Tap: il parere della Puglia non conta. Il mercato langue i gasdotti No"

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